L’Iran ha ricevuto il primo lotto di elicotteri russi Mil Mi-28NE

 

Il rafforzamento dell’asse militare tra Mosca e Teheran segnerebbe un ulteriore punto di svolta operativo con l’arrivo in Iran dei primi elicotteri d’attacco russi Mil Mi-28NE “Night Hunter” (Codice NATO “Havoc”), così come prontamente illustrato lo scorso 29 gennaio sul nostro canale Telegram.

La notizia, confermata dal monitoraggio dei voli logistici e dalle prime immagini circolate presso la Pars Aerospace Services Company di Teheran – azienda statale specializzata nella manutenzione e revisione (MRO) di velivoli civili e militari che opera presso l’hub strategico dell’aeroporto di Mehrabad – concretizza un processo di ammodernamento delle Forze Armate iraniane ampiamente anticipato dalle analisi di settore già alla fine del 2023.

L’esemplare identificato esibisce una livrea digitale desertica che richiama quella già osservata in Russia durante il Forum Army-2018.

Se da un lato la livrea digitale desertica appare coerente con gli standard cromatici iraniani, la sua estrema somiglianza con il prototipo russo del 2018 aveva inizialmente alimentato dubbi sull’attualità delle immagini facendo ipotizzare l’uso di vecchi filmati o di artefatti digitali.

Tuttavia, l’identificazione sullo sfondo di un manifesto ritraente verosimilmente l’Ayatollah Khamenei fornisce un solido riscontro contestuale che colloca il velivolo all’interno di una struttura in territorio iraniano convalidando così l’effettiva presenza del mezzo nel Paese.

Questi mezzi non sono arrivati in volo autonomo ma sono stati trasportati smontati attraverso un ponte aereo gestito dai quadrimotori Ilyushin Il-76 e Antonov An-124 delle Forze Aerospaziali russe.

Secondo i dati raccolti tramite fonti OSINT, i primi tre esemplari sono già stati presi in consegna, ma il volume complessivo dell’ordine potrebbe variare tra le 18 e le 24 unità, una dotazione sufficiente a costituire due squadroni d’attacco pronti all’impiego operativo.

L’arrivo dei “Night Hunter” rappresenterebbe il coronamento di un accordo quadro strategico che, come evidenziato da Analisi Difesa fin dal dicembre 2023, non si limita alla componente ad ala rotante: il piano di forniture concordato tra il Cremlino e il Governo iraniano prevede infatti una profonda ristrutturazione della difesa di Teheran includendo i caccia di quarta generazione avanzata Sukhoi Su-35 e gli aerei da addestramento Yakovlev Yak-130 (questi ricordiamo effettivamente consegnati a Teheran già nel settembre del 2023).

Il viceministro della Difesa iraniano, Mahdi Farahi, aveva già definito questo processo come “irreversibile” poco tempo dopo, sottolineando come la cooperazione con la Russia fosse la risposta diretta alle necessità di ammodernamento tecnologico del Paese.

Sotto il profilo tattico gli esperti prevedono che questi nuovi assetti verranno schierati in aree critiche specificamente nelle basi aeree di Urmia e Zahedan, rispettivamente a ridosso dei confini nord-occidentali e sud-orientali.

Questa iniziativa non è solo una dimostrazione di forza tecnica ma un segnale geopolitico preciso in un momento in cui la tensione con gli Stati Uniti nella regione rimane ai massimi storici.

L’acquisizione di sistemi d’arma russi, che include anche moderni apparati di difesa aerea e missilistica, fornisce all’Iran una capacità di contrasto e interdizione che potrebbe modificare sensibilmente l’equilibrio delle forze in Medio Oriente.

Foto PA%S

 

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: