Missili da crociera SCALP EG e Kh-35 per i Rafale e i Mig-29M egiziani

In occasione del 94° anniversario della Egyptian Air Force (EAF), celebrato lo scorso 14 ottobre, il Ministero della Difesa egiziano ha diffuso alcuni video ufficiali che mostrano due nuovi sistemi d’arma aviolanciabili in dotazione ai caccia Rafale e MiG-29M2.
Nello specifico, un Rafale equipaggiato con un missile da crociera “SCALP-EG” (armamento già anticipato da Analisi Difesa nel 2018) è stato ripreso presso la base aerea di Gebel el-Basour, identificata dall’autorevole testata Jane’s. Per dovere di cronaca va ricordato che nel febbraio 2021 un ordigno di questo tipo era già apparso in un filmato ufficiale durante un’esercitazione congiunta franco-egiziana, ma non installato a bordo del velivolo.
Lo “SCALP-EG” (noto nel Regno Unito come “Storm Shadow”) è un missile da crociera aria-superficie a lungo raggio sviluppato da MBDA per attacchi di precisione contro bersagli strategici e infrastrutture fortemente difese. Vola a velocità subsonica e a bassissima quota seguendo il profilo del terreno, sfruttando la sagoma stealth e la ridotta segnatura radar per eludere le difese aeree nemiche. La navigazione si avvale dell’integrazione tra sistemi INS, GPS e TERPROM, combinati nella fase finale da un sensore a infrarossi con riconoscimento delle immagini che assicura un’elevata accuratezza.

Dotato di testata penetrante a doppio stadio BROACH, risulta particolarmente efficace contro bunker, centri di comando e ponti. La versione standard supera i 500 km di portata, mentre la documentazione tecnica del produttore indica per le varianti da esportazione un peso di 1.300 kg, una lunghezza di 5,1 metri e una gittata dichiarata di oltre 250 km.
Per quanto riguarda il missile impiegato dal MiG-29M2 “Fulcrum”, Jane’s ha evidenziato che la presa d’aria accorciata corrisponde a quella di un Kh-35U modernizzato, classificando l’esemplare osservato come la versione da esportazione Kh-35UE. Già nell’ottobre 2021 il Ministero della Difesa egiziano aveva pubblicato il filmato del lancio di un Kh-35 (Codice NATO: AS-20 “Kayak”) da un MiG-29M2, ma la qualità delle immagini non aveva permesso di identificare con certezza il modello.
Secondo i dati di Rosoboronexport, il Kh-35UE è un missile da crociera antinave tattico a corto-medio raggio di fabbricazione russa, versione ammodernata e destinata all’esportazione del noto Kh-35E. Progettato per ingaggiare un’ampia gamma di bersagli – dalle motovedette veloci ai trasporti, fino ai caccia navali e a determinati target terrestri – il Kh-35UE offre un’elevata flessibilità d’impiego che ne consente il lancio da unità navali, batterie costiere e velivoli ad ala fissa o rotante.
Durante il volo verso l’area del bersaglio, il missile naviga a velocità subsonica mantenendosi a bassissima quota sul livello del mare (sea-skimming) per sfuggire ai radar avversari. La versione UE introduce un motore a turbogetto perfezionato che estende la gittata a circa 260 km, oltre a un sistema di guida aggiornato che integra navigazione inerziale, GPS/GLONASS e un cercatore radar attivo-passivo ad altissima resistenza alle contromisure elettroniche. Il missile presenta un peso al lancio di 550 kg e adotta una testata ad alto esplosivo a penetrazione e frammentazione da 145 kg.
Si tratta, almeno per la flotta di MiG-29M2, di un ulteriore ampliamento delle capacità d’attacco, che segue l’integrazione mostrata nel 2018 dei missili aria-superficie Kh-31 (codice NATO AS-17 “Krypton”).
I MiG-29M e la relativa versione biposto M2 rappresentano una profonda ed evoluta riprogettazione del classico MiG-29 (pur affiancata più di recente dal nuovo MiG-35, presentato a inizi 2017). Questa variante vanta modifiche strutturali alla cellula che ne incrementano la capienza carburante e l’autonomia, oltre all’adozione dei turbofan RD-33MK dotati di sistema FADEC, spinta maggiorata e una vita operativa estesa a 4.000 ore.
La dotazione tecnologica include comandi di volo fly-by-wire, avionica aggiornata con radar Pulse-Doppler “Zhuk-ME”, sonda per il rifornimento in volo, glass cockpit con display multifunzione a colori, sensore IRST OLS-UEM e pod di puntamento PPK con termocamera TV e telemetro laser per l’impiego di munizionamento guidato. L’impianto difensivo è completato dal sistema di contromisure elettroniche (ECM) MSP, sviluppato dall’Axel Berg Central Research Institute.
Foto Ministero Difesa Egiziano
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.







