Trump fa paura: l’accordo di cooperazione militare tra Danimarca e Canada

La Danimarca ha reso noto il 13 febbraio l’invio di 4 aerei da combattimento F35A in Groenlandia per prendere parte della missione NATO Arctic Sentry varata a inizio anno e tesa a rafforzare il dispositivo alleato nella regione artica e a rafforzare il presidio della Groenlandia, minacciata di annessione dagli Stati Uniti.
Lo ha dichiarato il ministro della difesa danese Troels Lund Poulsen ai margini della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.
Nata sull’onda delle tensioni tra Stati Uniti e Danimarca (supportata dalla UE), la missione della NATO Arctic Sentry ha ufficialmente il compito di aumentare la presenza alleata nella regione, potenziando le attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione.
L’obiettivo è rafforzare le capacità offensive e difensive della NATO, migliorando al contempo il coordinamento tra le forze alleate che operano in condizioni artiche e subartiche. La missione supporta e collega inoltre le esercitazioni nazionali e multinazionali esistenti nella regione, contribuendo a proteggere le infrastrutture critiche e importanti rotte marittime.

Anche la Svezia manderà due cacciabombardieri JAS-39 Gripen per fare parte della missione: “Partecipando all’Arctic Sentry dimostriamo di essere un alleato solidale e attivo che si assume la responsabilità della nostra sicurezza comune. Ciò rafforza la deterrenza, protegge i nostri interessi comuni e contribuisce alla stabilità”, ha dichiarato il primo ministro della Difesa svedese Ulf Kristersson.
L’aumento della presenza militare sull’isola è gradito al governo groenlandese: “Si tratta di una nuova e potente capacità, che non abbiamo visto molto spesso in Groenlandia, ma che senza dubbio contribuirà a rafforzare la sicurezza e la sorveglianza nella nostra regione” ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt.
A Monaco anche il cancelliere tedesco, Friedrich Merz ha sostenuto che la Germania farà di più per la sicurezza dell’Artico mentre il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha concordato che i colloqui con la Danimarca sulla Groenlandia proseguiranno in base alle richieste degli Stati Uniti di controllare il territorio artico.
Rubio ha tenuto un incontro di appena 15 minuti con i premier di Danimarca e Groenlandia, Mette Frederiksen e Jens-Frederik Nielsen, a margine della conferenza di Monaco, come confermato da un funzionario statunitense senza fornire dettagli.

Frederiksen ha riferito su X di un “colloquio costruttivo” con Rubio e che “i lavori continueranno come concordato nel gruppo di lavoro ad alto livello”. Prima dei colloqui, il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha affermato che la Danimarca spera che l’incontro possa sostenere gli sforzi diplomatici avviati per discutere le preoccupazioni degli Stati Uniti in materia di sicurezza.
In gennaio Donald Trump aveva annunciato che era stata raggiunta un’intesa con il segretario generale della NATO Mark Rutte che offrirebbe agli USA una maggiore influenza sulla Groenlandia in termini militari e di sfruttamento delle risorse minerarie,
A tal fine è stato istituito un gruppo di lavoro USA-Danimarca di cui i dettagli delle discussioni non sono stati resi pubblici.
“Cercheremo di capire se possiamo trovare una soluzione ma non credo che la crisi con gli Stati Uniti sulla Groenlandia sia finita”, ha detto la premier danese Mette Frederiksen al Financial Times prima di incontrare Rubio.

“L’Europa deve avere una mentalità d’emergenza. Non suggerirò mai nulla che ci separi dagli Stati Uniti. Ma se saranno gli Stati Uniti a fare qualcosa che ci divide, anche parzialmente, allora il mio consiglio più forte è di colmare” questa distanza, ha sottolineato Frederiksen, esortando gli europei ad agire davanti all’evidenza che “il vecchio mondo non tornerà“.
Il 13 febbraio Donald Trump ha confermato che in questo momento “si stanno tenendo negoziati con la Groenlandia, penso che la Groenlandia ci voglia”. Parlando con i giornalisti fuori dalla Casa Bianca, Trump ha aggiunto: “Andiamo molto d’accordo con l’Europa, vedremo come andrà a finire”.

Il 14 febbraio il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha dichiarato che “l’Europa ha avuto una posizione assolutamente chiara sulla questione della Groenlandia. È stato assolutamente chiaro, com’è naturale, che difendiamo la sovranità del Regno danese esattamente come difendiamo la sovranità dell’Ucraina. Su questo non ci lasciamo dividere. E deve essere chiaro anche nel lungo periodo”.
Non è però un caso che, di fronte alla minaccia comune di annessione da parte degli Stati Uniti, la Danimarca e il Canada abbiano firmato il 13 febbraio un accordo per rafforzare la cooperazione in materia di difesa, che include i settori della tecnologia, della formazione e dello sviluppo delle capacità. Le due nazioni confinanti per un breve tratto attraverso uno stretto tratto di mare a nord della Baia di Baffin, sono entrambe ai ferri corti con l’Amministrazione Trump a causa delle pretese espansionistiche di Washington.

“Il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, insieme ai suoi colleghi delle Isole Faroer, Sirid Stenberg, e della Groenlandia, Vivian Motzfeldt, hanno firmato un accordo di cooperazione con il ministro della Difesa canadese, David McGuinty”, ha reso noto il ministero della Difesa danese.
La nota ha precisato che l’accordo “rafforza la cooperazione in materia di difesa tra il Regno e il Canada in diverse aree chiave, come l’innovazione, la tecnologia e lo sviluppo delle capacità di difesa, nonché la formazione, le esercitazioni e l’istruzione” e include anche una maggiore cooperazione operativa e sorveglianza in aree di interesse comune.

“Il Canada è il vicino più prossimo della Groenlandia e un alleato stretto della NATO. Naturalmente stiamo rafforzando la cooperazione in materia di difesa con i nostri alleati più vicini. Ciò vale sia per le relazioni bilaterali sia per quelle nell’ambito della NATO”, ha dichiarato Motzfeldt.
Il comunicato del ministero della Difesa canadese sottolinea che “il Canada e il Regno di Danimarca sono alleati stretti e affini, legati geograficamente e allineati nelle priorità di difesa. Entrambi i Paesi hanno costruito una solida relazione in materia di difesa nel corso di decenni di cooperazione pratica e di un impegno comune per la sicurezza regionale e il rafforzamento della sicurezza euro-atlantica in senso più ampio”.
Un accordo bilaterale non particolarmente “bellicoso” ma il momento in cui viene siglato da due nazioni alleate (e alleate degli USA) esposte alle pretese statunitensi indica quanto l’aggressiva politica di Washington preoccupi i partner NATO sulle due sponde dell’Atlantico.
Foto: Ministero Difesa Danese e Ministero Difesa Canadese
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