Nova: l’Italia addestra i militari di entrambe le fazioni libiche

Agenzia Nova – Non solo Russia e Turchia: anche l’Italia è presente nel settore militare libico, addestrando piloti di Misurata e, secondo nuove immagini, unità dell’Est, mentre si discute della riunificazione delle forze armate. Le due città, tra i principali centri militari rispettivamente della Tripolitania e della Cirenaica, rappresentano gli schieramenti contrapposti che gli sforzi diplomatici internazionali cercano di riavvicinare.
In questo contesto assumono particolare interesse alcune fotografie pubblicate sulla piattaforma X dall’account specializzato Libya Field Notes, che ritrarrebbero militari del 23mo Battaglione delle Forze speciali dell’Esercito Nazionale Libico (ENL), fedele al feldmaresciallo Khalifa Haftar, durante attività addestrative.

In alcune immagini i soldati impugnano fucili Beretta AR70/90 di fabbricazione italiana; in un’altra compaiono insieme a personale indicato come appartenente a un Mobile Training Team (Mtt), una squadra mobile di istruttori delle Forze armate italiane. La data e il luogo degli scatti, così come l’identità degli istruttori, non hanno al momento trovato conferma ufficiale.

Le immagini sono state accostate dall’account a una segnalazione pubblicata il 6 ottobre dall’osservatore aeronautico Pierre Davide Borrelli, relativa a un volo di un C-130J dell’Aeronautica militare italiana da Pisa a Bengasi. Il velivolo, identificato con la sigla IAM4660 e la matricola MM62186, sarebbe stato diretto nell’Est della Libia.

Non sono tuttavia disponibili elementi per stabilire quale fosse il carico dell’aereo nè per collegare con certezza il volo alle attività addestrative mostrate nelle fotografie.
Un secondo gruppo di immagini riguarda invece la formazione dei piloti libici in Italia. Secondo “Libya Field Notes”, un giovane cadetto originario di Misurata ha condiviso alcune fotografie per celebrare il suo primo volo da solista a bordo di un velivolo Siai-Marchetti SF.260 del 70mo Stormo dell’Aeronautica militare, di stanza presso l’aeroporto militare di Latina.

In questo caso, l’attività si inserisce in un programma di cooperazione ufficialmente documentato. Il 25 marzo 2025, infatti, l’allora capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Luca Goretti, e il comandante dell’Aeronautica libica, Amhamed Gojel, hanno sottoscritto un accordo tecnico triennale per l’addestramento di piloti e istruttori libici in Italia. L’intesa prevede corsi presso il 70* Stormo di Latina e il 61mo Stormo di Lecce-Galatina, oltre alla formazione linguistica aeronautica a Loreto.
La collaborazione comprende anche altre attività formative, tra cui corsi per controllori del traffico aereo e percorsi presso l’Accademia aeronautica di Pozzuoli
La cornice principale della presenza militare italiana sul territorio libico resta la Missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (Miasit), avviata nel 2018, con comando a Tripoli e un distaccamento a Misurata. La missione svolge attività di formazione, addestramento, consulenza e assistenza a favore delle istituzioni e delle forze di sicurezza libiche, anche attraverso squadre mobili di istruttori.

Secondo i dati diffusi dal ministero della Difesa, nel 2024 il contingente italiano della Miasit ha portato a termine almeno 50 corsi, addestrando circa 700 militari libici attraverso squadre mobili di istruttori dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri.
La cooperazione è proseguita anche nel 2025: secondo il rapporto annuale dell’Aeronautica militare, i velivoli italiani hanno effettuato 126 sortite nell’ambito della Miasit, per un totale di 255 ore e 55 minuti di volo. Non sono invece ancora disponibili dati complessivi aggiornati sul numero dei militari libici addestrati nel 2025 e nel 2026.
Roma mantiene, del resto, rapporti istituzionali con entrambi gli schieramenti.
Lo scorso febbraio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato Khalifa Haftar a Bengasi per discutere di sicurezza, contrasto al terrorismo e traffici illeciti. A settembre, il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha invece concordato con l’omologo di Tripoli, Salah al Din al Namroush, un rafforzamento della cooperazione militare, anche nei settori delle Forze speciali e della formazione.
La cooperazione resta soggetta ai vincoli dell’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite. Nell’aprile scorso, rispondendo alle osservazioni del gruppo di esperti dell’Onu sulle attività addestrative italiane, la Farnesina ha precisato che il sostegno alle Forze armate libiche avviene “senza fornitura di armamenti” e nel rispetto del quadro sanzionatorio.
Una risoluzione del Consiglio di sicurezza adottata nello stesso mese ha previsto una procedura di esenzione, soggetta a notifica preventiva, per l’assistenza tecnica e l’addestramento finalizzati alla riunificazione delle istituzioni militari e di sicurezza libiche.

Le attività di addestramento assumono particolare significato alla luce dei nuovi tentativi di riunificare le Forze armate libiche. Proprio in questi giorni, a Parigi, il capo di Stato maggiore delle forze di Tripoli Al Namroush e l’omologo dell’Est, Khaled Haftar, hanno incontrato separatamente il capo di Stato maggiore della Difesa francese, generale Fabien Mandon.
Ancora il Canale X Libya Field Notes ha mostrato ieri i diplomi conseguiti dalle forze dell’Esercito Nazionale Libico della Brigata Gardabya, a Sirte, con i corsi addestrativi impartiti da personale militare russo.
I certificati mostrati recano lo stemma e il timbro del Ministero della Difesa russo, confermando la supervisione russa dei corsi tecnici frequentati dal personale dell’ENL.

Sul piano politico fonti militari libiche riferiscono che la Francia sta lavorando a un colloquio diretto tra i due comandanti per dare seguito alle intese già discusse nei precedenti incontri di Luanda e Sirte, nell’ambito degli sforzi sostenuti anche dalle Nazioni Unite e dagli Stati Uniti per superare la divisione dell’apparato militare.
In questo quadro, anche l’Italia può offrire un contributo concreto attraverso la formazione e l’addestramento del personale militare libico, favorendo lo sviluppo di competenze professionali e il mantenimento di canali di cooperazione con entrambi gli schieramenti. Una presenza meno appariscente rispetto ai dispiegamenti militari di Russia e Turchia, ma potenzialmente importante per accompagnare il percorso verso la costituzione di Forze armate nazionali unificate.
(Nella foto d’apertura: manutenzione di carri armati T-54/55 dell’Esercito Nazionale Libico)
Fonte: Agenzia Nova
Foto: Libya Field Notes
RedazioneVedi tutti gli articoli
La redazione di Analisi Difesa cura la selezione di notizie provenienti da agenzie, media e uffici stampa.






