Da Fiocchi la difesa di punto anti-drone per il fante

 

 

Ferentino (FR),  dal nostro inviato

Sull’onda delle lezioni della guerra in Ucraina, la Fiocchi Munizioni di Lecco, parte del gruppo cèco CSG, ha sviluppato e presentato alla stampa il 9 giugno 2026 un innovativo proiettile in grado di abbattere i piccoli droni tattici a bassa quota con una “rosa” di pallini in tungsteno.

La munizione, in calibro 5,56 mm, è compatibile con i fucili d’assalto NATO e utilizzabile da qualsiasi fante sul campo assicurando una difesa immediata e di punto a livello di singolo o di squadra e plotone contro gli FPV di pochi chilogrammi di peso.

 

Intuizione innovativa

Quattro anni di conflitto, tuttora perdurante, in Ucraina, ci hanno abituati al sempre più esteso impiego, lungo i circa 1300 km di fronte terrestre, di migliaia di piccoli droni FPV, First Person View, soprattutto quadricotteri a propulsione elettrica, di pochi chilogrammi di peso, che possono insinuarsi fin nelle trincee avversarie, utilizzati non solo per pura ricognizione, con telecamere ottiche o a infrarossi, ma anche per attacchi letali contro la fanteria nemica, con urto diretto, stile kamikaze, oppure sganciando una granata.

La pervasività di questa minaccia è incentivata dal bassissimo costo e dalla relativa abbondanza di tali ordigni, contro i quali occorre sfoderare tutta una serie di contromisure.

Si va dalle contromisure elettroniche, per mandarli fuori controllo, all’attacco preventivo delle stazioni di comando, generalmente container su autocarro dove albergano gli operatori con i vari monitor e trasmettitori, generalmente posti a poca distanza dal fronte, all’utilizzo di contraerea tattica con mitragliere e, in genere, armi automatiche ad alta cadenza di tiro.

Ma è sentita anche l’esigenza di una difesa di punto a brevissimo raggio che i soldati stessi possano attuare in modo immediato, istintivo.

Un metodo classico è sparare contro i mini-velivoli con fucili da caccia le classiche “rose” di pallettoni, il che però impone che un soldato, o un plotone, portino con sé, con ingombro logistico, interi set di armi dedicate.

Un’alternativa realmente innovativa è però costituita dalla creazione di una apposita munizione antidrone che possa essere sparata dalle già esistenti armi d’ordinanza, richiedendo quindi al singolo fante di attrezzarsi solo con un paio di caricatori speciali.

E’ questa intuizione alla base della promettente innovazione sviluppata da una delle più note aziende italiane di munizionamento per armi da fuoco, la Fiocchi Munizioni di Lecco, che proprio nel 2026, fra l’altro, celebra i suoi primi 150 anni di attività, essendo nata il 3 luglio 1876 quando il fondatore Giulio Fiocchi rilevò la precedente fabbrica di fucili da caccia Micheloni e la trasformò in fabbrica di munizioni.

Per oltre un secolo sotto il controllo della famiglia Fiocchi, l’azienda è dal 2025 parte del gruppo cèco CSG, Czechoslovak Group, ma continua a coltivare la creatività italiana, particolarmente evidente nel caso del proiettile in oggetto.

 

Una “contraerea” individuale

La presentazione alla stampa della nuova munizione è avvenuta il 9 giugno 2026 presso il poligono di tiro Accademia Legio Silent fra i boschi di Ferentino, in provincia di Frosinone, dove alla presenza dei vertici di Fiocchi e di CSG sono state eseguite le prime dimostrazioni pubbliche di un sistema che nei mesi precedenti era stato collaudato solo in sede aziendale e presso poligoni delle forze armate italiane.

La materializzazione del concetto data perlomeno a partire dal 2025. Come ha spiegato Stefano Micheletti, direttore vendite Fiocchi: “L’idea che ci ha guidati è stata quella di fornire alle truppe terrestri una munizione anti-UAS, Unmanned Aerial Systems, sistemi aerei senza equipaggio, specifica per mini e micro-UAS usati per sorveglianza, acquisizione bersagli e attacco.

La nostra munizione è pensata per rapide risposte contro minacce aeree a bassa quota in supporto di pattuglie, convogli e avamposti. Abbiamo lavorato affinché sia efficace in termini di alta probabilità di ingaggio e neutralizzazione del bersaglio, ma anche per ridurre al minimo i rischi di danni collaterali in modo che possa essere utilizzata in stretta prossimità di forze amiche”.

Significa quindi che la munizione è impiegabile da parte di un soldato per abbattere un eventuale drone che si avvicini a poche decine di metri da sé o dai propri compagni, poiché la limitata dimensione dei pallini è sufficiente a danneggiare e abbattere il piccolo UAS con la propria energia cinetica, ma nel contempo fa sì che soldati amici a brevissima distanza non ne derivino, per eventuali ricadute o rimbalzi, che ipotetici danni collaterali nulli o irrisori.

Micheletti ha proseguito, spiegando come la munizione vada intesa come inserita in un complesso “ecosistema di contromisure che concorrono a debellare i droni avversari”, fra cui il jamming elettronico, la contraerea tattica e i raid preventivi.

La difesa ravvicinata operata dai soldati sul campo non costituisce che l’ultima barriera, idealmente su distanze intorno ai 50-70 metri. Ha concluso rimarcando che il vantaggio del sistema sta nella “piena compatibilità con le armi di piccolo calibro attualmente in servizio, senza alcun impatto significativo sulla logistica, sull’addestramento o sulle procedure operative”.

Le caratteristiche tecniche del sistema sono state illustrate da Costantino Fiocchi, che perpetua il ruolo della famiglia nella storica azienda lombarda: “Siamo partiti dalla constatazione che i piccoli droni che si spostano a bassa quota a velocità che possono superare 100 km/h possano essere paragonabili, come tipo di bersaglio molto rapido e sfuggente, a come appaiono gli uccelli a un cacciatore.

Per aumentare la probabilità di impatto sul bersaglio è opportuna una dispersione areale di pallini esattamente come nella caccia ai volatili, ma costringere la fanteria a portarsi sul campo una serie di “shotgun”, i tipici fucili a pallini a canna liscia, è poco pratico e costringerebbe molti uomini a sobbarcarsi il peso di un secondo fucile rispetto a quello d’ordinanza.

Noi abbiamo escogitato il modo di rendere adattabile una munizione a pallini a un normale fucile d’assalto a canna rigata. Il segreto sta in una custodia di plastica che contiene i pallini all’interno del bossolo e che evita l’attrito fra questi e la canna, che rovinerebbe l’arma. Non appena il proiettile esce dalla bocca da fuoco, l’ogiva e il fodero di plastica escono dal bossolo, il fodero si apre e le sferette proseguono la loro traiettoria libere verso il bersaglio. Mentre il fodero interno, vero cuore dell’innovazione, è di plastica, il bossolo è in ottone e le sferette sono in tungsteno”.

 

Una munizione per calibri diversi  

Fiocchi ha passato in rassegna le versioni DD, Drone Defence, delle munizioni anti-drone sviluppate. Anzitutto quella camerata per il formato standard NATO 5,56 mm, ovvero la cartuccia SJ 77 MB DD W-Bite camerata 5,56 x 45 mm che contiene 32 sferette del diametro di 2 mm ciascuna. La munizione ha una velocità all’uscita dalla bocca da fuoco di 830 m/s.

Il raggio d’azione tipico è fra 50 e 70 metri, massimo fino a 100 metri. Simile anche la versione in calibro 5,45 x 39 mm, che l’azienda lecchese sta sviluppando per le armi di tipo ex-sovietico come l’AK-74 Kalashnikov, pensando evidentemente alla sua diffusione in ambito ucraino e, più in generale nell’Est europeo e in Asia.

Si lavora anche a una versione in calibro 7,62 x 51 mm, adatta a mitragliatrici, che in tal caso avrebbe un raggio operativo di circa 70-90 metri, e massimo fino a 120 metri.

Il sistema si è rivelato efficace durante vari test a partire dallo scorso anno, culminati con le prove del giugno 2026 a Ferentino.

Costantino Fiocchi ha inoltre messo in chiaro come l’obbiettivo ideale sia far sì che ogni soldato disponga, in condizioni operative caratterizzate da un intenso impiego di droni nemici, di una dotazione standard di 10 caricatori normali per il suo fucile d’ordinanza, più almeno 2 caricatori speciali con i colpi anti-drone.

In caso di avvistamento ottico da parte di uno o più soldati di un plotone al fronte, si presuppone che in pochi secondi almeno alcuni dei soldati dell’unità cambino il caricatore normale con uno antidrone, tenuto a portata di mano, ingaggiando l’FPV ostile con tiro da distanza utile.

 

Test riusciti

Nel corso del 2025 sono stati fatti dei primi test in sede aziendale, alla Fiocchi di Lecco, al coperto, contro bersagli distanti 40 metri. Utilizzando vari tipi di fucili d’assalto in calibro NATO 5,56, come l’AR-15 223 o l’FN Minimi, sono state colpite lastre di alluminio di 2 x 2 metri, con spessore di 1 mm che i pallini al tungsteno si sono dimostrati in grado di perforare.

Sono seguiti poi test in collaborazione con l’Esercito italiano in vari poligoni militari della penisola. In particolare, il 5 e 6 novembre 2025 a Cellina Meduna, in provincia di Pordenone, poi il 2 dicembre 2025 a Foce Verde, in provincia di Latina, e infine il 9 aprile 2026 a Furbara, presso Roma.

Le munizioni hanno abbattuto o danneggiato gravemente i droni bersaglio, tenendo conto del fatto che in caso di operazioni reali per far fallire la missione di un FPV nemico può essere sufficiente anche solo compromettergli la telecamera, il che rende praticamente cieco l’operatore a distanza, talché il drone va considerato automaticamente perso.

Nei nuovi collaudi, stavolta di fronte alla stampa specializzata, effettuati il 9 giugno 2026 al poligono Legio Silent sono stati effettuate tre diverse sessioni di tiro contro altrettanti droni quadricotteri elettrici di dimensioni crescenti, grossomodo da 1 fino a 5 kg circa di stazza.

Sono stati impiegati due tiratori dell’azienda che operavano in parallelo con fucili AR-15 223, sparando la munizione DD (“Drone Defence”) in versione 5,56 mm e i bersagli sono stati ingaggiati da distanze di circa 50 metri. Le prove sono state condotte in condizioni di forte luminosità e calore ambientale, dovute al pieno sole estivo, su una vasta spianata aperta costellata di sassi e terriccio asciutto.

I tiratori hanno mirato ai droni vedendoli stagliati non contro il cielo sgombro, bensì contro il non facile sfondo di una parete rocciosa costellata di arbusti che si levava da un lato della spianata. Un fattore che intuibilmente può essere d’ostacolo alla mira dato che la sagoma dell’oggetto volante può a tratti confondersi con le asperità della collina.

In tutti i casi i piccoli veicoli telecomandati sono stati abbattuti, ma con modalità leggermente diverse, evidenziate dal successivo esame dei relitti. Il primo drone, il più piccolo, è precipitato dopo aver incassato 6 pallini, che ne hanno fatto saltare alcune pale dei rotori, oltre a danneggiare parte del motore.

Il numero apparentemente limitato di pallini che ha raggiunto il primo drone era dovuto anche alle sue piccole dimensioni, ma la manciata di sferette s’è dimostrata comunque sufficiente a farlo schiantare al suolo. Il secondo drone, essendo più grosso, all’incirca del doppio come dimensioni, è stato raggiunto da un numero superiore di sfere, almeno 20, che, anche in tal caso, hanno distrutto i rotori e hanno anche frantumato la telecamera ventrale, il che ha reso cieco l’operatore dell’FPV.

Il terzo drone, ancora un po’ più grosso, oltre a essere stato colpito nei rotori è stato centrato proprio nella batteria al litio, che si è incendiata al che il veicolo è precipitato lasciandosi dietro una coda di fumo bianco e ha continuato a bruciare al suolo per alcuni minuti.

I test confermano il successo del sistema e, come ci ha confermato Micheletti, l’azienda si prepara a proporlo alle forze armate italiane e a quelle di numerosi altri paesi europei: “Il nostro target per ora è focalizzato su commesse in Europa. Abbiamo contatti anche con l’Ucraina e stiamo sviluppando anche sistemi di assistenza al tiro con puntatori che permettano al soldato di sparare in deflessione prevedendo in anticipo il movimento del bersaglio”.

Costantino Fiocchi ha precisato che “abbiamo già la capacità di produrre queste munizioni nell’ordine di qualche decina di migliaia al giorno, anche perché non necessitano macchine utensili specializzate rispetto alle nostre usuali”.

La produzione verrà per ora effettuata unicamente dalla Fiocchi in Italia, anche se non vengono escluse possibili produzioni su licenza, dato il brevetto sul sistema.

Questo prodotto viene considerato un fiore all’occhiello anche di CSG, il gruppo di origine cèca che ha acquisito Fiocchi che, controllando noti nomi del munizionamento e della produzione militare in vari paesi, totalizza 14.000 addetti nel mondo e ricavi annuali pari a 6,7 miliardi di euro nel 2025.

L’amministratore della divisione CSG Ammo+, Petr Marojczuk, ha commentato: “L’integrazione di capacità anti-drone direttamente nei fucili di ordinanza contribuisce a colmare una delle principali lacune operative emerse nei conflitti recenti. Questo prodotto dimostra la capacità delle aziende del gruppo CSG di tradurre l’esperienza operativa in soluzioni industriali scalabili. Grazie a una presenza produttiva internazionale il gruppo è in grado di offrire munizioni affidabili, sostenibili sotto il profilo economico e facilmente integrabili nelle strutture operative esistenti”.

Se in Italia CSG conta su Fiocchi e Armi Perazzi, all’estero fra i suoi “bastioni” si annoverano, nella natia Repubblica Ceca Excalibur Army e Tatra Trucks, nella vicina Slovacchia MSM Group e negli Stati Uniti The Kinetic Group, oltre ad alte attività nel settore in svariati paesi, dalla Spagna alla Germania, dalla Serbia all’India, dalla Gran Bretagna alla Spagna.

Foto CSG/Fiocchi

 

 

Nato nel 1974 in Brianza, giornalista e saggista di storia aeronautica e militare, è laureato in Scienze Politiche all'Università Statale di Milano e collabora col quotidiano “Libero” e con varie riviste. Per le edizioni Odoya ha scritto nel 2012 “L'aviazione italiana 1940-1945”, primo di vari libri. Sempre per Odoya: “Un secolo di battaglie aeree”, “Storia dei grandi esploratori”, “Le ali di Icaro” e “Dossier Caporetto”. Per Greco e Greco: “Furia celtica”. Nel 2018, ecco per Newton Compton la sua enciclopedica “Storia dei servizi segreti”, su intelligence e spie dall’antichità fino a oggi.

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: