Dagli agenti segreti agli agenti artificiali

Alberto Cossu – Vision & Global Trends. Progetto Società Italiana di Geopolitica
In un mondo dove l’intelligence si intreccia sempre più con la tecnologia, Mauro Castiello, ex dirigente della Polizia di Stato e docente presso la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, offre con “AI+ I Dagli agenti segreti agli agenti artificiali” Susil Edizioni, 2025, un’analisi lucida e pragmatica sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel campo dell’intelligence. Non si tratta di un trattato astratto, ma di un’esplorazione concreta che parte dalle basi storiche dell’intelligence per arrivare alle frontiere degli “agenti artificiali”, quegli algoritmi autonomi capaci di riprodurre operazioni sotto copertura.

Castiello, con la sua esperienza sul campo, bilancia entusiasmo per le potenzialità dell’IA con un realismo che pone l’essere umano al centro, ricordandoci che l’intelligence resta un’arte umana, dove gli errori possono avere conseguenze irreversibili.
Il libro si apre con un parallelo affascinante: dagli agenti segreti del Novecento, con le loro valigette e codici segreti, agli agenti artificiali di oggi, software che operano in rete producendo narrazioni credibili e agendo in autonomia. Castiello approfondisce la conoscenza dell’IA non come un mostro mitologico, ma come uno strumento che amplifica le capacità umane. Immaginate un agente che, invece di rischiare la vita in territorio ostile, schiera droni intelligenti o bot che analizzano terabyte di dati in tempo reale.
Qui entrano in gioco le opportunità: l’IA abbassa barriere cognitive, democratizzando l’accesso a analisi complesse. Ma l’autore non si ferma al sogno; verifica con rigore i limiti. L’intelligence, scrive, rimane un’attività in cui il fattore umano è insostituibile. Un algoritmo può sbagliare interpretando un contesto culturale o un gesto ambiguo, e le conseguenze – un falso allarme terroristico o una fuga di notizie – ricadono su persone reali. Castiello lo dice chiaro: l’IA è un assistente, non un sostituto.
Uno dei capitoli più intriganti esplora come la capacità dell’IA di generare narrazioni coinvolgenti abbassi la soglia per la manipolazione cognitiva. Pensate a deepfake vocali che imitano un leader politico o storie virali su social media che seminano disinformazione. Castiello non demonizza la tecnologia, ma avverte: questi “agenti artificiali” trasformano l’intelligence in un’arena ibrida, dove un bot può condurre operazioni sotto copertura, fingendo identità digitali per infiltrarsi in reti nemiche.
Diventano veri e propri agenti segreti artificiali, capaci di gestire questioni complesse come la raccolta di intelligence elettronica o la decrittazione di comunicazioni. L’autore cita esempi reali, dal mondo cyber alle operazioni di sorveglianza, mostrando come questi strumenti esaltino l’efficacia ma introducano vulnerabilità nuove. E conclude con una provocazione: le applicazioni scientifiche nate per ridurre i rischi – dai sistemi predittivi alle piattaforme di monitoraggio – diventano esse stesse fonti primarie di pericolo, se non governate con saggezza.
Passando al contesto militare, Castiello descrive piattaforme di sorveglianza e ricognizione avanzata. Qui l’IA integra input multipli: immagini satellitari, segnali elettronici, dati da sensori terrestri. È un’orchestra digitale dove ogni strumento contribuisce a un quadro completo, prevedendo mosse nemiche o ottimizzando la logistica.
L’autore richiama le parole di Auguste Comte – “Sapere è prevedere, prevedere è potere” – per inquadrare gli approcci moderni: dal forecasting puro, basato su dati storici, ai sistemi predittivi che modellano scenari probabilistici, fino al foresight strategico e ai sistemi anticipatori che simulano futuri alternativi. Non è fantascienza: pensate a tool che, analizzando pattern di traffico marittimo nel Mediterraneo, anticipano contrabbando o migrazioni forzate. Ma Castiello equilibra l’entusiasmo con cautela: l’uomo resta l’elemento di equilibrio nel sistema. Senza intervento umano, l’IA rischia di creare bolle predittive, ignorando variabili imprevedibili come la volontà politica o eventi black swan.
Un tema ricorrente, supportato da studi recenti che l’autore cita con precisione, è il rischio di “delega cognitiva” alle macchine. Delegando analisi e decisioni, gli analisti umani indeboliscono lo spirito critico, quell’elemento essenziale nei processi decisionali. Con una metafora efficace si può dire: è come affidare la guida di un’auto a un navigatore che ignora le strade chiuse per nevicata.
L’IA eccelle nel pattern recognition, ma manca di etica, empatia e intuito. Studi come quelli del RAND Corporation o del MIT, menzionati nel testo, segnalano come l’uso eccessivo di AI porti a bias amplificati – razziali, culturali – e a una dipendenza che erode competenze umane. Nel campo dell’intelligence, questo significa decisioni frettolose: un algoritmo che flagga un sospetto innocente per un pattern statistico, scatenando retate inutili.
Castiello non lascia il lettore nel pessimismo. Enfatizza il ruolo dell’IA come assistente nella definizione di buone politiche pubbliche. Immaginate governi che usano modelli predittivi per politiche migratorie o di cybersecurity, integrando dati globali per foresight su crisi energetiche o pandemie.
Nel contesto italiano e mediterraneo, dove l’intelligence affronta flussi migratori, traffici illeciti e instabilità nordafricana, l’IA offre un vantaggio competitivo. Ma l’autore insiste: serve formazione umana, regolamentazione etica e un framework normativo. Propone modelli ibridi, dove l’uomo supervisiona l’algoritmo come in tutti i processi produttivi in cui di seguono precisi protocolli.
Il libro si distingue per uno stile non eccessivamente tecnico: Castiello evita gerghi da Silicon Valley, preferendo casi studio accessibili. Un esempio? L’uso di AI in operazioni di polizia dove algoritmi hanno supportato la risoluzione di casi complessi. Questo rende “AI+” leggibile non solo a esperti di intelligence, ma da policy maker, giornalisti e cittadini interessati alla geopolitica digitale. Certo, qualche sezione sul futuro – agenti autonomi in swarms droni – potrebbe apparire visionaria, ma resta ancorata a prototipi reali.
In conclusione, “AI+ I Dagli agenti segreti agli agenti artificiali” è un libro essenziale per navigare l’era ibrida dell’intelligence. Castiello ci ricorda che la tecnologia amplifica il potere, ma solo l’umano ne garantisce l’uso saggio. In un Mediterraneo bollente di tensioni, dove prevedere è potere, questo libro è un invito a bilanciare innovazione e responsabilità. Lettura obbligata per chi studia geopolitica cybersecurity e sicurezza nazionale: l’IA non è il futuro, è il presente da governare.
Mauro Castiello
AI+I. Dagli agenti segreti agli agenti artificiali
Edizioni Susil – ISBN-13 : 979-1257670061
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