Groenlandia: le truppe danesi pronte a combattere contro le forze USA

 

Mentre sembrano affievolirsi, ma non placarsi, i rischi di uno scontro tra Washington e Copenhagen per la Groenlandia emergono nuovi dettagli circa le tensioni che nei giorni scorsi hanno visto un duro confronto tra Stati Uniti ed Europa.

Con la copertura dell’esercitazione “Arctic Endurance”, i militari danesi inviati nei giorni in Groenlandia avevano l’ordine di combattere in caso di invasione statunitense dell’isola.

La notizia, peraltro non sorprendente, è stata rivelata dal media danese DR che evidenzia le differenze tra Arctic Endurance ed altre esercitazioni precedenti. La popolazione locale aveva notato che l’assetto dei militari era combat con munizioni vere e tutte le dotazioni necessarie a sostenere scontri a fuoco.

Anche il flusso continuo dei 4 velivoli da trasporto Hercules della Reale Aeronautica Danese aveva impressionato per il numero di truppe e materiali sbarcati anche grazie al noleggio di arei civili sulle rotte da Karup a Nuuk e Kangerlussuaq dove sono apparsi anche due caccia F-35A e un aereo cisterna francese A-400M.

Le Forze Armate danesi non hanno reso noto il numero esatto dei militari impiegati, ma sarebbe così elevato che secondo DR che nella pianificazione si è valutato l’uso di scuole e palazzetti dello sport come caserma (quello di Nuuk è stato requisito), oltre a prenotare tutte le camere d’albergo.

A dare nell’occhio, secondo DR, è stato non solo il numero di militari ma anche la qualità dei reparti: truppe scelte come il Battaglione Corazzato del Reggimento dei Dragoni dello Jutland, che fanno parte della Prima Brigata danese e normalmente non vengono impiegati in esercitazioni in Groenlandia. Accanto a loro soldati del Genio e unità di supporto logistico, specializzate nella costruzione di fortificazioni, postazioni di combattimento e ostacoli difensivi, oltre che nella bonifica di munizioni inesplose e mine oltre alle forze speciali.

Parlando con i giornalisti il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha rifiutato di commentare la notizia diffusa da DR.

Le considerazioni sull’entità delle forze danesi rischierate in Groenlandia vanno in ogni caso proporzionate alla modesta consistenza delle forze militari danesi, composte da appena 13.000 militari di cui 5.700 nell’Esercito, e con 44 mila riservisti richiamabili, per tre quarti dell’Esercito, che schiera 44 carri Leopard 2A7 e altrettanti cingolati da combattimento CV90 oltre a 380 blindati ruotati.

Di fatto inesistente l’artiglieria (eccetto una quarantina di mortai) dopo la cessione all’Ucraina dei semoventi CEASAR di costruzione francese e in attesa che entrino in servizio gli israeliani ATMOS 2000 da 155 mm.

Sul Mare la Reale Marina Danese schiera 5 fregate lanciamissili e 7 pattugliatori mentre le forze aeree dispongono di una ventina di F-35A (di cui 6 negli Stati Uniti per addestramento) dopo la radiazione ufficiale degli F-16AM/BM avvenuta il 18 gennaio con la cessione della quarantina di questi caccia risalenti agli anni ’80 ceduti a Ucraina e Argentina.

Secondo l’emittente SVT la scorsa settimana il governo danese avrebbe chiesto aiuto alla Svezia in caso di attacco statunitense.

Attualmente i soldati danesi sono stati dislocati a Nuuk e Kangerlussuaq, come riferiva ieri lo sStato maggiore Difesa spiegando che la presenza militare servirà a mantenere e rafforzare le capacità operative nell’Artico e a svolgere esercitazioni con gli alleati francesi.

A conferma che le tensioni non sono ancora del tutto risolte, la premier danese Mette Frederiksen al suo arrivo a Nuuk in Groenlandia, il 23 gennaio, ha dichiarato che “ci troviamo in una situazione seria. Tutti possono vederlo. Sono qui per mostrare il sostegno danese in un momento molto difficile. Dobbiamo essere molto vicini l’uno all’altro in questo periodo – ha aggiunto ancora Frederiksen – c’è un percorso diplomatico che ora stiamo perseguendo insieme“.

Foto: Forze Armate Danesi

 

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