Colloqui con Putin: L’Europa in ordine sparso. Gaiani a “La Penna nel Fianco”

Non sono ancora ben chiare le ragioni che hanno indotto, il 27 ottobre, il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Støre a telefonare al presidente russo Vladimir Putin, interrompendo quel congelamento nei rapporti diretti che era stato interrotto solo da Emmanuel Macron e più recentemente dal premier ungherese Viktor Orban alla fine del 2024.
“La discussione è stata franca e sostanziale” ha detto Stubb mentre Store ha riferito di “grandi divergenze di vedute” con il leader russo, peraltro prevedibili. Nessun dettaglio è emerso da Helsinki e Oslo circa le ragioni della telefonata e i contenuti dei colloqui. Store ha riferito che la chiamata bilaterale era prevista per una durata di 20 minuti ma invece è durata un’ora e mezza. “Non è una conversazione in cui scoppiano accesi scambi: si interviene a turno.
Bisogna tradurre dall’inglese al russo e viceversa, ma ha comunque coperto in gran parte la situazione attuale. Ha anche offerto l’opportunità di esprimere punti di vista a cui l’Ucraina tiene che ci facciamo portavoce” ha dichiarato all’emittente di servizio pubblico norvegese NRK.
“Gli Stati Uniti non possono essere l’unica voce” ha sottolineato Store, in riferimento al ruolo centrale di Washington nei contatti con Mosca. Store ha poi sottolineato inoltre come sia stato il presidente ucraino Zelensky ad aver chiesto di telefonare a Putin: un dettaglio interessante che potrebbe indicare la necessità per Kiev di chiudere al più presto la guerra. Gli europei non sono però stati invitati a partecipare ai colloqui.
Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, “Vediamo due politici che, in qualità di leader nazionali, hanno deciso di dialogare, mentre praticamente tutti gli altri, e soprattutto Bruxelles, continuano a parlare di infliggere una sconfitta strategica alla Russia. Con questo approccio è impossibile dialogare con loro“. Per il portavoce i rappresentanti dell’Ue dovrebbero in linea di principio partecipare ai negoziati di pace sull’Ucraina ma la loro posizione rende inutile la presenza al tavolo. “A cosa ci servono con questo approccio? E’ per questo che non sono presenti“.
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