I 20 anni della United Aircraft Corporation (UAC)   

 

 

Il 20 febbraio 2006 segnò una svolta decisiva per l’industria aerospaziale russa con la firma dello storico decreto n. 140. Oggi, a vent’anni esatti da quel momento, la United Aircraft Corporation (OAK in russo) celebra un anniversario che non è solo simbolico, ma rappresenta il consolidamento di una visione industriale ambiziosa.

Nata con l’obiettivo di salvare e rilanciare il potenziale scientifico e produttivo del settore, la  società ha saputo trasformare un mosaico di eccellenze isolate in un unico colosso strategico, superando la frammentazione post-sovietica e l’inevitabile ridondanza burocratica.

L’unificazione ha permesso di mettere sotto lo stesso tetto nomi che hanno fatto la storia del volo, come Sukhoi, Tupolev, Ilyushin e Yakovlev; senza dimenticare la joint-venture con l’ucraina Antonov fino alla sentenza di rimozione del 2020 a seguito della crisi dei due paesi avvenuta nel 2014.

Concentrare risorse intellettuali, finanziarie e produttive è stata la mossa necessaria per garantire alla Russia il mantenimento del suo status di potenza aeronautica globale. Questo percorso di accentramento ha vissuto tappe fondamentali ampiamente discussi su questi spazi, come quella prefigurata già nel 2017, quando emerse chiaramente l’intenzione di superare la storica rivalità tra i due principali uffici di progettazione di caccia tattici (MiG e Sukhoi) per unire le forze di fronte alle sfide dei velivoli di quinta e sesta generazione.

La strategia di integrazione ha raggiunto il suo culmine nel giugno 2022, quando Sukhoi e MiG sono state ufficialmente fuse all’interno della stessa UAC cessando di esistere dunque come entità giuridiche separate.

Questa ristrutturazione radicale, volta a eliminare i doppioni amministrativi e a ottimizzare le capacità produttive, ha trasformato la corporazione in un unico centro di comando e progettazione.

Quella che era una scommessa per preservare il patrimonio tecnologico si è evoluta in una struttura snella che oggi coordina l’intero ciclo di vita dei velivoli, dalla ricerca di base alla manutenzione pesante.

In questi due decenni, UAC è cresciuta fino a diventare uno dei principali poli aeronautici a livello internazionale. Attualmente il gruppo comprende trenta aziende leader del complesso aeronautico e oltre dieci impianti di riparazione detenendo i diritti su marchi iconici quali Sukhoi, MiG, Ilyushin, Tupolev, Yakovlev (che ha recentemente assorbito le attività della Irkut), Beriev e Myasishchev.

Il processo di fusione completato negli ultimi anni garantisce che l’eredità tecnologica del passato, un tempo divisa da logiche burocratiche, «voli» oggi verso il futuro sotto un’unica, solida realtà industriale.

Foto UAC

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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