Consegnati nuovi Sukhoi Su-57M ai reparti di volo russi

Le Forze Aerospaziali russe (VKS) hanno recentemente ricevuto una nuova partita di caccia multiruolo di quinta generazione Sukhoi Su-57 (indicati anche nella versione ammodernata come Su-57M), caratterizzati da una configurazione tecnica aggiornata.
Come evidenziato da Rostec nel proprio comunicato stampa – «I velivoli che escono oggi dai reparti di produzione differiscono dagli aerei dei tempi dell’inizio della cosiddetta ‘Operazione Militare Speciale’ [in Ucraina n.d.r.]. In questo periodo il Su-57 ha attraversato una lunga evoluzione. Il caccia si sviluppa e si ammoderna anche tenendo conto della ricca esperienza del suo impiego nelle azioni di combattimento».

L’analisi dell’aspetto visivo e delle dotazioni hardware mostra modifiche sostanziali ma mirate. Benché i filmati diffusi da UAC e Rostec siano stati opportunamente sfocati e censurati per proteggere i dettagli, un’osservazione attenta della parte frontale rivela un cambio nella configurazione dei portelli tecnici e l’introduzione di due nuove “placche”, verosimilmente luci di bordo per facilitare il volo e il rifornimento in condizioni notturne.
La riorganizzazione dei portelli si lega alla suite avionica del velivolo basata sulla tecnologia cosiddetta “pelle elettronica” (o smart skin), dove i sensori e le antenne radioelettroniche sono integrati direttamente nella struttura della fusoliera e delle ali.
In merito ai miglioramenti prestazionali e operativi, il Mag. Gen. dell’aviazione Sergey Lipovoy ha spiegato al quotidiano Vzglyad che i velivoli differiscono qualitativamente dalle versioni precedenti grazie all’incremento del raggio d’azione, all’ampliamento della portata del controllo radar dello spazio aereo e all’installazione di moduli avanzati di guerra elettronica (EW) e ricognizione elettronica. Il Generale ha dichiarato: – «Si tratta di missili aria-aria ammodernati, oltre che di bombe aeree guidate (KAB) perfezionate che si sono dimostrate efficaci. Inoltre, l’arsenale comprende missili aria-superficie capaci di colpire grandi bersagli d’area e terrestri.»
Lipovoy ha inoltre dettagliato le funzionalità della contromisura elettronica: – «Essi consentono di creare interferenze e rendere più difficile il rilevamento del mezzo da parte dei radar nemici. Un’altra serie di soluzioni tecniche e caratteristiche rimane per ora segreta.»
A livello di rilevamento il caccia beneficia di un nuovo radar rivolto verso la superficie terrestre in grado di individuare ed effettuare l’identificazione precisa di obiettivi puntiformi a grande distanza come carri armati, capisaldi, veicoli blindati o pezzi d’artiglieria. Sul fronte della difesa passiva e dell’optronica i sensori ultravioletti standard 101KS-U del sistema 101KS “Atoll” cedono il passo a una versione aggiornata con canale a infrarossi, distinguibile per la lente più grande in germanio monocristallino.

Questa tecnologia supera il tracciamento UV poiché rileva i missili antiaerei e aria-aria a contrasto termico sia a distanze maggiori, sia in avverse condizioni meteo, tracciando non solo la fiamma del motore ma anche il riscaldamento aerodinamico della fusoliera. Tale capacità risulta particolarmente rilevante per agganciare i missili a lungo raggio Meteor, dotati di statoreattore a getto continuo, che Kiev pianifica di ricevere.
Dal punto di vista della gestione tattica e dei dati, i nuovi canali di comunicazione integrati nella fusoliera sono progettati per interagire direttamente con i mezzi d’attacco guidati (come le munizioni della famiglia S-71) e per porre le basi all’operatività congiunta con i droni da combattimento Sukhoi S-70 “Okhotnik”.
Nonostante questi passi avanti, l’evoluzione del velivolo è tuttora in corso e lo sarà chiaramente negli anni a venire. Tra i prossimi sviluppi previsti figura l’adozione dei propulsori di seconda fase “Izdeliye-30” (AL-51F1) con ugelli piatti e di terza fase “Izdeliye-177”, pensati per aumentare la spinta, la velocità di crociera supersonica e ridurre la segnatura radar e termica. Come ha sintetizzato il Generale Lipovoy nel sottolineare il carattere provvisorio dell’attuale assetto: – «La zona dell’Operazione Militare Speciale è un ottimo poligono per i test delle dotazioni: nella pratica si rilevano le sfumature, si conduce un ammodernamento tempestivo e si tengono in considerazione le osservazioni e i desideri del personale di volo in base all’evolversi della situazione.»
Foto UAC
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.







