Telefoni criptati e comunicazioni strategiche: l’Europa è pronta?

Quattro casi recenti, tra Italia, Portogallo, Spagna e Germania, mostrano quanto sia ampia la superficie di rischio. È l’Europa sotto attacco? E dispone delle tecnologie necessarie per proteggere comunicazioni e informazioni strategiche?
La superficie informativa può partire anche da un numero
Lo smartphone è diventato un punto di incontro tra identità, comunicazioni e informazioni personali. Un numero di telefono, da solo, non basta per parlare di spionaggio o di un dispositivo compromesso. Può tuttavia costituire il primo elemento di una catena di informazioni in grado di collegare una persona alla sua funzione, organizzazione, ai suoi contatti e, in determinate circostanze, alle sue comunicazioni.
I recenti casi analizzati in Europa mostrano diverse dimensioni di questo problema. In Italia, Portogallo e Spagna sono stati divulgati numeri di telefono e altri dati personali associati a rappresentanti delle istituzioni. In Germania, una comunicazione riservata tra alti ufficiali della Bundeswehr è stata intercettata direttamente.
I quattro episodi non sono necessariamente conseguenza della stessa tecnica e non dimostrano automaticamente che gli smartphone coinvolti siano stati compromessi. Analizzati nel loro insieme, mostrano tuttavia come l’esposizione dei dati, l’identificazione delle persone e l’intercettazione delle comunicazioni possano far parte di una più ampia catena di raccolta delle informazioni.
La questione consiste quindi nel comprendere non solo se un determinato telefono sia sicuro, ma se l’intero sistema utilizzato per comunicare sia in grado di resistere al modello di minaccia a cui è esposto.
Italia: l’esposizione dei numeri delle alte cariche
Nell’aprile 2025, la divulgazione di numeri di telefono personali associati ad alcune delle più alte cariche dello Stato italiano ha attirato l’attenzione pubblica. Tra i nomi associati ai contatti figuravano il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio dei Ministri.
La Procura di Roma ha aperto un’indagine per determinare l’origine e la liceità della raccolta dei dati, mentre anche il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’indagine. Secondo l’indagine di ANSA sulla divulgazione dei numeri di telefono, i contatti potrebbero essere stati ottenuti attraverso piattaforme di lead generation e servizi di arricchimento delle informazioni.
Esiste tuttavia una distinzione fondamentale: disporre di un numero di telefono non dimostra che il dispositivo sia stato compromesso né che il suo proprietario sia stato intercettato.
La stessa Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale italiana ha chiarito che non era stata individuata alcuna esfiltrazione derivante dalla compromissione dei propri sistemi. Questi chiarimenti sono stati diffusi anche da ANSA.
Il vero rischio emerge in un secondo momento. Un numero può funzionare come identificatore attraverso il quale associare altre informazioni. Nome, funzione, organizzazione, indirizzo e-mail e altri contatti, quando vengono correlati, consentono di costruire un profilo molto più completo.
È proprio questa capacità di correlazione a trasformare un dato apparentemente banale in una possibile fonte di informazioni per attività di profilazione, raccolta di intelligence e cyber intelligence.
Portogallo: dati di contatto e valore strategico delle identità
Il 30 luglio 2026, Expresso ha riferito dell’esposizione online di numeri di telefono cellulare, indirizzi e-mail, domicili privati e altri dati relativi a rappresentanti dello Stato portoghese.
Tra le persone coinvolte figuravano membri del Governo, il Presidente della Repubblica, magistrati, membri delle forze di polizia e il responsabile dei servizi di intelligence portoghesi. Secondo la pubblicazione, i servizi di intelligence e la Polizia Giudiziaria hanno avviato accertamenti per indagare sul caso.
La situazione è particolarmente rilevante perché dimostra come il valore di un’informazione aumenti quando elementi diversi possono essere associati alla stessa persona.
Un numero di telefono identifica una linea. Quando viene associato a un nome, a un indirizzo e-mail, a un domicilio e a una funzione istituzionale, contribuisce a definire con molta maggiore precisione l’identità e il contesto professionale del suo titolare.
Anche in questo caso, tuttavia, l’esposizione dei dati non equivale automaticamente alla compromissione dei dispositivi o all’intercettazione delle comunicazioni.
Il problema riguarda ciò che può essere fatto successivamente con le informazioni. Più dati sono disponibili, minore può essere lo sforzo necessario per identificare un obiettivo, ricostruirne le relazioni e preparare nuove attività di raccolta delle informazioni.
Il caso è stato seguito anche da ECO, che ha riferito dell’esposizione dei contatti di membri del Governo, del Presidente della Repubblica e del responsabile dei servizi di intelligence.
Spagna: quando dati diversi costruiscono un profilo
Nel giugno 2025, RTVE ha riferito che la Policía Nacional spagnola stava indagando sulla divulgazione, attraverso Telegram, di dati personali appartenenti a sette membri del Governo e a diversi ex dirigenti del Partido Popular.
Tra i dati divulgati figuravano numeri di telefono, documenti di identità, domicili e indirizzi e-mail.
Ancora una volta, la pubblicazione di un numero di telefono o di un domicilio non dimostra che lo smartphone sia stato compromesso. Il rischio emerge dalla combinazione.
Informazioni di natura diversa, quando vengono collegate alla stessa persona, possono produrre un profilo molto più dettagliato di qualsiasi dato isolato. Questo insieme di informazioni può essere utilizzato per social engineering, phishing mirato o come informazione preliminare per nuove attività di raccolta delle informazioni e cyber intelligence.
RTVE ha successivamente riferito di una nuova indagine relativa alla divulgazione di dati di ministri e alti responsabili attraverso Telegram.
Il caso spagnolo aggiunge quindi una conclusione importante: il valore di un dato non dipende soltanto dalla sua sensibilità individuale, ma anche dalla possibilità di collegarlo ad altri dati.
Germania: l’intercettazione di una comunicazione militare
Nel marzo 2024, il problema ha assunto una dimensione diversa. Una riunione online tra quattro alti ufficiali della Luftwaffe tedesca, nella quale si discuteva anche del possibile impiego e della fornitura di missili Taurus all’Ucraina, è stata intercettata. La registrazione è stata successivamente diffusa dai media russi.
Il Ministero della Difesa tedesco ha confermato l’incidente, successivamente descritto da Tagesschau nella sua analisi sull’intercettazione della conversazione della Bundeswehr.
Secondo il ministro della Difesa Boris Pistorius, uno dei partecipanti, collegato da Singapore durante il Singapore Airshow, aveva utilizzato una linea non sicura. L’indagine iniziale non ha individuato una compromissione dei sistemi di comunicazione della Bundeswehr; l’incidente sarebbe stato favorito da un errore operativo nell’accesso alla riunione.
Anche Reuters ha riferito che l’intercettazione era collegata a questa modalità di connessione.
Questo caso è diverso dai precedenti. In Italia, Portogallo e Spagna, il punto di partenza era principalmente l’esposizione di dati personali. In Germania, l’obiettivo era direttamente una comunicazione contenente informazioni militari sensibili.
Tagesschau ha successivamente analizzato l’errore operativo indicato da Pistorius, mentre un’altra analisi della testata ha affrontato la sicurezza delle videoconferenze Webex utilizzate dalla Bundeswehr. Si veda anche l’analisi di Tagesschau sulla sicurezza delle videoconferenze Webex.
L’importanza dell’episodio sta proprio qui: quando il valore delle informazioni è elevato, non basta chiedersi se un’applicazione utilizzi la crittografia. È necessario valutare come viene effettuata la comunicazione, i dispositivi utilizzati, i metodi di accesso e il contesto operativo.
Come un dato personale può diventare cyber intelligence
I quattro casi presentano diverse modalità di acquisizione delle informazioni, ma consentono di osservare una progressione comune. Un numero di telefono può essere il punto di partenza. Associato a un’identità, a una funzione, a un’organizzazione e ad altri dati personali, può aiutare a ricostruire la rete di relazioni di una persona.
Da questa rete possono emergere nuovi elementi: interlocutori, organizzazioni, frequenza dei contatti, modalità di comunicazione e contesto operativo. Ciò non significa che un singolo dato conduca automaticamente allo spionaggio. Il fattore decisivo è la correlazione.
Informazioni provenienti da fonti diverse possono essere associate alla stessa persona fino a creare un quadro molto più completo di quello rappresentato da ciascun dato preso isolatamente.
È in quel momento che un’informazione passa dall’essere un semplice dato personale a diventare una conoscenza potenzialmente utile per attività di raccolta delle informazioni e cyber intelligence.
I casi europei mostrano quindi una progressione che può iniziare con l’identificazione di una persona, proseguire con la ricostruzione delle sue relazioni e arrivare, nel caso tedesco, all’acquisizione diretta di una comunicazione contenente informazioni strategiche.
La cifratura è solo uno dei livelli di sicurezza
La sicurezza di una comunicazione non può essere valutata esclusivamente in base alla presenza della crittografia end-to-end. La crittografia è essenziale per proteggere il contenuto durante la trasmissione, ma rappresenta soltanto uno dei livelli di sicurezza.
Una soluzione di messaggistica istantanea sicura deve essere analizzata come un sistema che comprende applicazione, dispositivo, identità digitale, autenticazione, gestione delle chiavi, infrastruttura, metadati e procedure operative.
La domanda corretta non è soltanto «il messaggio è cifrato?», ma anche: è sicuro l’intero ecosistema attraverso il quale la comunicazione viene creata, trasmessa e ricevuta?
Un attaccante potrebbe non aver bisogno di violare la crittografia. Può tentare di ottenere informazioni sui partecipanti, sfruttare una vulnerabilità del dispositivo, compromettere un’applicazione o approfittare di un metodo di accesso inadeguato.
Per questo, quando vengono trattate informazioni istituzionali, militari o strategiche, la sicurezza deve coprire l’intero ciclo della comunicazione.
Lo smartphone è parte integrante del perimetro di difesa
Lo smartphone è l’endpoint nel quale il messaggio viene scritto, ricevuto e visualizzato. Se il dispositivo è compromesso, un attaccante può ottenere le informazioni prima che vengano cifrate o dopo che siano state decifrate. In questo scenario, la sicurezza del canale di comunicazione non è più sufficiente.
Una piattaforma di sicurezza dell’endpoint deve essere in grado di cercare spyware, trojan, malware e altri indicatori di compromissione. Negli ambienti a maggiore criticità sono necessarie capacità più ampie di rilevamento, analisi e risposta.
È importante, tuttavia, evitare false certezze. Un comportamento anomalo, un numero sconosciuto o un consumo anomalo della batteria non costituiscono, da soli, una prova di spionaggio.
Per un’analisi più dettagliata dei segnali che possono indicare una possibile compromissione e dei metodi disponibili per verificare un dispositivo, consultare la guida come vedere se il telefono è sotto controllo. La protezione del dispositivo deve quindi funzionare insieme alla protezione della comunicazione.
Perché le app consumer non bastano nei contesti critici
Le applicazioni di messaggistica destinate al mercato consumer possono offrire elevati livelli di protezione per molti scenari quotidiani. Ciò non significa necessariamente che siano state progettate per affrontare lo stesso modello di minaccia di una comunicazione governativa, militare o strategica.
Il livello di protezione necessario deve essere proporzionato al valore delle informazioni e alle capacità del potenziale avversario.
Negli ambienti ad alta criticità è necessario considerare il dispositivo, il sistema operativo, l’identità dell’utente, l’autenticazione, la gestione degli accessi, l’infrastruttura, i metadati e le procedure operative.
Un punto debole in uno qualsiasi di questi livelli può compromettere la sicurezza complessiva. Per questo, utilizzare un’applicazione di messaggistica con buone caratteristiche di sicurezza deve essere considerato parte di un’architettura e non una garanzia isolata.
Utenti diversi possono inoltre avere bisogno di configurazioni differenti, in base alla funzione svolta, al tipo di informazioni trattate e all’ambiente nel quale si svolge la comunicazione.
La sicurezza va progettata prima della comunicazione
I casi analizzati mostrano che il rischio può manifestarsi in tre momenti diversi: prima della comunicazione, attraverso l’esposizione dei dati; durante la comunicazione, attraverso l’intercettazione; oppure sul dispositivo stesso, attraverso la compromissione dell’endpoint.
La sicurezza non può quindi dipendere da un unico componente.
Un’identità esposta può facilitare la profilazione di un obiettivo. Un dispositivo vulnerabile può rivelare informazioni prima della cifratura o dopo la decifratura. Una modalità di accesso inadeguata può esporre direttamente una comunicazione riservata, come ha dimostrato il caso tedesco.
La sicurezza deve essere progettata prima che la comunicazione abbia luogo. È necessario considerare simultaneamente endpoint, identità, applicazione, autenticazione, infrastruttura, reti e procedure operative.
L’obiettivo non è soltanto rendere più difficile la lettura di un messaggio intercettato, ma ridurre le opportunità attraverso le quali un avversario può arrivare alla comunicazione o alle informazioni che la circondano.
L’analisi dei rischi associati alle intercettazioni e al monitoraggio degli smartphone affronta precisamente questa dimensione del problema.
Il perimetro si estende a reti, server e dispositivi
La sicurezza non termina nello smartphone. Anche i server, le reti e i data center che supportano la comunicazione fanno parte della superficie di attacco.
Negli ambienti a maggiore criticità, un’organizzazione può avere bisogno di un maggiore controllo sui componenti utilizzati per elaborare e proteggere le comunicazioni.
Lo stesso principio si applica al modo in cui utenti e sedi differenti comunicano. Maggiore è la necessità di controllo sull’infrastruttura, più importante diventa valutare i diversi punti nei quali una comunicazione può essere esposta.
Per le organizzazioni che trattano informazioni sensibili, l’architettura deve essere progettata in funzione del modello di minaccia e non soltanto della convenienza della tecnologia utilizzata.
In determinati scenari, ciò può significare ricorrere a un telefono criptato o dispositivi dedicati, reti controllate o infrastrutture proprie.
Ridurre i dati significa ridurre l’esposizione
La sicurezza dipende anche da ciò che rimane disponibile dopo una comunicazione. Non tutte le informazioni devono rimanere archiviate indefinitamente su un dispositivo o all’interno di una conversazione.
In determinati scenari operativi, i messaggi temporanei possono ridurre la quantità di informazioni archiviate e, di conseguenza, l’esposizione potenziale nel caso in cui un dispositivo venga successivamente compromesso.
Ciò non elimina il rischio né sostituisce altre misure di protezione, ma può ridurre la quantità di informazioni disponibili in caso di incidente. Il principio è semplice: meno informazioni non necessarie rimangono accessibili, minore sarà il volume di dati potenzialmente esposto in caso di compromissione.
Quali tecnologie servono nei contesti ad alta criticità?
La risposta dipende dallo scenario. Per una comunicazione quotidiana, un’applicazione di messaggistica con una forte cifratura può offrire una protezione sufficiente contro molti rischi comuni.
Per un’organizzazione che tratta informazioni istituzionali, militari, strategiche o commerciali di elevato valore, i requisiti sono diversi.
In questo contesto, una soluzione di antivirus Android può rappresentare un ulteriore livello di difesa, soprattutto quando combina il rilevamento delle anomalie con l’identificazione di attività potenzialmente riconducibili a spyware o trojan.
È necessario chiedersi se il dispositivo sia protetto, se l’identità sia sotto controllo, se gli accessi siano adeguati, se l’infrastruttura sia affidabile, se le reti siano protette e se le procedure operative riducano la possibilità di errore umano.
Non esiste inoltre una tecnologia in grado di eliminare completamente il rischio. Parlare di sistemi «non compromettibili» deve essere inteso come un obiettivo architetturale, non come una garanzia assoluta di invulnerabilità.
È tuttavia possibile costruire sistemi nei quali la compromissione di un singolo componente non comporti automaticamente la perdita dell’intera comunicazione o dell’intero patrimonio informativo.
È proprio questa capacità di creare diversi livelli di protezione che deve essere ricercata quando il valore delle informazioni giustifica un livello di sicurezza superiore.
Quattro casi, una superficie di rischio europea
I quattro casi analizzati non dimostrano che esista un’unica operazione coordinata contro le istituzioni europee. Sarebbe scorretto trarre questa conclusione esclusivamente dagli episodi presentati.
Dimostrano tuttavia che diversi tipi di informazioni possono essere esposti o intercettati e che le istituzioni europee devono affrontare una superficie di rischio che combina dati personali, dispositivi, applicazioni, reti, infrastrutture e comportamento umano.
Italia, Portogallo e Spagna mostrano come i dati personali possano ampliare la superficie informativa di un obiettivo.
La Germania dimostra che una comunicazione strategica può essere intercettata direttamente quando esiste un errore nel modo in cui viene effettuata.
Il denominatore comune non è necessariamente la tecnica utilizzata, ma la necessità di proteggere l’intera catena della comunicazione. La questione non è più soltanto sapere se un messaggio è cifrato.
È sapere chi controlla il dispositivo, chi controlla l’infrastruttura, come viene stabilita la comunicazione, quali informazioni rimangono disponibili e cosa accade se uno dei componenti viene compromesso.
Dalla protezione del canale alla sicurezza dell’intero sistema
I casi analizzati dimostrano che l’esposizione di dati relativi a figure politiche, governative e militari non rappresenta soltanto una questione di privacy o una serie di episodi isolati. Le informazioni sulle persone che ricoprono funzioni chiave possono essere ottenute, incrociate e correlate attraverso fonti commerciali e servizi di intermediazione dei dati (data brokerage), consentendo di creare profili sempre più dettagliati di persone e organizzazioni.
La scorsa settimana ho condotto personalmente un’indagine sui servizi di intermediazione dei dati e ho scoperto che è possibile ottenere — in modo semplice e a basso costo — i contatti di parlamentari, funzionari governativi, membri dei governi, alti ufficiali militari e personale dei servizi di intelligence di tutto l’Occidente. Questa situazione evidenzia una vulnerabilità strutturale nella protezione dell’identità e dei dati di contatto delle persone che ricoprono funzioni sensibili.
Di fronte a questo scenario — e mentre continuano a emergere nuovi casi — si pone una questione che va oltre la dimensione tecnologica: dispone l’Europa di una risposta politica sufficientemente solida per affrontare il problema in modo strutturale, invece di limitarsi a reagire a episodi isolati?
Quando sono in gioco comunicazioni sensibili, proteggere il canale è necessario; proteggere l’intero sistema è indispensabile.
Immagine realizzata con IA
Bibliografia e fonti
Italia
- ANSA — “Numeri di telefono dei vertici dello Stato online, la procura apre un’inchiesta” — 8 aprile 2025.
- ANSA — “ Agenzia cyber, ‘falsità su telefoni alte cariche on line’” — 9 aprile 2025.
Portogallo
- Expresso — “Contactos pessoais do Governo, do Presidente e do líder das secretas expostos online” — 30 luglio 2026.
- ECO — “Contactos pessoais de governantes, Presidente da República e líder das secretas expostos online” — 31 luglio 2026.
Spagna
- RTVE — “La Policía investiga la filtración de datos personales de ministros y excargos del PP en un canal de Telegram” — 19 giugno 2025.
- RTVE — copertura dell’indagine sulla divulgazione di dati di ministri e alti responsabili attraverso Telegram.
Germania — caso della Bundeswehr
- Tagesschau — “Verteidigungsministerium bestätigt Abhörfall bei Bundeswehr”.
- Tagesschau — “Pistorius zu ‘Taurus’-Abhöraffäre: ‘Anwendungsfehler’ ermöglichte offenbar Abhöraktion” — 5 marzo 2024.
- Tagesschau — analisi sulla sicurezza delle videoconferenze Webex.
- Reuters — “Germany investigates eavesdropping on officers after Russian media play recording” — 2 marzo 2024.
- Reuters — “Why a leaked German military recording on Ukraine aid is causing an outcry” — 5 marzo 2024.
- Reuters — “Germany says one participant’s error led to Moscow intercepting call on Ukraine” — 5 marzo 2024.
Approfondimento tecnico
- Guida alla Sicurezza del Cellulare — ”Telefono criptato“ — approfondimento tecnico.
Manuel SpataroVedi tutti gli articoli
Specialista IT nel campo della sicurezza informatica. Da anni lavora nel settore delle comunicazioni sicure e cerca di sensibilizzare gli utenti ad un uso consapevole degli strumenti che offre il mercato. Contatto tramite Linkedin: https://www.linkedin.com/in/manuel-spataro-89482537

