La guerra in Ucraina ha evitato uno scontro diretto con la NATO. Gaiani a Il Contesto

 

A quattro anni di distanza dallo scatenamento della cosiddetto Operazione Militare Speciale in Ucraina, i leader europei tirano le somme del conflitto. A modo loro. «La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido», hanno dichiarato all’unisono Ursula Von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola.

Per il presidente francese Emmanuel Macron, «questa guerra rappresenta un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico. Ha rafforzato la Nato, la cui espansione la Russia voleva evitare, ha mobilitato gli europei, che cercava di indebolire, e ha messo a nudo la fragilità di un imperialismo tipico di epoche passate.

Poiché l’Ucraina è la prima linea di difesa del nostro continente, la Francia e l’Europa sono risolutamente al suo fianco». Kaja Kallas, dal canto suo, ha dichiarato che «in solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione Europea presso la sede della nostra diplomazia.

Si tratta di molto di più di un semplice simbolo. Il futuro dell’Ucraina è nell’Unione Europea. Con il nostro sostegno, gli ucraini resistono e restano saldi. Il modo più rapido per porre fine a questa guerra è aumentare la pressione sulla Russia e fornire maggiore sostegno all’Ucraina».

Giorni prima, in occasione della Conferenza per la Sicurezza di Monaco, il cancelliere Friedrich Merz aveva affermato che la Russia «non è disposta a parlare seriamente e lo sarà solamente quando Mosca avrà esaurito tutte le sue risorse economiche e militari. Pertanto, la Germania e l’Europa dovranno fare di tutto per portare i russi a raggiungere il loro limite».

Alla fine del 2025, il primo ministro svedese Ulf Kristersson aveva posto l’accento sulla necessità di promuovere l’«isolamento di lungo termine della Russia», in quanto «questo conflitto non finirà mai». L’Europa si mostra quindi assai poco ricettiva al monito formulato sempre in occasione della Conferenza per la Sicurezza di Monaco dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi, secondo cui «i Paesi del “vecchio continente” «hanno tutto il diritto di partecipare ai negoziati purché propongano soluzioni sensate in grado di affrontare le cause profonde della guerra, a beneficio della futura architettura di sicurezza europea».

Ne parliamo assieme a Gianandrea Gaiani, giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa».

Intervista realizzata il 27 febbraio 2026.

Guarda il video qui sotto o a questo link.

 

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: