L’Ucraina punta alla transizione dell’Aeronautica su velivoli occidentali

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In Ucraina si discute sempre più frequentemente della modernizzazione della forza Aerea e durante l’incontro del Sottocomitato per l’industria della Difesa e del Comitato per la Difesa Nazionale della Verkhovna Rada (il parlamento unicamerale ucraino), sono state annunciate nel luglio scorso alcune indicazioni circa la futura modernizzazione.

In particolare è stato evidenziato che entro il 2035 la Viys’kovo-Povitriani Syly Ukrayiny (o Aeronautica Militare ucraina) dovrà dotarsi di almeno 100 nuovi aerei da combattimento al fine di mantenere accettabili capacità.

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Un centinaio di velivoli tra cacciabombardieri, aerei d’attacco e da ricognizione dovranno sostituire l’intera flotta di produzione sovietica e post-sovietica attualmente in servizio composta da Sukhoi Su-27 “Flanker”, MiG-29 “Fulcrum”, Sukhoi Su-24 “Fencer” e Sukhoi Su-25 “Frogfoot”.

Durante i colloqui del seminario, che si è tenuto presso l’Istituto centrale di ricerca scientifica delle forze armate ucraine e che ha visto la partecipazione dei deputati è stato rilevato che l’Ucraina dovrà “passare agli standard aeronautici NATO” radiando i velivoli oggi in servizio entro un periodo di 15 anni acquisendone di nuovi presso Stati Uniti e Francia, indicati dai parlamentari di Kiev come i principali fornitori di moderni velivoli da combattimento (nella foto qui sopra l’anticipazione pittorica di un F-16 statunitense con insegne ucraine).

Il documento programmatico Air Force Vision 2035, recentemente approvato dallo Stato maggiore della Difesa, ha specificato l’obiettivo di acquisire un cacciabombarduere multiruolo di Quarta generazione ma nel dibattito parlamentare non è stato affrontato il tema più scottante dell’ambizioso progetto, ovvero i fondi necessari ad affrontare una transizione così radicale da mezzi, velivoli ed equipaggiamenti russo/sovietici a quelli USA/NATO.

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Transizione che, tanto per intenderci, molti membri dell’Alleanza Atlantica dell’est Europa devono ancora completare e che in Ucraina riguarderanno necessariamente anche la riqualificazione e formazione del personale agli “standard NATO” oltre al rinnovo dei sistemi, delle armi, delle infrastrutture delle basi aeree….

Stime prudenti indicate dai media ucraini hanno riferito di costi pari a costato 8,6 miliardi di dollari solo per l’acquisto di aerei militari mentre si può dedurre che l’intera transizione dell’Aeronautica Ucraina comporti una spesa almeno doppia. Cifre non certo alla portata della disastrata economia ucraina ma l’investimento  potrebbe venire sostenuto da USA e NATO .

Foto Aeronautica Ucraina e Digital Combat Simulator

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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