SIPRI: il mondo acquista più prodotti militari e l’Europa è il più grande importatore

I trasferimenti (esportazioni) di prodotti per la Difesa sono cresciuti del 9,2 per ceto negli ultimi 5 anni rispetto al periodo 2016-20 principalmente a causa della diffusa e crescente conflittualità. In questo contesto i Paesi europei hanno più che triplicato le loro importazioni di prodotti militari mentre gli Stati Uniti hanno aumentato il loro export del 27 per cento, anzitutto grazie agli acquisti dell’area Ue ,tra il quinquennio 2016-2020 e quello 2021-2025.
Lo rende noto lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) precisando che le importazioni europee di sistemi d’arma sono più che triplicate rispetto al quinquennio precedente, con un incremento pari al 210 per cento.
“Sebbene le tensioni e i conflitti in Asia e Oceania e in Medio Oriente continuino a guidare importazioni di armi su larga scala, il forte aumento dei flussi di armi verso gli stati europei ha fatto crescere i trasferimenti globali di quasi il 10%”, ha dichiarato Matthew George, direttore del programma sui trasferimenti di armi del Sipri.
“Le consegne all’Ucraina dal 2022 sono il fattore più evidente, ma anche la maggior parte degli altri stati europei ha iniziato a importare significativamente più armi per rafforzare le proprie capacità militari di fronte alla percezione di una crescente minaccia dalla Russia“.
Secondo gli esperti, gli Stati Uniti hanno fornito il 42% di tutti i trasferimenti internazionali di armi nel periodo 2021-2025, in aumento rispetto al 36% nel 2016-2020. Per la prima volta in due decenni, la quota maggiore delle esportazioni di armi statunitensi è andata all’Europa (38%) invece che al Medio Oriente (33%), anche se il principale acquirente di sistemi di difesa statunitensi è stata l’Arabia Saudita.
“Gli Stati Uniti hanno ulteriormente consolidato il loro predominio come fornitori di armi, anche in un mondo sempre più multipolare”, ha affermato Pieter Wezeman, ricercatore senior del Programma sui trasferimenti di armi del Sipri.
“Per gli importatori, le armi statunitensi offrono capacità avanzate e un modo per rafforzare buone relazioni con Washington, mentre gli Stati Uniti vedono le esportazioni di armi come uno strumento di politica estera e un modo per rafforzare la propria industria degli armamenti, come dimostra ancora una volta la nuova strategia America First Arms Transfer dell’amministrazione Trump”.
La Francia è stata il secondo maggiore fornitore di armamenti nel periodo 2021-2025, con il 9,8% delle esportazioni globali, aumentate del 21% tra il 2016-20 e il 2021-25. Le esportazioni di Parigi di armi all’interno dell’Europa sono aumentate di oltre cinque volte (+452%), ma quasi l’80% continua ad andare oltremare.
La Russia, al terzo posto nella classifica degli esportatori, è stato l’unico tra i primi 10 fornitori a vedere un calo delle esportazioni (- 64%) con una quota scesa dal 21% nel 2016-2020 al 6,8% nel 2021-2025. La ragione è legata solo in parte alle sanzioni occidentali imposte a Mosca ma soprattutto al fatto che l’industria russa della Difesa ha dovuto soddisfare prioritariamente le esigenze belliche delle forze armate nazionali.
. Nel periodo 2021-2025 quasi tre quarti delle esportazioni russe sono state destinate a tre Paesi – India, Cina e Bielorussia – mentre si è registrata una significativa contrazione delle vendite verso Algeria, Egitto e altri tradizionali partner. Parallelamente, la Russia è divenuta anche importatrice marginale di sistemi militari, ricevendo droni e missili dall’Iran e sistemi di artiglieria dalla Corea del Nord
La Germania ha superato la Cina, diventando il quarto maggiore esportatore di armi nel periodo 2021-25, con il 5,7% delle esportazioni globali. Quasi un quarto (24%) delle esportazioni tedesche è andato all’Ucraina con costi a carico di Berlino Le esportazioni di armi dell’Italia sono aumentate del 157%, portandola dal decimo posto nel 2016-20 al sesto nel 2021-25. Oltre la metà delle esportazioni italiane è andata in Medio Oriente (59%).
Nel periodo 2021-2025 l’Ucraina è divenuta il maggiore importatore mondiale di armamenti, con il 9,7 per cento del totale globale, una crescita straordinaria rispetto allo 0,1 per cento registrato nel quinquennio precedente.
Dal 2022 almeno trentasei Paesi hanno fornito sistemi d’arma a Kiev, con gli Stati Uniti in posizione predominante e responsabili del 41 per cento delle forniture, seguiti da Germania e Polonia. Anche se nel 2025 il volume dei trasferimenti verso l’Ucraina è risultato inferiore rispetto ai picchi del 2023 e del 2024, numerosi Paesi europei, insieme a Canada e Australia, hanno proseguito le consegne di equipaggiamenti e si sono impegnati a sostenere militarmente il Paese anche negli anni successivi.
Foto: US Department of War
Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli
Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane", “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” e "L'ultima guerra contro l’Europa". Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario.








