La saga infinita di Starlink/Starshield in Ucraina

 

 

Servizi satellitari paralizzati o sensibilmente rallentati, polemiche tra Kiev e Washington e all’interno dell’Amministrazione Trump: la gestione del sistema Starlink e del suo segmento militare Starshield offerti all’Ucraina da Space X, società di Elon Musk, è al centro del dibattito politico e militare sulla guerra in Ucraina.

Dopo che il presidente Trump e lo stesso Muisk hanno esortato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prima a negoziare la pace con Mosca e poi a farsi da parte per lasciare il posto a chi fosse in grado di aprire trattative per concludere il conflitto, i servizi satellitari offerti dalla rete Starlink/Starshield hanno subito blocchi e rallentamenti, con evidente aggravio delle già precarie condizioni militari in cui operano le forze di Kiev.

 

I termini della questione

Il rallentamento della copertura satellitare rende più difficili e imprecisi gli attacchi dei droni e missili ucraini contro gli obiettivi russi in profondità mentre in campo difensivo gli attacchi in profondità dei missili balistici, da crociera e dei droni russi contro il territorio ucraino non vengono comunicati nei tempi richiesti impedendo così ogni allarme precoce alle difese aeree, peraltro sempre più a corto di armi terra-aria.

La semi-paralisi del sistema satellitare che gli Stati Uniti hanno finora garantito all’Ucraina ha un impatto anche sul campo di battaglia rallentando tutte le funzioni di comando e controllo ucraine a dimostrazione di quale ruolo abbia giocato in questi anni il supporto satellitare statunitense nel consentire a Kiev di combattere così a lungo questa guerra.

Le restrizioni, hanno spiegato fonti militari ucraine, riguardano solo il pacchetto di servizi militari ‘Starshield’, che impiega terminali e collegamenti compatibili con droni che viaggiano a velocità più elevate.

Dall’invasione russa del febbraio 2022, Starlink viene utilizzato in Ucraina per diversi fini: mantenere i collegamenti tra unità militari e comandi; trasmettere dati e informazioni raccolte sul campo; sostenere la logistica e le comunicazioni nelle aree dove le reti convenzionali sono interrotte; collegare droni da ricognizione e d’attacco ai rispettivi operatori, consentendo la trasmissione di informazioni e il controllo a distanza. La Polonia finanzia gli abbonamenti Starlink utilizzati in Ucraina oltre ad aver acquistato e fornito migliaia di terminali.

Per questo il ministro degli Esteri di Varsavia, Radolsaw Sikorski, ha contestato la decisione di Musk. Un elemento decisivo di Starlink è la sua relativa resistenza ai tentativi di disturbo elettronico, anche se il sistema non è immune da interferenze o limitazioni tecniche. La dipendenza Ucraina da questa infrastruttura è diventata anche una questione strategica e politica perché di fatto, una parte delle comunicazioni militari dipende da un servizio commerciale controllato da un’impresa privata americana.

Dal 2022, Musk ha cambiato più volte posizione sul conflitto. La testata Ukrayinska Pravda spiega che alcuni terminali Starlink convenzionali non sono sufficienti per determinate missioni che richiedono collegamenti satellitari durante voli ad alta velocità. Per questi impieghi viene utilizzato appunto ‘Starshield’, a cui però ora sarebbe stata applicata la limitazione di velocità di 160 km/h, secondo fonti militari ucraine.

Dal campo, sono arrivate anche segnalazioni di interruzioni del servizio già a velocità comprese tra i 60 e i 70 km/h; il limite riguarda la velocità di movimento del terminale o del mezzo su cui è installato e non la velocità di trasmissione dei dati Internet.

La soglia limite di 160 km/h incide sui mezzi ad alta velocità, principalmente i droni aerei ucraini, spiegava l’analista militare della BBC Ilya Abishev. Ciò potrebbe riguardare in particolare i droni a medio raggio impiegati dagli ucraini per colpire le retrovie russe nei territori occupati; si tratta proprio dei velivoli che spesso si affidano ai collegamenti satellitari per il controllo da remoto.

I rischi sono evidenti, avverte Abishev, “se un terminale di bordo perde la connessione mentre il mezzo è in movimento, l’operatore potrebbe perdere il collegamento di controllo diretto, il flusso video e la trasmissione dati”.

Le conseguenze dipendono dalla progettazione del mezzo: alcuni possono proseguire il volo lungo una rotta pre-programmata, mentre altri potrebbero interrompere la missione. In teoria, potrebbe essere compromesso anche il controllo dei droni a corto raggio operanti sulla linea del fronte o nelle sue immediate vicinanze, così come quello dei droni intercettori. Anche in questo caso, molto dipende da quali sistemi ucraini utilizzino ‘Starshield’, dalle velocità raggiunte e dai canali di comunicazione di riserva impiegati.

I droni per attacchi in profondità utilizzati dall’Ucraina per colpire obiettivi nelle retrovie all’interno del territorio russo solitamente non si affidano ai sistemi Starlink, poiché il servizio non é operativo sul territorio russo.

 

La cronologia

L’impressione è che Washington utilizzi infatti quest’arma per dimostrare chiaramente a Zelensky che non vi sono alternative a un negoziato che inevitabilmente vedrebbe accolte la gran parte delle richieste russe. La “saga” di Starlink/Starshield in Ucraina non sembra essere ancora finita. Ripercorriamone le tappe più recenti.

Il 13 ottobre il presidente statunitense Donald Trump aveva affermato che Washington continua a fornire informazioni di intelligence all’Ucraina e a lavorare con russi e ucraini per porre fine alla guerra.

Nelle due notti precedenti tuttavia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto sapere che l’Ucraina non aveva ricevuto dagli Stati Uniti alcun preavviso in occasione di attacchi condotti dalle forze russe. Secondo fonti citate da Politico, Washington aveva addotto le condizioni meteorologiche per spiegare la mancata allerta.

Il 14 ottobre il portale specializzato ucraino Oboronka, rende noto che SpaceX avrebbe introdotto nuove restrizioni al funzionamento dei terminali satellitari Starlink utilizzati dalle Forze armate ucraine, provocando l’interruzione di diverse missioni di combattimento.

Serhiy Beskrestnov, noto come “Flash”, esperto di tecnologie radio e consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky affermò: “Confermo che SpaceX ha introdotto un limite di velocità’ per i terminali Starlink in movimento. Attualmente, la restrizione riguarda il pacchetto militare StarShield ed è fissata a 100 miglia orarie (circa 161 chilometri orari)“.

Secondo il consigliere presidenziale le Forze di difesa ucraine non avrebbero ricevuto alcun preavviso, con conseguenti ripercussioni sulle operazioni militari. “E’ evidente che questa azione non può essere una coincidenza ed è legata all’attuale situazione politica“, ha aggiunto.

Secondo le testimonianze raccolte tra i militari, i collegamenti Starlink avrebbero iniziato a interrompersi già a velocità comprese tra 60 e 70 chilometri orari. Le informazioni sulle nuove limitazioni non risultarono accompagnate da una conferma ufficiale di SpaceX.

Lo stesso giorno, Beskrestnov annunciò che “limitando la velocità dei terminali Starlink, SpaceX priva di fatto l’Ucraina della capacità di difendersi dai droni Shahed (Geran -NdR). Tutti scrivono che la restrizione di Starlink ha avuto ripercussioni sulle missioni a lungo raggio e sulla logistica in prima linea, ma per noi c’è un altro grosso problema: Starlink viene utilizzato nella soluzione più efficace, gli intercettori, per proteggere i nostri cieli dagli Shahed. Di fatto, con le loro azioni, i partner ci stanno privando di una delle poche possibilità di proteggere il Paese“.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dichiarò quel giorno all’emittente radiofonica statunitense NPR di essere stato informato dall’’amministrazione Trump che potrebbe interrompere l’accesso alle informazioni di intelligence se il Paese dovesse proseguire gli attacchi in profondità contro le raffinerie di petrolio russe.

“Abbiamo ricevuto un messaggio in cui si afferma che ciò potrebbe interrompersi? Sì, i miei generali hanno ricevuto questa informazione da funzionari militari. Hanno ricevuto l’informazione che la cosa avrebbe potuto interrompersi”, ha dichiarato il leader ucraino.

A Mosca, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, commentò affermando che la Russia “é venuta a conoscenza dai media di possibili limitazioni all’accesso a Starlink per le Forze armate ucraine, ma non sappiamo nulla di più al riguardo. Sarebbe meglio se tecnologie così brillanti non venissero affatto utilizzate per scopi militari”. Peskov ha poi aggiunto che “la Russia sta ancora valutando attentamente la linea degli Stati Uniti sull’Ucraina per capire se sia cambiata. “E’ ancora prematuro concludere che Washington abbia modificato il proprio approccio al sostegno militare a Kiev”.

La sera del 14 ottobre gli operatori ucraini dei droni segnalarono un miglioramento delle connessioni dati a velocità fino a 161 chilometri orari, come riferì lo stesso Zelensky. Un funzionario ucraino coperto dall’anonimato, tuttavia, ha dichiarato che questa velocità è ancora troppo lenta per intercettare i droni russi a reazione (Geran-4 e Geran-5 – NdR) e che l’Ucraina ha bisogno che tutte le restrizioni vengano revocate.

Il 15 ottobre Donald Trump ha negato di aver ordinato di limitare le prestazioni di Starlink per l’Ucraina. Lo riportò l’agenzia Bloomberg citando un funzionario dell’amministrazione.

Intervistato da Newsmax sugli attacchi ucraini al territorio russo Trump ha affermato che stavano facendo aumentare i prezzi globali dell’energia. “Ora, se mi dite che Zelensky sta di nuovo sparando alle raffinerie, tutto ciò che sta facendo è far aumentare il prezzo mondiale del petrolio. Beh, penso che sia una vergogna. Ci sono molti altri obiettivi… Ci sono molti obiettivi che si possono colpire“, ha detto Trump aggiungendo che “Zelensky non è una persona con cui è consigliabile avere a che fare. Non vuole trovare un accordo. Dice di volerlo, ma non lo vuole. No, non sono un grande fan di Zelensky”.

Lo stesso giorno in un’intervista al Financial Times. Zelensky ribadì che l’Ucraina avrebbe ripreso gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe dopo una sospensione di tre giorni concordata per rispondere alle richieste degli Stati Uniti.

“Il divieto è stato revocato. Ne abbiamo abbastanza”, ha affermato Zelensky, spiegando che Kiev aveva interrotto temporaneamente le operazioni contro le infrastrutture energetiche russe per assecondare Washington, mentre Mosca aveva continuato a colpire gli impianti energetici ucraini, provocando, secondo il presidente, oltre cento vittime civili nell’ultima settimana. Zelensky ha inoltre denunciato l’interruzione della condivisione di alcune informazioni d’intelligence statunitensi relative ai lanci di missili balistici russi e il rallentamento del servizio satellitare Starlink, che avrebbe compromesso le operazioni delle forze ucraine al fronte e gli attacchi contro obiettivi militari russi a media distanza.

Secondo il presidente, i rappresentanti statunitensi avevano avvertito direttamente i militari ucraini che la prosecuzione degli attacchi alle infrastrutture energetiche russe avrebbe comportato la sospensione della cooperazione d’intelligence. I problemi successivamente registrati con Starlink sarebbero stati presentati a Kiev come malfunzionamenti tecnici.

“Non si è trattato di un problema tecnico, ma di una questione di volontà”, ha sostenuto Zelensky. Il presidente ha tuttavia lasciato aperta la possibilità di una nuova sospensione degli attacchi contro il settore energetico russo, anche in assenza di un’analoga iniziativa di Mosca, a condizione che Washington fornisca ulteriori missili per i sistemi di difesa aerea Patriot. Le tensioni tra Kiev e Washington si sono aggravate dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha attribuito agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe parte della responsabilità dell’aumento dei prezzi internazionali del gasolio, mentre il Dipartimento del Tesoro statunitense ha adottato misure per consentire nuovamente alcune esportazioni russe del prodotto.

Nel pieno dello scontro tra Washington e Kiev (che vede anche gli europei contestare a Trump le relazioni energetiche con Mosca e le critiche a Zelensky), il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, intervistato dall’emittente radiofonica France Inter, ha rivelato che i due terzi delle informazioni di intelligence che l’Ucraina riceve da altri Paesi provengono dall’Europa, inclusa la Francia.

Il 16 ottobre Trump ha dichiarato di non aver ordinato limitazioni all’accesso dell’Ucraina alla tecnologia satellitare Starshield di SpaceX e di non credere che lo abbia fatto nemmeno Elon Musk. “Non sono stato io e non credo sia stato Elon”, ha detto ai giornalisti, riferendosi al fondatore di SpaceX. “Non so se sia stato qualcun altro. Da quello che ho capito, è tutto come sempre“, ha detto Trump.

Quel giorno Denys Senik, incaricato d’affari dell’Ucraina negli Stati Uniti, in un’intervista a Newsmax2 ha ribadito che l’Ucraina era in attesa di una risposta ufficiale dal Pentagono e da SpaceX che confermi il pieno ripristino del sistema satellitare Starshield.

“La tecnologia Starshield è vitale per l’Ucraina e siamo sinceramente grati alla parte statunitense per avercela messa a disposizione“, ha affermato Senik, sottolineando che qualsiasi riduzione della velocità di rete incide sulla capacità dell’Ucraina di intercettare i bersagli aerei russi. “Al momento la situazione è migliorata rispetto a due giorni fa, ma si registrano ancora fluttuazioni nella velocità. Siamo in attesa di chiarimenti da parte del Pentagono e di SpaceX per sapere se il problema sia stato risolto e se il servizio sia stato pienamente ripristinato”.

Il 18 ottobre Zelensky torna alla carica dichiarando a NBC che “le restrizioni imposte al sistema satellitare Starshield sarebbero state decise da SpaceX, la società di Elon Musk, in seguito a un “messaggio del governo americano”.

Intervistato sulla possibilità che la decisione sia stata presa direttamente dal presidente Donald Trump o da Musk, Zelensky ha risposto di non saperlo con certezza, ma di ritenere che siano coinvolti “entrambi”.

Zelensky ha confermato che gli Stati Uniti hanno ripristinato la condivisione delle informazioni di intelligence sui missili balistici russi in arrivo, dopo un’interruzione durata diversi giorni che aveva compromesso le capacità di difesa di Kiev. “Siamo molto grati per questo. Ora funziona”, ha dichiarato il presidente ucraino che poi detto di essere stato “molto franco” nei suoi rapporti con Trump. “Forse non è molto educato”, ha spiegato Zelensky, “ma è meglio avere partner del tutto franchi e diretti piuttosto che avere a che fare con degli assassini, anche se questi sorridono”.

Il capo dello Stato ucraino ha infine evidenziato come l’accordo sul diesel raggiunto con la Russia non avrà un “impatto reale” sui prezzi del petrolio negli Stati Uniti, dato che il loro aumento è causato dal blocco dello Stretto di Hormuz, e non dalla situazione in Ucraina. “Non conosco tutte le ragioni per cui il presidente Trump stipula accordi del genere”, ha dichiarato Zelensky.

Lo stesso giorno il segretario di Stato americano Marco Rubio ha liquidato il caso Starshield criticando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha accusato gli Usa ed Elon Musk di aver oscurato il sistema satellitare militare legato alla rete Starlink.

“Starlink è un prodotto commerciale, d’accordo? E quindi viene regolamentato e gestito come un prodotto commerciale”, ha premesso rispondendo ai giornalisti.

“Starshield, invece, è un prodotto per la difesa, un prodotto militare. Come ho detto, è un sistema utilizzato dalle nostre forze armate, dalle forze armate degli Stati Uniti. Al momento non è disponibile per l’Ucraina e la questione è in fase di valutazione. Si sta discutendo proprio ora di come gli ucraini vorrebbero utilizzarlo”, ha spiegato.

Quando gli è stato chiesto di commentare le parole di Zelensky, che aveva parlato di “atto deliberato” per l’oscuramento della rete, Rubio ha risposto: “Beh, non so che cosa abbia detto Zelensky. Non sono sicuro che Zelensky sappia di cosa sta parlando, ma non è stato fatto deliberatamente. Noi non c’entriamo nulla. Non risulta che gli Stati Uniti, ne’ nessun altro, abbiano ordinato di ridurre la velocità di Starlink. E’ successo, per così dire, ma, a quanto mi risulta, il servizio è stato ripristinato. E’ tornato ai livelli precedenti. Questo, però, riguarda Starlink. Gli ucraini utilizzavano Starlink per i loro droni“.

Riguardo a Starshield, il segretario di Stato ha spiegato che “è oggetto di un contratto con le forze armate statunitensi. Non ha nulla a che vedere con l’Ucraina. So che l’Ucraina vuole accedere a Starshield. Al momento, però, non ne dispone. Ha chiesto di potervi accedere per condurre attacchi in profondità all’interno del territorio russo. Ma in questo momento non ha accesso al sistema. Si tratta di due prodotti diversi”.

Eppure le fonti ucraine hanno parlato di Starshield come già in uso alle proprie forze armate.

Sempre il 18 ottobre il primo ministro della Lituania, Mindaugas Sinkevicius, ha dichiarato che c’è “probabilmente” la Russia dietro un tentativo di incendio ai danni di un’azienda lituana che ospita apparecchiature Starlink e dispone di “nove antenne satellitari per garantire la connessione Starlink, il che ovviamente sostiene e aiuta l’Ucraina”, ha spiegato, e “si è trattato chiaramente di un tentativo di sabotaggio o di diversione, poiché assistiamo al ripetersi di azioni simili in tutta Europa. È evidente che ciò fa parte della guerra ibrida condotta dalla Russia, che comporta atti di sabotaggio”.

Il 19 ottobre Zelensky ha denunciato nuovamente limitazioni nell’uso dei sistemi satellitari Starlink e Starshield al fronte: rallentata la logistica in prima linea e compromessa la caccia ai droni russi a getto. “C’è stato un rapporto separato dal Comandante in Capo delle Forze Armate dell’Ucraina sulle informazioni ricevute dalle unità che utilizzano i servizi Starlink/Starshield. Purtroppo, abbiamo stabilito che l’equipaggiamento smette di funzionare a velocità di 130-161 chilometri all’ora in vari settori del fronte” ha scritto su X.

“Questo sta rallentando la nostra logistica di prima linea e limitando l’uso di vari tipi di droni, in particolare droni d’attacco a medio raggio e intercettori di Shahed a getto. Questo deve essere sollevato di nuovo con i nostri partner a ogni livello oggi – la velocità conta quando si tratta di proteggere vite. Ringrazio tutti coloro che stanno aiutando”, ha aggiunto.

Il 20 ottobre Marco Rubio ha definito “scandaloso” sostenere che gli ucraini muoiano perché gli Stati Uniti non condividono con Kiev informazioni di intelligence. “Ho sentito una persona vicina al governo ucraino sostenere che lì la gente muore perché gli Stati Uniti negano loro delle informazioni. E’ scandaloso. E’ oltraggioso. Semplicemente non è vero. Non corrisponde al vero”, ha detto il segretario di Stato. “Tutto ciò che il dipartimento della Difesa ha fatto e sta facendo per l’Ucraina rimane invariato. Non è cambiato nulla. Non esiste alcuna direttiva politica deliberata volta a danneggiare l’Ucraina”.

Il 21 ottobre il Wall Street Journal accusa Elon Musk di aver disposto il rallentamento di una versione di Starlink di livello militare utilizzata dall’Ucraina; una decisione che ha scatenato il panico a Kiev e confusione all’interno dell’amministrazione Trump, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi e persone informate sui fatti.

Il giornale spiega che sia Musk che il presidente Trump hanno espresso risentimento nei confronti dell’Ucraina per gli attacchi sferrati nelle ultime settimane contro le raffinerie di diesel russe; attacchi che, secondo il presidente, sarebbero la causa dell’elevato costo dell’energia. La scorsa settimana, stando a quanto riferito, Musk ha imposto un limite alla velocità di connessione dei dispositivi ucraini alla rete satellitare, rendendo di fatto inutilizzabili alcuni droni offensivi e droni intercettori.

Mentre «alcuni funzionari statunitensi hanno affermato che Musk ha agito in modo unilaterale e che Trump non ha impartito alcun ordine specifico di ritorsione contro l’Ucraina… una persona informata sui fatti ha riferito che Musk ha parlato con diversi alti funzionari dell’amministrazione, incluso Trump, prima di imporre il nuovo limite di velocità» riferisce il WSJ.

Lo stesso giorno la Commissione europea ha invitato SpaceX, il gruppo di Elon Musk, a “ripristinare con urgenza” il pieno accesso dell’Ucraina al servizio di comunicazione satellitare Starlink.

Il 22 ottobre Elon Musk sembrava aver riattivato Starshield in seguito all’articolo del Wall Street Journal secondo cui il presidente statunitense aveva richiesto personalmente la rimozione delle restrizioni. Il quotidiano ha osservato che diversi funzionari ucraini e statunitensi hanno riscontrato un miglioramento nelle prestazioni della rete.

Il 23 ottobre l’Ucraina ha lamentato il persistere di limitazioni dichiarato al sistema di comunicazioni satellitari militari Starshield gestito da SpaceX.

“Questa mattina stiamo riscontrando nuovamente casi di perdita di segnale. Al momento, non vi è alcuna conferma che le restrizioni siano state rimosse”, ha riferito alla stampa una fonte del Ministero della Difesa ucraino.

L’Ucraina cerca peraltro alternative alla dipendenza dal sistema satellitare a bassa orbita statunitense sta valutando, insieme alle aziende finlandesi Nokia e Iceye, lo sviluppo di un sistema di comunicazioni satellitari sotto il proprio controllo. Le due società hanno firmato una lettera d’intenti con il ministero della Difesa ucraino, secondo quanto riportato in un comunicato congiunto.

La collaborazione si inserisce in una partnership annunciata all’inizio di ottobre dalle due aziende, con l’obiettivo di sviluppare sistemi di comunicazione ad alta velocità in orbita bassa. I Paesi utilizzatori potrebbero possedere e gestire direttamente i satelliti, le infrastrutture terrestri e i terminali, così da garantire la continuità delle comunicazioni anche in caso di interruzioni delle reti terrestri. I primi lanci del programma Nokia-Iceye sono previsti per il 2028 ma non è stata annunciata una tempistica specifica per la realizzazione del progetto in Ucraina.

Il 24 ottobre Reuters rende noto che ben prima della limitazione dell’accesso militare ucraino al sistema di comunicazioni satellitari di Elon Musk, le amministrazioni Biden e Trump avevano più volte chiesto a SpaceX di attivare o disattivare il servizio Starlink in vari paesi.

Lo hanno riferito sei ex alti funzionari statunitensi a conoscenza della questione. Durante la presidenza Biden, le richieste includevano la disattivazione del servizio per impedire alle milizie filo-iraniane in Yemen e Libano di utilizzare Starlink per comunicare, e l’attivazione del servizio per fornire accesso a Internet in Iran e in Ucraina a supporto delle rispettive forze armate, hanno affermato quattro degli ex funzionari. Analogamente, l’amministrazione Trump chiese a Musk, Ceo di SpaceX, di rendere il servizio disponibile in Iran in seguito agli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele del 2025 e del 2026, nella speranza di potenziare l’accesso a Internet e le comunicazioni per i manifestanti antigovernativi, secondo quanto riferito a Reuters da un ex alto funzionario dell’amministrazione Trump e da una persona a conoscenza dei fatti.

Le richieste rivolte a Musk sia durante l’era Biden che durante quella Trump, scrive Reuters, dimostrano uno stretto rapporto in cui le amministrazioni statunitensi si affidano, in misura senza precedenti, a un’azienda del settore privato per contribuire all’attuazione della politica estera.

Negli anni precedenti, Musk si era mosso per limitare l’accesso dell’Ucraina a Starlink. Nel 2022 Musk ordinò al personale di SpaceX di interrompere la copertura di Starlink nelle aree che l’Ucraina stava cercando di riconquistare, una mossa che sorprese i funzionari della Casa Bianca.

Secondo quanto affermato da cinque ex funzionari, l’amministrazione Biden si è talvolta affidata a Musk per l’attuazione delle proprie politiche. Secondo quanto affermato dai funzionari dell’amministrazione Biden, questi ultimi si sono coordinati con SpaceX per contrastare gli avversari degli Stati Uniti interrompendo il servizio e per aiutare gli alleati ampliando la disponibilità di Starlink.

Hanno aggiunto che le discussioni tra il governo e SpaceX, a cui di solito partecipavano funzionari del Pentagono e della Casa Bianca, si concentravano spesso sull’impedire a gruppi come gli Houthi, legati all’Iran, nello Yemen e Hezbollah in Libano, di utilizzare i terminali Starlink. Nell’ottobre del 2023, durante gli scontri tra Israele e i militanti di Hezbollah nel Libano meridionale, i funzionari dell’intelligence informarono la Casa Bianca che individui legati a Hezbollah avrebbero potuto avere accesso ai terminali Starlink.

Cinque funzionari, inoltre, nutrivano preoccupazioni simili riguardo agli Houthi in Yemen nel 2024, durante una campagna aerea statunitense contro il gruppo legato all’Iran. In entrambi i casi, l’amministrazione ha contattato SpaceX chiedendo di identificare i terminali e di disattivarli. Almeno alcuni dei terminali sono stati disattivati, hanno affermato due dei funzionari.

In serata Zelensky ha annunciato il ripristino di Starlink ripristinato alla velocità richiesta. “La cosa più importante oggi è che le operazioni di Starlink e Starshield sono state ripristinate ai livelli di velocità che avevamo prima di tutte le restrizioni. Le velocità sono ora tornate ai livelli necessari. Il ripristino è iniziato durante la notte e, già’ questa mattina, le velocità erano sufficienti per utilizzare questo servizio di comunicazione.

Questa mattina, il ministro della Difesa ucraino Yevhenii Khmara ha presentato un rapporto. Abbiamo effettuato dei test: Starlink e Starshield funzionano”, ha concluso Zelesnky ringraziando “tutti gli americani e tutti i nostri partner che hanno preso la questione seriamente e ci hanno aiutato concretamente“.

Lo stesso giorno Elon Musk ha difeso Starlink sostenendo che SpaceX abbia fatto “di gran lunga” più di qualsiasi altra azienda privata per difendere il Paese, accusando al contempo l’Ucraina di utilizzare la tecnologia in violazione dei suoi termini di servizio “per uccidere persone. L’uso di Starlink, un servizio commerciale civile, per attacchi offensivi con droni per uccidere persone non è mai stato consentito, né dovrebbe esserlo“, ha scritto Musk su X, sostenendo che Kiev avesse violato i termini di utilizzo del servizio di Starlink.

“Quella scappatoia è stata chiusa la scorsa settimana” ha detto specificando che Starshield è un sistema diverso controllato dal governo degli Stati Uniti: “Quello che decidono di fare spetta a loro. Se Starlink venisse disattivato, la linea del fronte ucraino crollerebbe immediatamente. Questa NON è una minaccia, è semplicemente una constatazione di fatto”, ha aggiunto, sempre su X.

Musk ha affermato che Starlink è stato cruciale all’inizio della guerra perché era l’unico mezzo di comunicazione che non poteva essere “distrutto o disturbato dalla Russia. SpaceX ha fatto di gran lunga di più per difendere l’Ucraina di qualsiasi altra azienda privata sulla Terra – ha sostenuto.

“Detto questo, non ho altro che disprezzo totale per i malvagi guerrafondai, esibizionisti di virtù, che spingono per massacri senza fine e non offrono alcuna soluzione realistica al conflitto”.

L’intervento di Musk è interessante per almeno due ragioni: accusa Kiev di aver usato impropriamente Starlink e di averne ora impedito l’uso “offensivo” ma al tempo stesso attribuisce al Pentagono la fornitura all’Ucraina del servizio offerto da Starshield, sistema militare che Rubio dice essere in dotazione solo alle forze statunitensi.

Foto Casa Bianca

 

 

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