Nave Garibaldi e i sottomarini DGK all’Indonesia. Parla il presidente di DRASS Sergio Cappelletti

 

 

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni del Presidente di DRASS Sergio Cappelletti circa la commessa indonesiana per la portaeromobili Giuseppe Garibaldi, da tempo uscita dai ranghi della Marina Militare Italiana, e i sottomarini DGK realizzati da DRASS.

 

“In relazione alle recenti ricostruzioni giornalistiche riguardanti la possibile cessione della Nave Garibaldi all’Indonesia e le attività industriali della Drass nel Paese asiatico, il Presidente della società, Ing. Sergio Cappelletti, rilascia la seguente dichiarazione.

Negli ultimi giorni sono state pubblicate ricostruzioni giornalistiche diffamatorie e strumentali che ipotizzano collegamenti opachi tra la possibile cessione della Nave Garibaldi all’Indonesia e le attività industriali della Drass in quel Paese.

Si tratta di insinuazioni gravi e prive di qualsiasi fondamento, che finiscono per infangare il nome di una media impresa italiana che, dopo oltre un decennio di lavoro sui mercati internazionali, è riuscita con le proprie forze ad ottenere un importante contratto industriale all’estero. Proprio perché queste ricostruzioni sono inesatte e lesive della reputazione dell’azienda e delle persone che vi lavorano, ritengo doveroso ristabilire con precisione i fatti, come è sempre stato nel mio modo di operare.

Ma oltre a chiarire il ruolo specifico della Drass in questa vicenda, è necessario evidenziare anche il danno che questo tipo di narrazione provoca al sistema Paese.

Nave Garibaldi — su cui ho avuto l’onore di servire per tre anni — rappresenta oggi per l’Amministrazione della Difesa principalmente un costo in termini economici e di personale impegnato. La sua eventuale cessione consentirebbe invece di attivare un importante programma di ammodernamento che coinvolgerebbe grandi aziende italiane del settore difesa, per l’aggiornamento del sistema di combattimento e delle componenti aeronautiche.

Un’operazione di questo tipo genererebbe lavoro per l’industria nazionale, rafforzerebbe le capacità di export del comparto difesa e contribuirebbe a consolidare le relazioni strategiche con un Paese emergente come l’Indonesia, partner rilevante anche sotto il profilo energetico e commerciale.

Si tratta esattamente di quel tipo di politica industriale strategica che per anni si è auspicato il nostro Paese fosse in grado di mettere in campo e che in questo caso si sta finalmente concretizzando.

 

Separazione dei due dossier

È fondamentale chiarire un punto che alcune ricostruzioni giornalistiche hanno deliberatamente confuso.

Il progetto relativo ai sommergibili DGK, del valore di 480 milioni di USD, nasce da una manifestazione di interesse formalizzata dal governo indonesiano nell’ottobre 2024 ed è attualmente nella fase di consolidamento del finanziamento.

Si tratta quindi di un’iniziativa industriale avviata ben prima e del tutto indipendente dalle valutazioni che si sono sviluppate in Italia solo nella seconda metà del 2025 in merito alla possibile cessione della Nave Garibaldi.

Accostare artificialmente questi due dossier, insinuando un presunto collegamento tra di essi, è dunque una ricostruzione priva di qualsiasi base fattuale.

 

Il ruolo di Drass nel dossier Garibaldi

Per ulteriore chiarezza, nel contesto delle valutazioni tecniche relative alla Nave Garibaldi, Drass opera esclusivamente su incarico delle autorità indonesiane.

Le attività svolte riguardano esclusivamente:

  • ispezioni tecniche
    • consulenza ingegneristica
    • supporto logistico
    • analisi della documentazione tecnica

Queste attività sono svolte da una squadra di specialisti con esperienza diretta sulla Nave Garibaldi e sono commissionate unicamente dal governo di Giacarta. È importante ribadire un punto fondamentale: non esiste alcun onere diretto o indiretto per l’Amministrazione della Difesa italiana.

 

L’uso improprio dei termini “compensazione” e “offset”

Alcuni articoli hanno inoltre utilizzato in modo improprio termini come “compensazione” o “offset”, generando interpretazioni fuorvianti.

Quando si parla di “compensazione”, si fa riferimento esclusivamente alla possibile rifusione di costi tecnici legati al trasferimento della nave, costi che in una fase iniziale potrebbero essere sostenuti dalla Marina Militare italiana.

Il governo indonesiano ha prospettato la possibilità di rimborsare tali costi valutando l’ipotesi di utilizzare Drass come semplice tramite amministrativo, unicamente per facilitare i pagamenti, essendo già in essere tra le parti un rapporto contrattuale. Per quanto a mia conoscenza, l’Amministrazione della Difesa italiana non si è mai pronunciata su questa ipotesi.

In ogni caso, anche nell’ipotesi teorica in cui tale modalità fosse applicata, Drass non trarrebbe alcun beneficio economico diretto: svolgerebbe esclusivamente una funzione di mero tramite amministrativo.

Analogamente, il riferimento agli “offset” riguarda esclusivamente la possibile valutazione del valore tecnico della documentazione di bordo della Nave Garibaldi. Per l’Italia si tratta di documentazione ormai superata; l’Indonesia, tuttavia intende verificarne l’eventuale utilità nell’ambito delle proprie normative sul trasferimento di conoscenze.

L’eventuale assegnazione di offset a Drass non rappresenterebbe alcun vantaggio improprio: significherebbe assumersi un complesso e oneroso lavoro tecnico che, in cambio, consentirebbe di mantenere in Italia quote significative di attività industriali che altrimenti verrebbero svolte direttamente in Indonesia.

Si tratta quindi di un meccanismo che genera lavoro nel nostro Paese e valorizza competenze tecnologiche nazionali, senza comportare alcun costo per lo Stato italiano. È dunque evidente che non esiste alcun meccanismo di favoritismo o vantaggio improprio.

 

La realtà dei rapporti con la Difesa italiana

È inoltre utile ricordare un dato di fatto. I programmi di acquisizione della Difesa seguono esclusivamente le priorità operative delle Forze Armate.

Negli ultimi anni Drass ha registrato un drastico calo di nuovi programmi nazionali, pur operando in settori tecnologici altamente specializzati, nei quali rappresenta una realtà industriale praticamente unica.

Proprio per questa ragione l’azienda ha dovuto rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, acquisendo contratti industriali e nel settore difesa presso clienti esteri. Diversamente, la sopravvivenza stessa dell’azienda sarebbe stata a rischio.

Questa realtà è esattamente l’opposto delle ricostruzioni diffamatorie che descrivono Drass come beneficiaria di presunti favoritismi.

Siamo tuttavia fiduciosi che, grazie alle tecnologie sviluppate negli ultimi anni e ai successi ottenuti sui mercati internazionali, congiuntamente al noto e crescente interesse della Difesa verso i progetti subacquei, l’azienda possa trovare in futuro maggiore spazio anche nei programmi nazionali.

 

Una narrazione distorta

Rappresentare Drass come l’unico beneficiario industriale della cooperazione con l’Indonesia è quindi falso, profondamente fuorviante e funzionale a logiche estranee ai fatti.

La crescita internazionale della nostra azienda è il risultato di competitività tecnologica, capacità industriale e fiducia costruita negli anni con partner istituzionali e industriali.

Trasformare un normale e trasparente rapporto industriale con un governo estero in una vicenda opaca significa alimentare una narrazione distorta che rischia di danneggiare non solo un’azienda, ma anche il lavoro, la professionalità e la reputazione di molte persone.

Per questo motivo ho già incaricato i miei legali di valutare ogni azione necessaria a tutela della mia onorabilità e dell’immagine della società.

Drass continuerà ad operare come ha sempre fatto: con trasparenza, nel pieno rispetto delle normative nazionali e internazionali e con la responsabilità che caratterizza chi lavora ogni giorno nei settori della difesa e della sicurezza”.

Foto DRASS e Marina Militare

 

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