La difesa aerea del Qatar contro gli attacchi iraniani: in prima linea anche i sistemi Made in Italy

Il Qatar rende omaggio alle proprie Forze Armate, evidenziando le capacità dimostrate nel corso delle operazioni difensive contro i continui attacchi di missili e droni iraniani con un video postato il 30 marzo sul profilo X del Ministero della Difesa.
Un contributo che oltre a mostrare le capacità di difesa nazionali mette in evidenza le scelte fatte in termini di cooperazione con i paesi amici ed alleati che hanno contribuito a fornire i sistemi, addestramento e formazione delle Forze Armate.
Caratterizzato da una prima parte che mostra le capacità dei reparti terrestri ed aerei nel corso di esercitazioni, il video si sviluppa mettendo in mostra gli impieghi operativi nel corso della crisi, in particolare della Marina Militare (Qatar Emiri Naval Forces, QENF), delle Forze di Difesa Aerea (Qatar Emiri Air Defence Forces, QEADF) e dell’Aeronautica Militare (Qatar Emiri Air Force, QEAF).

Sebbene il Ministero della Difesa qatarina abbia già reso pubblico il contributo delle QENF e delle Forze nella difesa contro gli attacchi iraniani nei primissimi giorni della crisi, per la prima volta le immagini del video mostrano la nave anfibia tipo LPD Al Fulk ed una corvetta della classe “Al Zubarah” coinvolte nella difesa missilistica del Paese e degli impianti di estrazione offshore contro missili balistici e droni lanciati dall’Iran.
Per quanto riguarda la prima, si tratta di riprese notturne del lancio di un missile superficie-aria imbarcato contro un bersaglio che sembrerebbe basso sull’orizzonte quale un drone o missile mentre nel caso della corvetta della classe “Al Zubarah” non identificata, saremmo di fronte all’ingaggio in condizioni diurne di quello che sembrerebbe un missile balistico secondo la sequenza di frame che culmina in una serie di intercetti alti in cielo, preceduti dal lancio di un missile da parte di una corvetta della medesima classe, sempre di giorno.
Nell’ambito del contributo offerto dalle QENF, il focus riguarda quindi il binomio tutto italiano costituito dalle unità navali di ultima generazione e relativi sistemi di combattimento e d’arma missilistico, la cui acquisizione risale al giugno 2016.

All’epoca il Comandante delle Forze Navali dell’Emirato del Qatar, Major General (Navy) Mohammed Nasser Al Mohannadi e l’allora amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, alla presenza dei rispettivi Ministri della Difesa dei due Paesi, Khalid bin Mohammad Al Attiyah e Roberta Pinotti, hanno firmato il contratto che ha portato alla fornitura di un’intera flotta.
Quattro corvette classe “Al Zubarah” da 107 m e 3250 t, due OPV classe “Musherib” da 64 m e 745 t ed alla nave anfibia con capacità di comando, controllo e difesa aerea tipo LPD Al Fulk da 143 m e 8.800 t, i cui equipaggi sono stati addestrati e preparati dalla Marina Militare italiana, oltre ad un importante pacchetto logistico e supporto in loco.

In particolare il binomio corvette classe “Al Zubarah” e nave Al Fulk è stato concepito dall’industria della Difesa italiana capitanata da Fincantieri unitamente a Leonardo ed MBDA Italia e con l’appoggio della Marina Militare per soddisfare i requisiti del Ministero della Difesa e della Marina del Qatar a fronte di una agguerrita concorrenza governativo-industriale europea, in particolare francese.
La soluzione italiana poi risultata vincitrice, vede la nave anfibia Al Fulk realizzata da Fincantieri e caratterizzata da un ponte di volo continuo dietro la sezione prodiera con un’isola sul lato destro nonché sottostante bacino allagabile poppiero per mezzi da sbarco e garage per accogliere mezzi e materiali, che si distingue per un sistema di combattimento fornito (al pari delle corvette classe “Al Zubarah”) da Leonardo.

Quest’ultimo è incentrato su di una suite di comando e controllo e sensori all’avanguardia, che comprende il radar di nuova generazione a lunga portata (oltre 1.500 km) per la difesa aerea e missilistica integrata e completamente digitale con antenna a scansione elettronica attiva (AESA) Kronos Power Shield, il sistema di guerra elettronica di ELT Group ed il radar multifunzionale rotante con antenna AESA Kronos Grand Naval unitamente al sistema missilistico per la difesa aerea SAMM ESD di MBDA Italia con due gruppi di lanciatori verticali (VLS) da 8 celle ciascuno per missili Aster 15 e 30 Block 1.
Quest’ultima versione con capacità d’ingaggio di missili balistici tattici grazie anche al radar a lunga portata Kronos Power Shield, che offre capacità di sorveglianza aerea e missilistica a più lunga portata.

Anche le corvette classe “Al Zubarah” costruite da Fincantieri dispongono di un sistema di combattimento con lo stesso commando e controllo (CMS) della famiglia Athena, radar Kronos Grand Naval e sistema EW ELT Group unitamente al sistema missilistico di difesa aerea SAMM ESD con missili Aster 15 ed Aster 30 Block 1.
Il binomio nave Al Fulk e corvette classe “Al Zubarah” con i sistemi di comando e controllo, guerra elettronica, radar e missili appena evidenziati, è stato concepito e validato dall’industria nazionale con il supporto della Marina Militare italiana per la difesa dei campi di estrazione gas offshore a nord est (North Field) ed est (comprese le isole) del Paese nelle acque del Golfo Arabico.

Una soluzione dove nave Al Fulk, oltre a fungere da piattaforma anfibia di supporto alle operazioni sul mare, fungerebbe anche da nave picchetto radar a lunga portata grazie al radar Leonardo Kronos Power Shield, le cui informazioni vengono distribuite mediante data link alle corvette classe “Al Zubarah”, strategicamente dislocate per assicurare la migliore protezione delle infrastrutture critiche sul mare e del territorio nazionale.
E’ interessante notare che il video riporta anche il lancio di un missile antinave MBDA Exocet Block 3 da una corvetta classe “Al Zubarah”, ma non è noto se il medesimo sia stato realmente impiegato ed in quale ruolo (antinave o contro-costa), oppure si tratti del mostrare le capacità in seno alla Marina e alle sue unità nel caso le forze iraniane avessero l’intenzione di tentare sortite come è avvenuto per i 2 velivoli Su-24 Fencer abbattuti dalle forze aeree qatarine mentre si avvicinavano allo spazio aereo nazionale.
L’introduzione alle capacità delle QENF ha visto anche riprese delle operazioni di volo di elicotteri NHIndustries NH90 sia nella versione per operazioni navali con immagini di attività sul mare e di difesa di infrastrutture critiche con sbarco di team di operatori speciali, sia per il trasporto tattico della QEAF, in quest’ultimo caso in supporto alle operazioni terrestri.

Con riferimento alla difesa aerea del Paese, sebbene non rappresentato nel video ma ampiamente pubblicizzato in occasione delle edizioni del salone della difesa e sicurezza DIMDEX che si tiene ogni due anni a Doha, occorre notare che Leonardo è stato protagonista in passato della fornitura alle Forze di Difesa Aerea del Qatar di una completa rete di sistemi radar in postazione fissa e mobile con centro di comando e controllo incentrato sul sistema radar Kronos Grand Land che rappresenta il contribuito principale alla rete di sorveglianza aerea del Paese.
Ad esso si aggiungono sistemi dedicati quali il radar a lunghissima portata per la sorveglianza contro missili balistici Lockheed Martin AN/FPS-132 Block 5 Upgraded Early Warning Radar (con portate di 5.000 km) e radar per la difesa a corto-medio raggio Raytheon AN/MPQ-64F1 Sentinel, nonché batterie del sistema missilistico Raytheon Patriot con missili PAC-3/MSE, PAC-2/GEM-T e Kongsberg NASAMS (Norwegian/National Advanced Surface-to-Air Missile System) con missili Raytheon AMRAAM ed AMRAAM ER e sistema radar appena indicato.

A questi s’aggiunge il sistema a corto raggio Rheinmetall Skynex e missili spalleggiabili di diversa provenienza. Il video mostra batterie di difesa aerea con missili Patriot e NASAMS ed intercetti di diversa natura di giorno come di notte.
Il sistema PAC-3/MSE in servizio con le Forze di Difesa del Qatar ha avuto il battesimo del fuoco nel corso dell’Operazione “Breaking the Spears” per la difesa del Paese sempre contro attacchi iraniani nel giugno 2025. Lo stesso video mostra inoltre, come sopra riportato, il contributo dell’Aeronautica Militare ed in particolare dei velivoli da combattimento per la difesa aerea e multiruolo Boeing F-15QA e Dassault Rafale.

Dei primi è nota la missione di abbattimento di due velivoli Su-24 Fencer iraniani mentre per quanto riguarda i Rafale, le immagini di questi ultimi (come per i velivoli F-15QA) sono legate nel video a quelle di abbattimenti di droni, che sarebbero avvenute per i Rafale con missili MBDA MICA.
A questi s’aggiungono i velivoli Eurofighter Typhoon del gruppo di volo misto Qatar-UK con la Royal Air Force britannica che, sebbene non mostrati nel video, è già stato reso noto abbiano partecipato anch’essi con successo alla difesa aerea con missili MBDA ASRAAM (dettaglio non riportato ufficialmente), senza però menzionare se l’abbattimento fosse condotto da parte di piloti qatarini o britannici.
Infine si segnala l’impiego di elicotteri da combattimento Boeing Apache AH-64E Guardian sempre in servizio con la QEAF, che secondo le immagini del video avrebbero contributo anch’essi alla difesa contro i droni iraniani.
Foto: Video Ministero della Difesa del Qatar
Luca PeruzziVedi tutti gli articoli
Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).








