Il nuovo volto del missile anticarro Vikhr-1: carica termobarica e gittata estesa

 

La società russa Kalashnikov Concern ha perfezionato e ulteriormente migliorato il missile anticarro (ATGM) tattico multiuso 9M127-1 “Vikhr-1” (“Whirlwind” o “vortice”) sulla base dell’esperienza bellica maturata durante l’attuale guerra in Ucraina.

Questo aggiornamento rappresenta l’evoluzione tecnica delle forniture già anticipate a fine 2024 dall’amministratore delegato Alan Lushnikov e ampiamente documentate da Analisi Difesa, il quale aveva reso nota la produzione di una versione con capacità di combattimento ampliate per rispondere alle necessità del conflitto in Ucraina.

Il miglioramento è nato dalle dirette segnalazioni dei piloti russi: spesso gli obiettivi si sono rivelati posizioni fortificate delle Forze Armate ucraine contro le quali le munizioni standard risultavano poco efficaci. Di conseguenza, alle testate a frammentazione/alto esplosivo e a quelle in tandem a carica cava, si è aggiunta una nuova testata di tipo termobarico.

Quest’ultima è progettata specificamente per neutralizzare il nemico all’interno di bunker in cemento (in russo denominati DOT, долговременная огневая точка, che letteralmente significa “postazione di fuoco permanente”) e stabili urbani, così come riferito dal canale Telegram “Bortovoy Zhurnal Voenleta”.

A differenza delle cariche precedenti studiate per perforare corazze, questa versione agisce per saturazione: la miscela esplosiva penetra nelle feritoie e negli ambienti chiusi prima di innescarsi generando un’onda d’urto ad altissima pressione che annulla la protezione offerta dalle spesse mura degli edifici.

Un altro pilastro fondamentale dell’aggiornamento del missile è l’incremento della portata, passata dagli originali 8-10 chilometri a 15.

Questo salto tecnologico non solo aumenta la sicurezza dell’elicottero lanciatore (l’arma sia impiegabile anche dagli aerei d’attacco Sukhoi Su-25 e dai droni Orion), permettendogli di operare fuori dal raggio d’azione di molti sistemi MANPADS e droni nemici, ma suggerisce anche un affinamento del sistema di guida.

Su distanze così elevate, infatti, il classico fascio laser tenderebbe a disperdersi e richiederebbe una stabilità di puntamento quasi impossibile da mantenere per un elicottero in volo; l’estensione della gittata implica quindi l’adozione di sensori più sensibili o di una maggiore autonomia decisionale del missile nella fase finale del volo.

Risolvendo i limiti del vecchio puntamento laser che obbligava il pilota a rimanere vulnerabile e immobile per “illuminare” il bersaglio, la nuova variante potrebbe puntare a rendere l’attacco più dinamico e meno influenzabile da ostacoli o cortine fumogene. Grazie a queste innovazioni, il Vikhr-1 si trasforma da semplice missile anticarro in un’arma più versatile ad alta precisione capace di colpire oggetti mimetizzati e fortificazioni a distanza di sicurezza.

Foto: Kalashnikov Concern

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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