HAL esclusa dal programma AMCA per il caccia di 5a generazione indiano

 

Il panorama della difesa indiana è scosso da una notizia senza precedenti: la colossale azienda di Stato Hindustan Aeronautics Limited (HAL) è stata ufficialmente esclusa dalla gara per lo sviluppo dell’AMCA (Advanced Medium Combat Aircraft), il caccia di quinta generazione che rappresenta il futuro tecnologico di Nuova Delhi.

Per la prima volta nella storia del Paese, il campione nazionale del settore aerospaziale indiano non prenderà parte a uno dei progetti militari più strategici e ambiziosi.

Secondo quanto riportato dai media indiani e da fonti di settore la decisione è maturata a seguito di una gara indetta nel 2025 dall’Agenzia per lo Sviluppo Aeronautico (ADA). Su sette consorzi partecipanti, solo tre hanno superato i rigorosi criteri di selezione per passare alla fase finale che prevede la costruzione di cinque prototipi di volo e di una cellula per i test statici.

La candidatura di HAL è stata respinta a causa della struttura stessa del suo consorzio. L’azienda pubblica si è presentata insieme a due piccole realtà private che non hanno soddisfatto i requisiti obbligatori stabiliti dal bando.

Nonostante le accese critiche sollevate dai vertici di HAL, che hanno definito i criteri finanziari “punitivi” nei confronti della compagnia di Stato, il Ministero della Difesa è rimasto fermo sulla sua posizione puntando sulla nuova filosofia di “industry partnership” che mette sullo stesso piano pubblico e privato.

Fino ad oggi HAL era considerata l’esecutore predefinito di ogni programma aeronautico indiano; tuttavia il Governo sembra ora intenzionato a spezzare questo monopolio per favorire l’efficienza ed evitare i ritardi che hanno storicamente afflitto i progetti nazionali.

Tra i nomi dei colossi privati rimasti in gara figurano giganti del calibro di Tata Advanced Systems, Adani Defence & Aerospace, Larsen & Toubro (in partnership con BEL), Goodluck India con BrahMos Aerospace e Axiscades Technologies e infine Bharat Forge (alleata con BEML e Data Patterns).

Il contratto definitivo verrà assegnato entro i prossimi tre mesi seguendo il principio del prezzo più basso tra i tre finalisti rimasti.

Il programma AMCA punta a colmare il gap tecnologico con le grandi potenze mondiali nel settore dei velivoli da combattimento di 5° generazione, attraverso una tabella di marcia serrata: primo volo del prototipo nel 2029; fine della fase di sviluppo nel 2034 e inizio produzione di serie nel 2035.

L’Indian Air Force (IAF) prevede l’acquisizione di circa 120 velivoli per equipaggiare 6 squadroni. Dal punto di vista della propulsione i primi esemplari monteranno il motore americano GE F414, mentre le versioni successive saranno equipaggiate con un nuovo motore da 120 kN sviluppato in collaborazione con la francese Safran garantendo all’India il 100% del trasferimento tecnologico.

L’esclusione di HAL segna ufficialmente la fine di un’era e l’inizio di una nuova fase competitiva per l’industria bellica indiana, dove l’efficienza del settore privato sembra aver superato le garanzie istituzionali del colosso statale.

Ricordiamo che il programma AMCA è l’ambizioso progetto nazionale indiano per lo sviluppo di un caccia multiruolo di quinta generazione concepito per essere un velivolo bimotore con capacità stealth avanzate, destinato a sostituire i vecchi Mirage 2000, i MiG-29UPG e i Jaguar dell’Aviazione indiana (IAF), affiancando i moderni Rafale e i Tejas Mk2.

Le caratteristiche distintive dell’AMCA si basano su tre pilastri tecnologici fondamentali. Il primo è la bassa osservabilità radar (stealth), ottenuta attraverso una fusoliera con design a “serpente” per le prese d’aria (che nascondono le pale del motore ai radar), l’uso massiccio di materiali compositi radar-assorbenti e una stiva interna per le armi, necessaria per mantenere il profilo invisibile durante le missioni più rischiose.

Il secondo pilastro è la supercrociera, ovvero la capacità di volare a velocità supersoniche costanti senza l’uso del postbruciatore, riducendo drasticamente il consumo di carburante e la traccia termica. Infine, il terzo elemento è la fusione dei sensori, un sistema di intelligenza artificiale che integra i dati provenienti dal radar AESA, dai sensori a infrarossi (IRST) e dai sistemi di guerra elettronica per fornire al pilota una visione completa e semplificata del campo di battaglia.

Con un peso massimo al decollo di circa 25 tonnellate, l’AMCA si colloca nella categoria dei caccia medi, con l’obiettivo dichiarato di garantire all’India la superiorità aerea regionale nei confronti dei J-20 cinesi e dei futuri assetti pakistani.

Immagini: HAL e Aero India

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: