Ucraina, Groenlandia e i guai dell’Europa. “Il Contesto” intervista Gaiani

 

In una recente intervista rilasciata a Tucker Carlson, il politologo russo Sergej Karaganov ha dichiarato che «uno dei compiti della Russia, tra gli altri, è quello di riportare l’Europa alla ragione». Karaganov spera «che ciò possa essere fatto senza l’uso di armi nucleari, ma solo attraverso la minaccia del loro utilizzo».

Ma se gli europei «continueranno a sostenere la guerra, sacrificando milioni di ucraini, la pazienza e la tolleranza della Russia si esauriranno e dovremo punirli duramente, auspicabilmente in modo limitato». Parallelamente, non appena il presidente Trump ha minacciato di imporre nuovi dazi agli otto Paesi europei (Germania, Francia, Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Norvegia e Gran Bretagna) che avevano inviato in Groenlandia un contingente composto da un centinaio di solati, la Germania ha immediatamente annunciato il rientro dei suoi 15 militari in quanto la missione di ricognizione era stata conclusa con successo.

Da Davos, dove in questi giorni va in scena il World Economic Forum, la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha dichiarato che «le tariffe aggiuntive proposte dagli Stati Uniti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data». Tuttavia, «questi shock possono e devono rappresentare un’opportunità. I

l cambiamento sismico che stiamo attraversando è un’occasione, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea. Questa esigenza non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo». Sullo sfondo, il presidente Trump ha pubblicato un post sul suo profilo X in cui si legge che: «il nostro “brillante” alleato della Nato, il Regno Unito, sta attualmente pianificando di cedere l’isola di Diego Garcia, in cui sorge una vitale base militare statunitense, alle Mauritius, e di farlo senza alcun motivo. Non c’è dubbio che Cina e Russia abbiano notato questo atto di totale debolezza.

Queste sono potenze internazionali che riconoscono solo la forza, ed è per questo che gli Stati Uniti d’America, sotto la mia guida, sono ora, dopo solo un anno, rispettati come mai prima. Il Regno Unito che cede terre estremamente importanti commette un atto di grande stupidità, ed è un altro di una lunga serie di motivi per la sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita».

Ne parliamo assieme a Gianandrea Gaiani, giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa».

Intervista realizzata nel pomeriggio il 20 gennaio.

Guarda il video qui sotto o a questo link.

 

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: