Nel Golfo rischi di contaminazione dopo gli attacchi alla centrale di Busheir

Mentre le minacce di Trump di “cancellare la civiltà iraniana per sempre” questa notte tengono il mondo col fiato sospeso, le quotazioni di petrolio e gas sono schizzate in alto rafforzando l’allarme energetico che sta coinvolgendo buona parte del mondo e in particolare l’Europa.
Borse in flessione oggi mentre il greggio Brent ha raggiunto i 111,17 dollari con un incremento dell’1,3% e il greggio texano (WTI), ha toccato i 116 dollari al barile (+3,2%). L’aumento della produzione annunciato dall’Opec non ha contribuito a placare i prezzi e il gas ha subito un’impennata di prezzo di quasi il 5% (4,86%), superando abbondantemente i 52 euro al megawattora (52,32).
Ad allarmare sono anche i reiterati attacchi di Stati Uniti e Israele ai siti nucleari iraniani e alla centrale di Busheir, costruita e gestita dai russi e da cui Mosca ha già evacuato almeno 200 tecnici.
Secondo un’analisi dettagliata di esperti regionali e fonti diplomatiche, sentiti da al-Jazeera, un incidente al reattore iraniano – già sfiorato da missili sabato scorso – non colpirebbe solo Teheran, ma porterebbe a un disastro ambientale senza precedenti in tutta l’area del Golfo con il rischio di contaminarne le acque che vengono desalinizzate dalle nazioni arabe che si affacciano su quel mare.
In caso di rilascio di radiazioni nelle acque del Golfo, i sofisticati impianti di dissalazione che alimentano il Qatar e gli altri emirati dovrebbero venire spenti immediatamente per evitare la contaminazione della rete idrica. Senza questi impianti, il Qatar ha rivelato di avere un’autonomia di soli tre giorni di acqua potabile. Una situazione analoga colpirebbe Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, trasformando un conflitto militare in una catastrofe umanitaria totale in meno di una settimana.
Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha denunciato quello che definisce il “doppio standard” della comunità internazionale. “Il mondo trema per la sicurezza di della centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina (l’impianto Energodar è in mano ai russi dall’inizio di marzo del 2022- NdR) ma resta in silenzio mentre Bushehr viene colpita per la quarta volta dall’inizio delle ostilità“, ha dichiarato il capo della diplomazia di Teheran.
Secondo Araghchi, il fallout radioattivo non si fermerebbe ai confini iraniani, ma verrebbe trasportato dai venti e dalle correnti direttamente verso le coste degli alleati degli Stati Uniti.
Per gli esperti citati da al-Jazeera per causare un disastro non è necessario centrare il nocciolo del reattore: è sufficiente distruggere le infrastrutture elettriche esterne – proprio come quelle colpite dai recenti raid su Damavand e Jam – per interrompere il sistema di raffreddamento. Senza energia, le pompe si fermano e il reattore va in meltdown, replicando lo scenario di Fukushima, in Giappone.
Al Jazeera ricorda che l’ultimo attacco alla centrale è avvenuto sabato, quando alcuni missili hanno colpito un’area vicina all’impianto, uccidendo una guardia di sicurezza e danneggiando un edificio adiacente, secondo quanto riportato dall’Organizzazione statale per l’energia atomica dell’Iran (AEOI), che ha condannato l’attacco”.
La centrale nucleare di Bushehr, costruita dalla Russia, si trova nella omonima città costiera che conta 250.000 abitanti: i lavori di costruzione iniziarono nel 1975 ad opera di aziende tedesche, ma la centrale fu completata nel 2011 dal Ministero dell’Energia Atomica russo.
Si tratta della prima centrale nucleare in Medio Oriente, con un reattore operativo. L’unità 1 di Bushehr fornisce attualmente circa 1.000 MW alla rete elettrica nazionale. Si prevede che altre due unità reattore saranno operative entro il 2029.
Funzionari iraniani affermano che Bushehr è stata attaccata quattro volte nel corso della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La prima volta il 28 febbraio, quando gli attacchi colpirono la città a poche centinaia di metri dalla centrale.
Akl-Jazeera rammenta che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), l’organismo di controllo atomico delle Nazioni Unite, ammonisce da mesi contro gli attacchi alla centrale. Durante la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran dello scorso anno, il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, ha dichiarato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che un attacco israeliano alla centrale nucleare di Bushehr potrebbe scatenare una catastrofe regionale.
Colpire direttamente la centrale, che contiene tonnellate di materiale nucleare, potrebbe “provocare un rilascio molto elevato di radioattività”, con “gravi conseguenze” anche al di fuori dei confini iraniani, ha avvertito Grossi, chiedendo “la massima moderazione”.
Un attacco alle linee elettriche che alimentano Bushehr, necessarie al funzionamento del sistema di raffreddamento, potrebbe causare la fusione del reattore e provocare una fuga radioattiva, ha affermato. Sarebbe necessario emettere ordini di evacuazione entro un raggio di diverse centinaia di chilometri dall’impianto, estendendoli anche ai paesi al di fuori dell’Iran.
La contaminazione radioattiva colpirebbe la vita marina nella zona, Secondo alcune ricerche, la scarsa profondità del Golfo potrebbe far sì che gli effetti negativi persistano per un lungo periodo, con ampie ripercussioni anche sull’approvvigionamento di acqua potabile. La maggior parte dei paesi del Golfo non dispone di falde acquifere e dipende fortemente dalla desalinizzazione dell’acqua di mare. Tuttavia, gli impianti di desalinizzazione non sono progettati per filtrare materiale radioattivo e non tutti gli impianti attualmente possiedono le tecnologie necessarie.
Alan Eyre del Middle East Institute ha dichiarato ad Al Jazeera che la ricerca accademica ha dimostrato che la concentrazione di materiale radioattivo a Bushehr potrebbe non essere sufficiente a causare disastri di livello Chernobyl, facendo riferimento alla tragedia del 1986 nell’allora Ucraina sovietica.
Ma “più grave è la minaccia del materiale radioattivo nell’acqua, perché una volta raggiunta una quantità apprezzabile di radioattività, la desalinizzazione diventa impossibile”, ha affermato, spiegando che un’elevata concentrazione di materiale radioattivo potrebbe addirittura bloccare completamente il processo di desalinizzazione.
L’anno scorso, il Primo Ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha rivelato in un’intervista con Tucker Carlson che un attacco alla centrale nucleare avrebbe avuto ripercussioni su “tutti noi”.
Lo Sheikh Mohammed ha affermato che il Qatar, situato a circa 190 km a sud dell’Iran, aveva simulato i possibili effetti di un attacco alla centrale di Bushehr. Le autorità avevano riscontrato che il mare sarebbe stato “completamente contaminato” e che il Paese “sarebbe rimasto senza acqua in tre giorni”, ha dichiarato. “Niente acqua, niente pesce, niente… niente vita”, ha aggiunto.
L’articolo 56 (Protocollo I) delle Convenzioni di Ginevra vieta di colpire “opere e installazioni contenenti sostanze pericolose”, comprese quelle contenenti materiale nucleare. Le parti in conflitto dovrebbero anche distinguere tra impianti al servizio dei civili e obiettivi militari. La centrale di Bushehr fornisce elettricità per uso nazionale.
Al Jazeera infine sottolinea che l’Unione Europea non ha commentato gli attacchi a Bushehr. La Russia, che ha numerosi dipendenti sul posto, ha invece rilasciato una dichiarazione in cui esprime preoccupazione e “condanna fermamente l’atrocità”.
Foto Anadolu
RedazioneVedi tutti gli articoli
La redazione di Analisi Difesa cura la selezione di notizie provenienti da agenzie, media e uffici stampa.







