Minacce di sanzioni Usa anche all’Egitto che vuole i Sukhoi Su-35

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Dopo l’India, la Turchia e la Serbia tocca ora all’Egitto subire pressioni e minacce da Washington per l’acquisto di materiale militare russo. Con l’ormai consueto approccio (privo di ogni legittimazione giuridica internazionale) che ormai contraddistingue le intromissioni degli Stati Uniti nelle acquisizioni di armamenti di paesi amici e alleati, è stato lanciato un duro monito al Cairo che ha deciso di procedere con l’acquisto di 20 caccia russi Sukhoi Su-35 con un contratto da circa 2 miliardi di dollari e consegne previste nel 2020-2021.

L’ avvertimento di Washington è contenuto in una lettera inviata dal segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, e da quello alla Difesa, Mark Esper, che chiedono al ministro della Difesa egiziano di cancellare l’accordo con Mosca per la fornitura di jet da combattimento Sukhoi-35.

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La lettera, visionata dal Wall Street Journal, ammonisce sul fatto che l’Egitto rischia di finire sotto sanzioni, secondo quanto prevede il Countering America’ s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA) che colpisce acquisti di equipaggiamenti dall’industria militare e della Difesa russa.

La legge statunitense del 2017 mira a punire la Russia per azioni tra cui presunte interferenze elettorali impone sanzioni ai paesi che commerciano con i settori della difesa e dell’intelligence della Russia.
“Nuovi accordi per armamenti con la Russia, come minimo, complicheranno le future transazioni militari con l’Egitto e l’assistenza in tema di sicurezza” al Cairo, si legge nella missiva.

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Gli Usa hanno fornito all’ Egitto miliardi di dollari in aiuti economici e militari negli ultimi decenni, compresi jet F-16 ed elicotteri d’ attacco. La Russia ha acquistato sempre maggior influenza e presenza in Medio Oriente, soprattutto attraverso forniture e assistenza militare. La lettera da Washington è stata inviata mentre il ministro della Difesa di Mosca, Serghei Shoigu, arrivava al Cairo per colloqui sulla cooperazione militare.

Egitto e Russia stanno cercando di rafforzare la loro alleanza militare e all’ inizio del 2019 hanno siglato un accordo da 2 miliardi di dollari per oltre 20 Su-35. Una fonte nell’ amministrazione Trump ha riferito che funzionari del dipartimento della Difesa hanno avvertito personalmente il capo delle forze aeree egiziane, generale Mohamed Abbas, sulle possibili sanzioni che verrebbero applicate dagli USA in caso finalizzasse il contestato acquisto dei jet russi.

La replica del Cairo non si è fatta però attendere e un funzionario statale egiziano ha affermato che l’Egitto è uno “stato indipendente che non accetta ordini da qualsiasi altro paese per quanto riguarda la sua politica estera e nazionale”.

Il funzionario ha detto al Daily News Egypt che ciò che viene riferito sugli avvertimenti degli Stati Uniti in Egitto di sospendere l’accordo Su-35 con la Russia è “insignificante” e non dovrebbe essere preso sul serio, affermando che l’accordo continuerà e non sarà sospeso in nessun caso .

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“L’Egitto non interferisce negli affari interni o esteri di alcun paese, allo stesso modo non permettiamo ad alcun altro paese, decisore politico o chiunque interferisca nei suoi affari interni o esteri. L’Egitto lo considera una violazione dei diritti sovrani, che è una linea rossa per noi “, ha aggiunto il funzionario osservando che la politica estera egiziana ha perseguito la politica di diversificazione delle fonti di armamenti negli ultimi anni e, di conseguenza, ha rapporti militari con i diversi paesi produttori di armi.

Andrei Krasov, vice presidente del Comitato di difesa della Duma di stato russa (camera bassa) ha affermato le minacce statunitensi all’Egitto sono “un tentativo ingiusto di competere nel mercato degli armamenti”.
Il parlamentare russo ha sottolineato che gli Stati Uniti praticano la politica di sanzioni contro i paesi che hanno una “politica estera indipendente”, con l’obiettivo di promuovere gli interessi economici e geopolitici di Washington.

Nello stesso contesto, Alexei Kondratev, membro del Comitato Internazionale del Consiglio Federale Russo (Senato), ha detto che le ventilate sanzioni statunitensi contraddicono le regole del commercio internazionale di armi.
Kondratev ha sottolineato che gli Stati Uniti non hanno il diritto di interferire nelle transazioni commerciali. “Questo non è permesso. Vi è una forte concorrenza nel mercato degli armamenti e la parte americana, come al solito, sta cercando di usare la pressione politica come strumento commerciale”, ha aggiunto.

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Il WSJ ha reso noto che l’Egitto ha scelto il Su-35 poiché gli Stati Uniti non hanno rispettato le promesse di vendita dei caccia Lockheed Martin F-35, riservati nello scacchiere Medio Orientale solo a Israele e alla Turchia prima che Ankara decidesse di acquisire il sistema di difesa aerea a lungo raggio russo S-400 in seguito al rifiuto di Washington di vendere i Patriot PAC-3.

“I funzionari egiziani hanno sempre esortato l’amministrazione americana a onorare la promessa di Trump dopo l’incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi nel 2018 sulla concessione di accia F-35”, ha dichiarato al WSJ, chiedendo l’anonimato, una fonte che ha familiarità con i colloqui militari tra Stati Uniti ed Egitto, che parlato a condizione di anonimato.

Dopo la decisione dell’Arabia Saudita di acquisire i sistemi di difesa aerea a lungo raggio russi S-400 per proteggere le proprie installazioni petrolifere è lecito immaginare che Washington minacci di sanzioni anche Riad, principale finanziatore della spesa militare egiziana.

L’applicazione del CAATSA, come la politica dei dazi imposti o minacciati a paesi alleati, stanno compromettendo la credibilità di Washington e l’affidabilità delle alleanze con gli Stati Uniti.

@GianandreaGaian

 

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Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane" e “Immigrazione, la grande farsa umanitaria”. Dall’agosto 2018 al settembre 2019 ha ricoperto l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza del ministro dell’Interno.

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