La Russia ha bloccato il petrolio kazako diretto in Germania

Il governo tedesco ha confermato che, a partire dal primo maggio, la Russia interromperà le forniture di petrolio kazako attraverso l’oleodotto Druzhba che attraversa Russia e Ucraina a una raffineria chiave che rifornisce la Germania orientale.
Rosneft Deutschland, la filiale tedesca della compagnia petrolifera statale russa Rosneft, ha dichiarato che ‘su indicazione del ministero dell’Energia russo, dal primo maggio 2026 non sarà più consentito il transito di petrolio greggio kazako attraverso l’oleodotto Druzhba, che passa per il territorio della Federazione Russa, verso la raffineria (tedesca) Pck’, secondo quanto riportato dal ministero tedesco dell’Energia.
Fino all’invasione russa dell’Ucraina, la raffineria di Schwedt si riforniva esclusivamente di petrolio russo, grazie a una filiale tedesca di Rosneft. A causa dell’embargo sul greggio russo, la raffineria, fondamentale per l’approvvigionamento della Germania orientale, ha dovuto trovare fornitori alternativi, in particolare il Kazakistan, attraverso lo stesso ramo dell’oleodotto Druzhba per cui il greggio kazako transita in territorio russo.
Da un lato l’0iniziatuva di Mosca costituisce una rappresaglia pe il crescente supporto finanziario e militare fornito dalla Germania all’Ucraina, culminato con la produzione in stabilimenti sul territorio tedesco di sistemi d’arma ucraini.
La notizia, confermata ufficialmente da Mosca e dal Kazakistan, rischia infatti di determinare un aumento dei prezzi del carburante in Germania ma soprattutto una forte carenza di benzina e diesel.
Come ha ricordato Inside Over, la conferma dell’interruzione riportata dal Berliner Zeitung, è arrivata sia dal ministro dell’Energia kazako, Erlan Akkenzhenov, sia dalla società di gestione Rosneft Deutschland, che opera sotto la tutela dell’autorità federale tedesca per le reti (Bundesnetzagentur) sin dall’inizio della guerra in Ucraina. Il Cremlino, attraverso il vicepremier Alexander Novak, ha ufficialmente giustificato la decisione con «ragioni tecniche», dichiarando che i volumi di petrolio «saranno reindirizzati verso altre rotte logistiche disponibili».
Secondo quanto riporta Euronews, Akkenzhenov ha affermato il 22 aprile che “la parte russa, sempre secondo fonti non ufficiali, sostiene di non avere la capacità tecnica di pompare il petrolio kazako”.
Ha sottolineato che è solo una sua supposizione: “molto probabilmente, questo è legato ai recenti attacchi alle infrastrutture russe”. Alla domanda se la sospensione valga solo per il mese di maggio, Akkenzhenov ha risposto che “per ora vale solo per maggio“, ma ha aggiunto che la previsione del Kazakistan per il secondo trimestre “è che la parte russa abbia riportato zero per tutti e tre i mesi”.
Il Kazakistan esporta fino a 200.000 barili al giorno verso le raffinerie tedesche e che ora, ha detto Akkenzhenov, verranno destinati ad altri acquirenti.
Il petrolio proveniente dal Kazakistan costituisce circa il 20 per cento del greggio raffinato dalla raffineria di Schwedt mentre circa il 90 per cento delle auto di Berlino e del Brandeburgo utilizza carburanti prodotti proprio a Schwedt.
Il governo Merz ha annunciato di aver avviato colloqui con la Polonia per aumentare le forniture di greggio attraverso il porto di Danzica, un’alternativa già in fase di valutazione per rimpiazzare in parte i volumi persi. Una mossa resa ancora più urgente dal fatto che il petrolio kazaco non è solo fondamentale per benzina e diesel, ma rappresenta anche circa l’80% del rifornimento di cherosene per l’aeroporto internazionale di Berlino-Brandeburgo.
La co-presidente della Linke, Ines Schwerdtner, accusa direttamente il Cremlino di impiegare le sue risorse (materie prime, greggio, gas) come leva geopolitica: «Putin approfitta della situazione in Medio Oriente e blocca le consegne di petrolio kazako».
L’esponente del partito BSW nel lander di Sassonia-Anhalt, Thomas Schulze, ha invece invitato il cancelliere Merz a negoziare direttamente con Vladimir Putin un nuovo contratto di fornitura a lungo termine: «Il Cancelliere deve negoziare con il presidente russo un nuovo contratto di fornitura di petrolio», ha dichiarato ai media sostenendo che la Germania deve tornare ad assicurarsi «greggio russo a basso costo».
Foto TASS
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