Le intese energetiche tra USA e Russia raggiungono l’Alaska

ANSA – Una compagnia energetica americana intende acquistare tecnologia russa e utilizzarla per accedere a un’enorme riserva di gas naturale in Alaska, liquefarla ed esportarla verso i paesi alleati all’estero.
Ma a quanto pare l’azienda non è un’impresa interamente americana. Il progetto multimiliardario ha ricevuto finanziamenti segreti dalla stessa potente azienda russa che avrebbe dovuto fornire la tecnologia, secondo quanto affermato dal dirigente del settore energetico che fino al mese scorso guidava la società statunitense e altre due coinvolte nelle trattative.
Lo scrive il New York Times. Il presidente russo Vladimir Putin ha discusso il piano il mese scorso con gli inviati di pace del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, secondo quanto riferito da persone a conoscenza dei negoziati. Si tratta di uno di una serie di accordi energetici che, secondo i funzionari della Casa Bianca, potrebbero contribuire a distendere i rapporti con Mosca e, in definitiva, ad aprire la strada alla fine della guerra in Ucraina. Joel Riddle, che è stato amministratore delegato della società Polar LNG fino alle sue dimissioni a settembre, ha affermato di essere stato tratto in inganno riguardo alle fonti dei finanziamenti iniziali, che apparentemente provenivano da una società negli Emirati Arabi Uniti.
Invece, ha detto Riddle, la vera fonte di almeno una parte dei fondi di Polar LNG era Novatek, un colosso energetico russo soggetto a sanzioni parziali da parte degli Stati Uniti. “Non solo è illegale, ma non è nemmeno nell’interesse degli Stati Uniti che la tecnologia russa controlli la commercializzazione del gas artico nel North Slope”, ha dichiarato Riddle.
L’iniziativa, scrive inoltre il Financial Times, è stata avviata con il coinvolgimento di Gentry Beach, un investitore legato alla famiglia di Donald Trump. Polar LNG, società da 25 miliardi di dollari, era stata lanciata a marzo con l’obiettivo di riutilizzare un terminale di gas di Novatek, parzialmente costruito, per l’installazione in Alaska.
La società aveva richiesto l’autorizzazione alle autorità statunitensi preposte alle sanzioni presso il Dipartimento del Tesoro per negoziare con il gruppo russo, ma non aveva ancora ricevuto l’approvazione. Riddle ha dichiarato al Ft di aver scoperto che Novatek stava già finanziando l’iniziativa e dirigendone le operazioni prima ancora che fossero ottenute le necessarie autorizzazioni.
Si è dimesso a settembre, seguito da quasi tutto il team dirigenziale, tra cui il direttore finanziario Dan Chandra, il vicepresidente esecutivo Jim Smith e il responsabile delle operazioni Jody Trantham.
Fonte: ANSA
Immagini: DepositPhotos.com
RedazioneVedi tutti gli articoli
La redazione di Analisi Difesa cura la selezione di notizie provenienti da agenzie, media e uffici stampa.






