Leonardo lancia il Drone Contest X

di Riccardo Catalano
I conflitti degli ultimi anni, dall’Ucraina al Medio Oriente, hanno messo in luce in modo inequivocabile una vulnerabilità strutturale dei sistemi d’arma e delle piattaforme aeree senza pilota: la dipendenza quasi totale dai segnali satellitari per la navigazione. Il jamming e lo spoofing del segnale GPS sono ormai strumenti di uso corrente sui campi di battaglia, non più prerogativa esclusiva di potenze dotate di capacità elettroniche sofisticate.
In questo contesto, chi non ha investito per tempo in sistemi di navigazione alternativi si ritrova letteralmente cieco al momento del bisogno. Con il Drone Contest X, Leonardo fa una mossa concreta per colmare questo divario tecnologico per l’industria strategica nazionale, puntando sull’innovazione esterna e aprendo le porte a startup, PMI ed enti di ricerca, capaci di sviluppare soluzioni di navigazione resiliente per le piattaforme ad ala rotante di prossima generazione.

La competizione, attualmente in fase di ricezione delle candidature con scadenza nell’arco del mese di aprile, si inserisce nel filone dell’Advanced Air Mobility e mira specificamente a individuare partner tecnologici con soluzioni a Technology Readiness Level compreso tra 4 e 6: non prototipo da laboratorio, dunque, ma nemmeno prodotto industrializzato.
Quella fascia di sviluppo dove la tecnologia ha dimostrato di funzionare in ambiente rilevante ma ha ancora bisogno di un salto di qualità per essere integrata in una piattaforma operativa reale. È esattamente il tipo di scouting che un’azienda come Leonardo deve fare se vuole mantenere superiorità tecnologica sulle proprie piattaforme nei prossimi anni.
Il focus tecnico è sulla Localizzazione e Mappatura Simultanea, il cosiddetto SLAM, e sulla Sensor Fusion avanzata. In sostanza si tratta di abilitare un UAV a costruire in tempo reale una mappa dell’ambiente circostante e a localizzarsi al suo interno senza appoggiarsi ad alcun riferimento satellitare, integrando dati provenienti da telecamere, LiDAR, RADAR e sensori inerziali. La sfida non è nuova in ambito robotico, ma trasportarla su piattaforme aeree che devono operare in ambienti urbani non mappati, con ostacoli statici e dinamici, latenze ridotte e tutto il calcolo eseguito sull’hardware di bordo, rappresenta un livello di complessità decisamente superiore.
Il profilo della missione che i team dovranno dimostrare durante il Demo Day, previsto tra ottobre e novembre 2026, è significativo e ben costruito attorno a un’operazione realistica (nello specifico di tipo civile/sanitario).
L’UAV dovrà eseguire un decollo autonomo, navigare verso un’area remota gestendo l’obstacle avoidance, identificare un obiettivo attraverso la fusione di dati multispettrali e tecnologie di comunicazione a corto raggio come UWB o BLE, e infine eseguire un precision landing su superficie irregolare analizzando in tempo reale la morfologia del suolo tramite LiDAR o stereovisione.
Un criterio di premialità, e non di secondaria importanza, sarà l’adozione di architetture di Edge Intelligence: l’intera catena computazionale, dalla computer vision al path planning, dovrà girare sull’hardware di bordo, senza data-link e senza cloud. Chi conosce i limiti delle reti di comunicazione in ambiente operativo contestato sa bene perché questo requisito sia non negoziabile.
Le modalità di partecipazione sono due. La Sessione Full-System è rivolta a chi può portare una piattaforma completa, hardware e software integrati, pronta per il test sul campo. La Sessione Matchmaking è invece pensata per gli specialisti verticali: chi sviluppa solo algoritmi di intelligenza artificiale, chi produce sensori innovativi, chi lavora sull’hardware ma non dispone dello stack software. In questo caso Leonardo agisce da facilitatore per costruire proposte progettuali integrate tra attori complementari. Una scelta intelligente che amplia notevolmente il bacino di potenziali partecipanti, incluse le realtà universitarie e i laboratori di ricerca applicata.
Il premio per il vincitore è un contratto di co-sviluppo con Leonardo fino a 100.000 euro, con la possibilità concreta di integrare la propria soluzione nei sistemi di missione delle future piattaforme ad ala rotante dell’azienda. A questo si aggiunge l’accesso alle infrastrutture tecnologiche di Leonardo e il supporto per lo scale-up della soluzione, oltre a visibilità davanti a una platea selezionata di stakeholder provenienti dal settore aeronautico, da quello navale, dallo spazio e dall’automotive, ambiti tutti accomunati dalla stessa sfida della navigazione autonoma in ambienti dove il GPS, ed altri sistemi GNSS, non sono disponibili o affidabili.

Sul piano dei requisiti regolatori, l’accesso al Demo Day è subordinato alla conformità al Regolamento UE 2019/947, con MTOW dell’UAV inferiore a 25 kg, registrazione su D-Flight, Remote ID attivo, copertura assicurativa verso terzi, Safety Pilot certificato EASA STS e tutta la documentazione operativa prevista.
Nulla di eccezionale per chi opera già in questo settore, ma vale la pena tenere presente che la conformità normativa, seppur non richiesta nella fase di candidatura, è condizione necessaria per partecipare alla fase finale.
Il Drone Contest X rappresenta un segnale preciso: Leonardo non intende dipendere esclusivamente dalla propria filiera interna per affrontare sfide tecnologiche che richiedono velocità di sviluppo e capacità specialistiche difficili da mantenere tutte in casa. Il modello di open innovation, già consolidato in altri ambiti e in altre nazioni, ha i numeri per diventare un punto di riferimento per l’ecosistema nazionale, una necessità imprescindibile specie alla luce degli attuali scenari internazionali. Per startup e PMI con soluzioni mature in ambito navigazione autonoma, robotica mobile o percezione sensoriale avanzata, questa è un’opportunità concreta ed attualissima.
Le candidature sono aperte fino a tutto il mese di aprile.
Foto Leonardo (edizioni precedenti Drone Contest)
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