Rostec presenta la munizione shrapnel da 30 mm anti-drone

Gli specialisti della corporazione statale russa Rostec hanno sviluppato una cartuccia da 30 mm dotata di proiettile a frammentazione (shrapnel) e spoletta a controllo remoto per colpire efficacemente i droni.
Questa munizione è stata presentata per la prima volta all’interno dell’esposizione russa unificata di Rosoboronexport durante il World Defense Show 2026 di Riad, in Arabia Saudita, tenutosi dall’8 al 12 febbraio.
Il proiettile è destinato all’uso in sistemi di artiglieria di piccolo calibro equipaggiati con il cannone automatico 2A42. Il cannone automatico 2A42 da 30 mm è uno dei sistemi d’arma russi più diffusi e versatili installato su una vasta gamma di piattaforme terrestri e aeree grazie alla sua affidabilità e potenza di fuoco.
Per quanto riguarda i veicoli corazzati terrestri, questo cannone costituisce l’armamento principale dei veicoli da combattimento della fanteria BMP-2 e dei veicoli da combattimento delle truppe aviotrasportate BMD-2 e BMD-3. È inoltre impiegato sul veicolo di supporto ai carri armati BMPT Terminator e sui veicoli corazzati da trasporto truppe BTR-90 e BTR-82A. Anche i prototipi della nuova generazione di veicoli russi, come il Kurganets-25, utilizzano spesso torrette equipaggiate con questa specifica arma.
In ambito aeronautico, il 2A42 è l’arma standard per alcuni dei più potenti elicotteri d’attacco russi, tra cui il Mil Mi-28 “Havoc” e la serie Kamov Ka-50 e Ka-52 “Alligator”. A differenza di molti altri cannoni per elicotteri, sul Ka-52 è montato lateralmente in modo semirigido per garantire una precisione simile a quella di un carro armato sfruttando la manovrabilità del velivolo per il puntamento.
Bekhan Ozdoev, direttore industriale del cluster armamenti, munizioni e chimica speciale di Rostech, ha dichiarato che la munizione è stata concepita per aumentare la probabilità di abbattere droni di piccole dimensioni e munizioni circuitanti. Il complesso di puntamento calcola il punto di detonazione più vantaggioso in base alla traiettoria del bersaglio consentendo così alla pioggia di frammenti di colpire il drone.
L’inserimento del tempo di detonazione avviene automaticamente tramite un collegamento ottico. Questo proiettile permetterà di incrementare sensibilmente l’efficacia dei cannoni da 30 mm installati su diverse piattaforme durante il fuoco contro i velivoli senza pilota.
L’introduzione di questa tecnologia risponde direttamente alle necessità emerse nei moderni teatri operativi, dove i droni commerciali e le munizioni circuitanti rappresentano una minaccia costante e asimmetrica. Implementare munizioni a frammentazione programmata permette di trasformare piattaforme consolidate, come il BMP-2 e il Ka-52, in sistemi di difesa di punto altamente efficienti.
Questo approccio garantisce una soluzione economicamente sostenibile per la protezione dei convogli e delle unità corazzate, evitando lo spreco di costosi missili terra-aria per intercettare bersagli a basso costo, ma estremamente letali.
Foto Rostec
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








