Le mani di Trump sul petrolio iraniano. Gaiani a Liberti Media

Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, inizia il processo di blocco per tutte le navi in entrata e in uscita dallo Stretto di #Hormuz. Parola del Presidente USA Donald #Trump che, archiviato il fallimento del vertice di pace ad Islamabad, rilancia subito con la chiusura dello stretto. Perché questa mossa? E ancora: quali conseguenze può avere nell’immediato?
Ne parliamo qui su #libertimedia in questa puntata di Guerra e Pace 2.0 insieme al direttore di Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani che sottolinea subito come Trump abbia cambiato radicalmente strategia dopo aver addirittura immaginato una sorta di joint venture proprio con l’#Iran per gestire il pedaggio per il passaggio delle navi da Hormuz. E invece, poche ore dopo, ha tuonato minacciando il blocco navale che sta prendendo forma proprio in queste ore mentre i colloqui di pace ad Islamabad sono naufragati.
Lo abbiamo detto più volte: da Hormuz passa il 20% dell’energia mondiale. E chiudere (o anche solo destabilizzare) questo tratto di mare significa far schizzare il prezzo del petrolio e mettere sotto pressione l’Europa e soprattutto la #Cina. Non a caso Gaiani sottolinea come questa scelta ponga Trump contro tutti. Non solo contro i suoi nemici storici, bensì contro altre potenze mondiali.
Ma il punto, come rileva il direttore di Analisi Difesa, riguarda soprattutto il petrolio iraniano. Già, perché sembra che gli Stati Uniti puntino a questo obiettivo, replicando in qualche modo l’operazione venezuelana. Gli Stati Uniti pretendono che l’Iran rinunci alla capacità di missili balistici a medio raggio, quelli che possono raggiungere Israele per intenderci. Poi c’è l’aspetto che riguarda l’export petrolifero: il petrolio iraniano, sotto sanzioni, viene venduto in #yuan proprio come avveniva in Venezuela dove oggi, invece, viene scambiato in dollari.
L’ipotesi è che vogliano fare la stessa cosa, solo che in Iran il regime non è cambiato, sebbene Trump continui a sostenere questa tesi e non si capisce bene perché. Questa è una possibile spiegazione della rischiosissima operazione di blocco annunciata dagli USA.
L’intervista a Liberti Media è stata realizzata nella tarda mattinata del 13 aprile.
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