Il “modello Crimea” che terrorizza l’Estonia. Gaiani a “Il Contesto”

 

 

 

Nei giorni scorsi, l’Estonia ha ammassato truppe in prossimità del confine russo, schierandovi armi in grado di colpire in profondità, nel contesto della nuova strategia di “difesa attiva”. Sul fronte bellico, invece, Kiev ha subito uno dei più pesanti bombardamenti dall’inizio del conflitto. In particolare, le forze armate russe hanno iniziato a colpire con sistematicità i ponti sul fiume Dnepr, nell’ambito di un’escalation focalizzata sulla rete logistica ed elettrica ucraina che ha registrato attacchi con droni e missili contro snodi ferroviari, treni, magazzini, data center, centrali energetiche, depositi di forniture mediche e acciaierie.

I funzionari del governo di Kiev sostengono che l’obiettivo perseguito da Mosca verta sulla devastazione dell’economia ucraina, così da privare il Paese della capacità di sostenere lo sforzo bellico e fiaccare la determinazione a resistere della popolazione. Non sorprende pertanto che il presidente Zelensky abbia chiesto al suo omologo statunitense Trump di imporre sanzioni alle aziende russe e cinesi che, a suo avviso, sono coinvolte nello sviluppo della rete satellitare Rassvet, alternativa a Starlink.

Sullo sfondo, l’Unione Europea ha ricevuto nei primi nove mesi del 2026 ben 12,18 milioni di tonnellate di Gnl dal progetto artico russo Yamal, pari a 167 carichi e a un aumento del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il valore stimato è di 7,88 miliardi di euro. La Francia ne ha ricevuti quasi tre quarti. L’Europa resta il principale mercato di Yamal (circa l’85% dei volumi consegnati), nonostante il calo dell’1,3% delle esportazioni globali del progetto e il divieto dell’Unione Europea sui contratti a breve termine in vigore da aprile.

Il bando totale, che include i contratti di lungo periodo, è previsto dal 1° gennaio 2027. Ne parliamo assieme a Gianandrea Gaiani, giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco».

Intervista realizzata nel pomeriggio del 9 ottobre.

Guarda il video qui sotto o sul canale YouTube “Il Contesto”.

 

 

 

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