Mosca consegna i primi Sukhoi Su-35 all’Etiopia  

 

 

La cooperazione militare tra Mosca e Addis Abeba ha registrato un’ulteriore accelerazione significativa con la conferma ufficiale della consegna del primo lotto di caccia multiruolo Sukhoi Su-35 all’Aeronautica Militare etiope.

L’annuncio è stato formalizzato dal direttore generale di Rosoboronexport, Alexander Mikheev, durante il terzo vertice Russia-Africa alla presenza del Primo Ministro etiope Abiy Ahmed Ali: – «Rosoboronexport ha consegnato il primo lotto di aerei Su-35 all’Aeronautica militare etiope» – ha dichiarato Mikheev, che ha aggiunto successivamente: – «Collaboriamo non solo con l’Etiopia, ma anche con molti altri paesi africani. Abbiamo un portafoglio ordini piuttosto ampio. Attualmente, oltre il 30% del nostro portafoglio ordini proviene dai paesi africani. Pertanto, in questo senso, siamo aperti al dialogo e oggi sfruttiamo tutte le opportunità che ci offre l’industria.»

Soddisfatto il Primo Ministro etiope Abiy Ahmed che ha dichiarato invece: «Vorrei esprimere la mia gratitudine al mio amico, il Presidente russo Vladimir Putin, per la sua dedizione, grazie alla quale abbiamo ricevuto questi aerei da combattimento un anno prima del programma concordato.»

La fornitura iniziale, presentata presso l’aeroporto di Zhukovsky dell’Istituto di ricerca aeronautica “M.M. Gromov” è composta da una coppia di velivoli con i seriali numeri “2551” e “2552”. Questa configurazione a coppie rispecchia la prassi standard per le consegne preliminari. La discrepanza numerica con le dichiarazioni del Primo Ministro Abiy Ahmed che ha parlato di dodici velivoli ricevuti con un anno di anticipo rispetto ai termini concordati (e che tra l’altro ha anticipato l’arrivo di quattro sistemi missilistici antiaerei S-400), si spiega con il fatto che il Capo del governo si riferiva all’ammontare complessivo dell’accordo.

Nell’ambito dell’intesa, Rosoboronexport ha previsto anche lo svolgimento di programmi specifici per l’addestramento in Russia del personale tecnico e di volo delle forze aeree etiopi.

L’analisi dei canali specializzati russi offre un contesto logistico rilevante sulla provenienza dei velivoli poiché l’Etiopia avrebbe ricevuto i caccia originariamente prodotti per l’Egitto e rimasti inattivi presso lo stabilimento KNAAPO di Komsomolsk-on-Amur. Nel 2018 Il Cairo aveva infatti siglato un accordo per ventiquattro caccia Su-35 bloccato successivamente a causa delle pressioni esercitate nel 2021 dal Dipartimento di Stato americano attraverso le sanzioni.

Questa disponibilità di esemplari di Su-35 già assemblati avrebbe così permesso a Rosoboronexport non solo di soddisfare celermente l’ordine etiope, replicando lo schema già visto con l’Algeria, ma anche di preservare i ritmi dell’industria bellica russa impegnata a sostenere lo sforzo bellico in Ucraina che si protrae da quasi un lustro.

La transizione verso il Su-35 si inserisce in un percorso di profondo rinnovamento della difesa etiope ampiamente anticipato e monitorato da Analisi Difesa già dall’ottobre del 2025. In quel periodo, documenti riservati trafugati dal conglomerato Rostec e diffusi dal collettivo Black Mirror, noti come i Rostec leaks, avevano svelato l’esistenza di un contratto segreto associato al codice numerico etiope “231” per la fornitura di componenti avionici destinati a sei caccia Su-35. Questa operazione risponde alla necessità di sostituire progressivamente i vecchi caccia da superiorità aerea Su-27, acquisiti alla fine degli anni novanta durante il conflitto con l’Eritrea e ormai prossimi alla dismissione entro la fine degli anni Venti, garantendo un netto vantaggio qualitativo sui potenziali vettori avversari della regione come i MiG-29SE sudanesi.

Il Su-35 nome in codice NATO “Flanker-E”, classificato come caccia di “generazione 4++”, introduce capacità tecnologiche avanzate grazie all’installazione del radar Irbis-E, di motori dotati di spinta vettoriale tridimensionale e di un incremento significativo del carico bellico e del raggio d’azione BVR. Questo velivolo affianca altri tasselli strategici emersi tra il 2024 e i primi mesi del 2026. Durante l’Aviation Expo 2026, inaugurato lo scorso 23 gennaio presso la base aerea di Bishoftu per il 90° anniversario dell’Aeronautica etiope, Addis Abeba ha infatti mostrato pubblicamente non solo i caccia pesanti Su-30K ex indiani revisionati in Bielorussia, ma anche i nuovissimi addestratori avanzati Yak-130, con almeno cinque o sei esemplari identificati da seriali progressivi, affiancati dalla prima apparizione ufficiale del drone MALE russo Orion-E con matricola OV-1921.

Nel complesso, queste acquisizioni confermano il progressivo rafforzamento dell’Aeronautica etiope e la volontà di Addis Abeba di ampliare le proprie capacità attraverso fornitori diversi. La Russia continua tuttavia a rappresentare un partner centrale, con una presenza che spazia dai caccia ai velivoli da addestramento fino ai droni, confermando il peso di Mosca nel processo di ammodernamento della componente aerea etiope.

Con questa recentissima acquisizione, l’Etiopia diventa così il terzo cliente internazionale dei Su-35, dopo Cina e Algeria, nonché il secondo Paese africano a introdurre in servizio il caccia russo.

Foto UAC

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Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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