Truppe russe contro i jihadisti nell’attacco all’aeroporto in Niger

Il 29 gennaio i soldati russi hanno contribuito a respingere un attacco al principale aeroporto di Niamey, capitale del Niger, rivendicato dal gruppo Stato Islamico della Provincia del Sahel (ISSP). Lo ha rivelato ieri il ministero degli Esteri russo in una nota:
“L’attacco è stato respinto grazie agli sforzi congiunti del Corpo africano del Ministero della Difesa russo e delle forze armate nigerine. La Russia condanna fermamente l’ennesimo raid estremista. Un attacco simile ha avuto luogo nel settembre 2024 all’aeroporto internazionale della capitale del Mali. Secondo le informazioni disponibili, sono coinvolte forze esterne che forniscono istruttori e supporto tecnico.
“La Russia intende sviluppare ulteriormente una cooperazione multiforme con gli stati della regione del Sahel, incluso il Niger. Continuerà a dare un contributo costruttivo al rafforzamento della sicurezza regionale e alla lotta contro il terrorismo”, aggiunge il comunicato.
Il capo della giunta Abdourahamane Tiani ha visitato la base militare russa per esprimere “gratitudine personale per l’elevato livello di professionalità”.

L’attacco ha interessato la Base Aérienne 101, adiacente all’aeroporto internazionale Diori Hamani, in passato utilizzata dalle forze statunitensi e che ospita oggi le forze di Niamey ma anche le basi dei contingenti russo e italiano.
Un gruppo di oltre 30 miliziani a bordo di motociclette, utilizzando droni e mortai, ha lanciato l’assalto coordinato contro la base aerea e l’aeroporto. Secondo il ministro della Difesa Salifou Modi, i combattimenti sono continuati per 30 minuti prima che le forze di terra e aeree nigerine, con il supporto dell’Africa Corps russo mettessero in fuga gli insorti.
La giunta militare del Niger aveva affermato che i “partner russi” avevano contribuito a respingere l’assalto alla capitale, che aveva causato la morte di 20 aggressori, altri 11 sono stati catturati e il ferimento di quattro soldati dell’esercito. Alcune fonti hanno affermato un bilancio delle vittime molto più elevato sia per le forze di sicurezza nigerine che per quelle russe. Secondo fonti non ufficiali, negli scontri sarebbero morti 24 soldati nigerini e tre militari russi.
La televisione di stato del Niger ha riferito che uno dei miliziani uccisi era un cittadino francese, mentre le riprese mostravano diversi corpi insanguinati a terra.
Una fonte della compagnia aerea togolese Asky ha riferito al Guardian che gli spari avevano provocato diversi fori nella fusoliera dei suoi due aerei sulla pista dell’aeroporto di Niamey. Il personale si trovava in hotel in quel momento, ma è rimasto bloccato nel paese.
Yacouba Fofana, portavoce di Air Côte d’Ivoire, ha confermato che anche uno degli aerei della compagnia aerea è stato colpito.

Lo Stato Islamico ha dichiarato di aver organizzato l’attacco e di aver diffuso un video degli eventi tramite la sua agenzia di propaganda Amaq. Nel video si vedono diverse decine di aggressori armati di fucili d’assalto che sparano nei pressi di un hangar e danno fuoco a un aereo prima di ripartire in moto. La giunta del Niger ha accusato Benin, Francia e Costa d’Avorio di aver sponsorizzato l’attacco all’aeroporto.
La Russia raramente commenta le attività militare nella regione del Sahel, dove Mosca ha aumentato la sua influenza e schiera unità dell’Africa Corps in Niger, Mali, Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Guinea Equatoriale, e soprattutto in Libia, nei territori sotto controllo dell’Esercito Nazionale Libico del generale Khalifa Haftar.
Con fonte France Press/AGI, TASS
Foto: Amaq, Planet Lab e News Agency of Nigeria
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