Il ruolo delle ferrovie nelle guerre in Medio Oriente

Per la prima volta, un’opera rivela l’anima d’acciaio del Medio Oriente. Dal tramonto ottomano alle ferite del post-7 ottobre, i binari si intrecciano tra fedi, rivoluzioni e conflitti arabo-israeliani.
Questo saggio non narra solo di treni, ma di una missione spesso tradita: la ferrovia come ponte negato tra i popoli. Un’analisi strategica che trasforma il trasporto su rotaia in una risorsa vitale per la pace e la gestione delle grandi emergenze moderne.

Questo volume offe un’inedita prospettiva sulla complessa storia del Medio Oriente, analizzando l’evoluzione politica e militare della regione attraverso la lente delle infrastrutture ferroviarie. Il testo esamina la materia sotto ogni profilo: tecnico, politico, sociale, economico e bellico.
Tale regione rappresenta, ancora oggi, uno dei contesti più instabili dell’era contemporanea. Essendo il fulcro delle tre principali confessioni monoteiste, è stata martoriata da aspre contese, radicate rivalità etniche e scontri religiosi che hanno innescato una reazione bellica a catena, rischiando costantemente di trascinare nel conflitto altre potenze mondiali.
Il volume descrive l’evoluzione dei trasporti e la genesi dei diversi stati arabi, la fondazione dello Stato di Israele e il suo imponente progresso politico, civile e militare, oltre alla nascita e allo sviluppo della Nuova Via della Seta cinese nel quadro di un Medio Oriente allargato, che supera le canoniche delimitazioni geografiche.
Partendo dalle persecuzioni in Europa Orientale e dai primi insediamenti di profughi ebrei, passando per la guerriglia araba degli anni ‘20 e ‘30 e la resistenza clandestina sionista contro arabi e inglesi, il racconto scorre come una pellicola cinematografia sulle rivoluzioni interne ed esterne all’Islam, che hanno mutato radicalmente l’assetto politico di quasi ogni nazione dell’area.
Un rilievo specifico è dato ai conflitti arabo-israeliani, preludio della drammatica crisi esplosa dopo il 7 ottobre 2023 per mano di Hamas:
1948 – 1949: nascita dello Stato di Israele e immediata offensiva delle nazioni arabe contro il nuovo
Stato;
1956: seconda guerra arabo-israeliana causata dall’esproprio statale del Canale di Suez (26 luglio 1956) voluto dal leader egiziano Nasser; in questa fase, l’esercito israeliano approfittò dell’isolamento internazionale dell’Egitto per condurre una rapida avanzata nel Sinai fino al Canale (29 ottobre – 5 novembre);
1967: nel maggio di quell’anno, Nasser pretese l’allontanamento delle forze ONU dal Sinai e bloccò gli stretti di Tiran, impedendo il transito nel Golfo di Aqaba verso il porto di Eilat; il 5 giugno 1967 Israele avviò le ostilità, concluse il 10 giugno (Guerra dei Sei Giorni);
1973: nel tentativo di riprendere i territori sottratti, il 6 ottobre 1973 Egitto e Siria lanciarono un attacco coordinato, dando vita al quarto scontro arabo-israeliano (noto come Guerra del Kippur, dalla festività religiosa durante la quale ebbe inizio), a cui seguì la controffensiva di Israele.
Durante la Prima Guerra Mondiale, l’Impero Ottomano assunse il comando di tutte le linee gestite da compagnie straniere, inclusa la DHP (Linea Ferroviaria “Damasco–Hama e Prolungamenti”). Il tracciato della regione dell’Hawran fu rimosso per potenziare la ferrovia palestinese fino al Canale di Suez. In seguito al conflitto, la Francia ottenne il mandato su Siria e Libano tramite la Società delle Nazioni, ripristinando la proprietà della DHP e il controllo della ferrovia dell’Hegiaz (la linea che collegava Damasco a Medina attraversando Siria, Giordania e Arabia Saudita).
La competizione tra lo scalo francese di Beirut e quello inglese di Haifa scatenò una guerra commerciale sui dazi e portò, nel 1921, alla perdita dei diritti ferroviari palestinesi per i siriani. Dal 1930 circa, la linea Aleppo-Damasco divenne una delle tratte meridionali del Taurus Express (prestigioso convoglio notturno della Compagnie Internationale des Wagons-Lits) verso il Cairo, con un’alternativa tra Tripoli e Beirut. Il servizio rimase attivo fio al 1972. Nel 1933, le Linee Siriane di Baghdad operarono come sussidiarie della DHP.
Nel 1941, le autorità britanniche valutarono l’idea di unire la loro rete a scartamento normale da Haifa a Riyad, ma il progetto fu accantonato per le eccessive difficoltà. Ciononostante, tecnici sudafricani e australiani riuscirono a ultimare una linea costiera a scartamento standard tra Haifa e Beirut nell’agosto 1942, estendendola fio a Tripoli nel dicembre dello stesso anno. Questa ferrovia, denominata HBT (Haifa–Beirut–Tripoli), costituiva l’anello di congiunzione fiale tra i sistemi ferroviari a scartamento ordinario di Europa e Nord Africa, ma non fu mai utilizzata per il trasporto civile.
Al contrario, l’esercito inglese la mantenne sotto il proprio comando fio al febbraio 1948, quando le rivolte ebraiche portarono alla distruzione dei ponti a Ras al Nakura. Un precedente assalto delle forze dell’Haganah contro la HBT presso Nahal Kziv nel 1946 era fallito. Attualmente, l’unico segmento della HBT ancora operativo è la linea costiera tra Nahariya e Haifa, nel Nord di Israele
Mario Pietrangeli, Michele Antonilli
Il Ruolo delle Ferrovie e dei Trasporti nel Teatro di Guerra del Medio Oriente
dalla Prima e Seconda Guerra Mondiale ai Giorni Nostri
184 pagine
Italiano
Data pubblicazione: 15 gennaio 2026
Dimensioni: 15.24 x 1.07 x 22.86 cm
ISBN-13979-1282275057
Prezzo Euro 13,50
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