PARIGI: SOVRASTIMATA LA FORZA DELL’ISIS IN LIBIA

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Il numero dei jihadisti dello Stato islamico presenti in Libia è stato sovrastimato. Lo ha detto ieri una fonte della sicurezza francese, precisando che nella loro roccaforte libica, Sirte, i combattenti Isis sarebbero tra 1.000 e 1.500.”La stima era un po’ alta.

Ci sono tra 1.000 e 1.500 combattenti del Daesh (acronimo arabo per Isis, ndr) a Sirte. Ma altri 3.000 sono fuggiti”, ha detto la fonte governativa. Diversi servizi di intelligence stranieri, in particolare Usa, avevano riferito di 5.000-8.000 combattenti Isis presenti in Libia. Secondo la stessa fonte, i sudanesi sono tornati in Darfur, la regione occidentale del Paese, altri, come i tunisini, sono andati verso la parte Occidentale della Libia.
A Sirte “i jihadisti dell’Isis sono circondati in una zona di 25 chilometri quadrati a Sirte. Non possono scappare. Abbiamo deciso di assediarli in attesa che finiscano le munizioni” ha detto al Libya Herald un comandante delle milizie di Misurata.

“Questa strategia consentirà di ridurre perdite umane e di causare meno distruzione di una vasta offensiva con raid aerei”, ha spiegato il comandante dell’intelligence che ha chiesto l’anonimato. Il capo del consiglio militare di Misurata, Ibrahim Beitalmal, ha stimato in circa 500 i jihadisti ancora presenti a Sirte,  in precedenza.

Altre fonti militari hanno riferito di 800-1000 jihadisti uccisi durante l’offensiva e di altri riusciti a fuggire prima che la città venisse circondata.

I miliziani filogovernativi sono presenti anche al largo della città, per evitare che i combattenti dell’Isis fuggano via mare: “Abbiamo due rimorchiatori con mitragliatrici montate a bordo, una barca di 16 metri con armi leggere e due gommoni a protezione del porto.

Non abbiamo ricevuto aiuto da nessuna delle città libiche, neanche da Tripoli”, ha lamentato un comandante della Guardia costiera locale, Reda Essa.

Finora l’offensiva ha causato la morte di oltre 200 miliziani filogovernativi e il ferimento di più di 500. Secondo il portavoce del centro di comando delle operazioni, Mohamed Gasri, all’offensiva partecipano “brigate delle città dell’Ovest della Libia, Misurata, Tripoli, Janzur, Nalut, Zliten, Tajoura, la zona di Wershefana, e altri”.

Il portavoce ha sottolineato al Libya Herald che “tutti possono unirsi a noi”, anche il generale Khalifa Haftar, a capo delle forze armate nell’Est del Paese, a condizione che riconosca il governo di Sarraj. Ma le altre fonti interpellate dal sito hanno detto che non accetterebbero mai Haftar (che guida l’esercito che in cirenaica combatte tutte e milizie islamiche e risponde al governo di Tobruk) i al proprio fianco.

L’Isis in Libia ha annunciato ieri di avere condotto nuovi attacchi suicidi a est di Sirte “uccidendo un certo numero di soldati apostati”. Nella rivendicazione dell’attentato, postata sul web, si legge:
“Grazie a Dio i soldati del Califfato sono riusciti a uccidere gli atei di Fajr Libya (il Fronte Alba della Libia che obbedisce al governo di Tripoli-ndr) in varie zone di combattimento a Sirte, grazie a due cariche esplosive che sono state fatte detonare contro un raduno degli apostati a est della città, causando un certo numero di morti.

Un carro armato è stato dato alle fiamme e tutti i suoi occupanti sono stati uccisi, un aereo da ricognizione che sorvolava la città è stato abbattuto. Grazie a Dio”.

Foto Askanews, AP, AFP, REuters e Stato Islamico

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