Guerra all’Iran. Le valutazioni di Ferrante e Galli a “Il Contesto”

L’accordo di cessate il fuoco raggiunto l’8 aprile tra Stati Uniti e Iran grazie alla mediazione del Pakistan vacilla già. Nelle ore successive alla formalizzazione dell’accordo, Israele ha sferrato un devastante attacco aereo contro il Libano che ha lasciato sul campo quasi 300 caduti e migliaia di feriti.
L’Iran ha reagito minacciando l’immediata ripresa delle ostilità qualora Israele non sospenda immediatamente le operazioni militari nell’alta Galilea, accusando le controparti di aver per l’ennesima volta negoziato in malafede e tradito gli impegni presi. Il vicepresidente Jd Vance, chiamato a guidare la squadra negoziale statunitense a Islamabad, ha cercato di minimizzare l’accaduto riconducendolo a un «legittimo malinteso. Penso che gli iraniani ritenessero che il cessate il fuoco riguardasse anche il Libano, e così non era.
Non abbiamo mai fatto quella promessa». Eppure, il post pubblicato dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif sul suo profilo X poco dopo il raggiungimento dell’accordo di cessate il fuoco non lascia adito a dubbi: l’intesa prevedeva esplicitamente l’estensione della tregua al Libano. Secondo quanto riportato da «Axios» sulla base delle confidenze rese da funzionari statunitensi e israeliani, «Netanyahu aveva sollevato la questione del Libano in una telefonata con Trump poco prima dell’annuncio del cessate il fuoco». Trump e Netanyahu avrebbero quindi «concordato durante la chiamata che i combattimenti in Libano potevano continuare […].
La Casa Bianca attualmente non è preoccupata che la situazione in Libano possa causare il collasso del cessate il fuoco con l’Iran». Trump, invece, ha chiarito che «l’esercito degli Stati Uniti rimarrà in e attorno all’Iran fintantoché un vero accordo non sarà raggiunto e pienamente rispettato», mentre il segretario alla Guerra Hegseth e il Capo degli Stati Maggiori Riuniti Caine parlano di “grande vittoria” ottenuta nei tempi e nei modi previsti.
Ne pariamo assieme a Francesco Ferrante, ufficiale dell’esercito con alle spalle una lunga esperienza operativa e di pianificazione interforze e collaboratore della rivista «Analisi Difesa». Lavora attualmente nel settore privato per una società specializzata in difesa e sicurezza, continuando ad insegnare pianificazione operativa e targeting. Ha partecipato a missioni operative in teatri complessi, tra cui Iraq, Afghanistan, Libia, Libano, Bosnia, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso e Mozambico.
È con noi anche Cristiano Galli, ufficiale generale in pensione dell’Aeronautica Militare Italiana. Dopo l’Air Force Academy e le Fighter Pilot Schools negli Stati Uniti ha trascorso 20 anni nell’ambiente operativo.
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