La “Vision 2030” di Elettronica

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Il primo decennio del secolo ha costituito un importante periodo di sviluppo del Gruppo Elettronica che, anticipando le esigenze del mercato, ha visto da una parte ampliare la propria attività nel settore della Guerra Elettronica all’intero spettro elettromagnetico e dall’altra allargare la propria presenza a livello internazionale così come nazionale con crescente credibilità, competitività e primaria espressione del ‘Made in Italy’ nel settore Aerospazio e Difesa

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I significativi sviluppi tecnologici ed importanti mercati che il gruppo Elettronica sta presidiando nonché gli importanti programmi che vedono coinvolta l’azienda guidata dall’ingegner Enzo Benigni (nelle foto a lato), come il programma per lo sviluppo a lungo termine delle capacità del velivolo da combattimento Eurofighter Typhoon, e la potenziale partecipazione al programma Tempest per un velivolo di sesta generazione, sono stati al centro dell’incontro con la stampa specializzata dell’inizio anno a cui ha partecipato anche Analisi Difesa.

L’Italia e l’Europa continuano ad essere i mercati di riferimento tradizionale e stiamo guardando con molta attenzione all’evoluzione del modello europeo della Difesa. Continuiamo a seguire i programmi europei già in essere e quindi quelli strategici quali l’Eurofighter, FREMM e l’NH-90 ma anche i nuovi programmi che verranno lanciati, primo fra tutti il Tempest. Quest’ultimo rappresenta la grande occasione per partecipare ad un progetto di così ampio respiro che è importante sia dal punto di vista dalla difesa ma anche per sottolineare la sovranità tecnologica italiana”, ha rimarcato Domitilla Benigni, (nelle foto qui sotto) COO (chief operating officer/direttore generale) di Elettronica.

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Elettronica ormai da anni ha intensificato il suo sforzo sull’estero con un’intensa attività di ‘business development’ e l’apertura di nuovi uffici di rappresentanza a Singapore, in India, UAE, Qatar e più recentemente a Bruxelles proprio per monitorare l’evoluzione del nuovo Modello di Difesa Europea. “Quest’intensa attività ha portato Elettronica ad avere un portafoglio ordini molto consistente, con un backlog di quasi 800 milioni di euro a fine 2019”, ha evidenziato Paolo Izzo, da qualche mese nominato Chief Sales Officer di Elettronica.

Lo sforzo di business development è chiaramente appoggiato anche su nuove soluzioni e nuovi prodotti di ELT, fra cui il nuovo sistema anti-drone Adrian, il nuovo Tactical EW System (TEWS) per attività di sorveglianza dei confini e degli spazi aerei che si basa sull’integrazione di sistemi ELINT, COMINT e Jamming, i nuovi sviluppi per l’impiego a bordo di piattaforme subacquee pilotate e non, senza dimenticare la nuova linea di prodotti di Cyber EW, le attività di training e simulazione della EW Academy e tutte le attività legate al Customer Service che seguono la consegna dei prodotti.

“Questa complessità ed ampiezza di portafoglio prodotti che risulta più variegato rispetto al decennio scorso, richiede non solo un dominio tecnologico di altissimo livello ma anche un ammodernamento nei processi industriali legati ai nuovi paradigmi della digitalizzazione, che ha portato il gruppo al progressivo rinnovamento dei laboratori e delle infrastrutture produttive con un investimento di rilievo che si aggiunge ai fondi impegnati nella ricerca e sviluppo”, ha sottolineato Domitilla Benigni.

Per assicurare il presente e futuro posizionamento fra i player leader del settore, in aggiunta all’ampliamento della propria presenza a livello internazionale, Elettronica sta quindi operando su tre direttrici, ed in particolare su quella tecnologica, di massimizzazione dell’efficienza dei processi aziendali e di rivoluzionamento a livello di prodotto.

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“Elettronica deve essere sempre in anticipo rispetto ai trend tecnologici per cercare di anticipare quali sono le minacce future. Questo grazie all’importante sforzo nella ricerca e Sviluppo (Research & Development) che si avvicina ai 10 milioni di euro, a cui si aggiungono tutti i costi non ricorrenti che sono all’interno dei singoli contratti. Tale attività serve per ampliare la visione sulle nuove tecnologie abilitanti, attività che portiamo avanti in collaborazione con le università e con i centri tecnologici di eccellenza nazionali, fra cui le università di Roma Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, ma anche per esempio la scuola Sant’Anna di Pisa, l’università Federico II di Napoli e la stessa Luiss a Roma per tutta una serie di corsi per il management aziendale. Non stiamo soltanto parlando di Elettronica ma anche di CY4GATE che ha firmato un partenariato guidato dalla Sapienza per la costituzione di un Competence Center in ambito Cyber Security. L’azienda si affida e collabora con le istituzioni università e centri di eccellenza per la ricerca o ‘scouting’ di tutte le nuove tecnologie abilitanti, a cui segue un’attività interna di riduzione dei rischi o ‘de-risking’ con investimenti per creare nuovi prodotti e funzioni”.

Il gruppo è poi impegnato nell’efficientamento dei processi aziendali a cui è collegato un importante cambiamento. “Elettronica è sempre stata fino a pochi anni fa una ‘fornitrice di sistemi’ o ‘equipment supplier’: ora stiamo ampliando questa offerta perché vogliamo come peraltro già siamo diventati in diversi casi ‘solution provider’ quindi non solo apparati ma anche di soluzioni. Questo comporta non soltanto un ampliamento del portafoglio prodotti e delle funzioni introdotte ma anche la gestione ed installazione di sistemi di altri player a livello mondiale.

A questo s’aggiunge l’importante allargamento e consolidamento di un portafoglio prodotti e funzioni completamente indipendente da limitazioni export che non siano quelle delle autorità governative italiane o dettate da accordi internazionali (es: ITAR FREE), che offre una libertà tecnologica ma anche di mercato senza precedenti. Questo ci consente fra l’altro di garantire quel supporto logistico immediato che spesso in passato è stato negato per vincoli di export, in modo da offrire ai nostri utilizzatori o potenziali clienti tutto il supporto nell’arco dell’intera vita operativa del prodotto”, spiega il COO di Elettronica.

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A livello di prodotti, Elettronica sta lavorando a sistemi non più federati ma al concetto di funzioni integrate (all-in-one) che comporta non soltanto la realizzazione di nuovi prodotti ma che porta anche a nuovi modelli di concezione e progettazione di questi ultimi. Elettronica ha già abbracciato tale rivoluzione con prodotti come la suite Virgilius e la sua evoluzione Zeus grazie ai quali la medesima risorsa hardware raccoglie più funzioni come la capacità di sorveglianza, analisi e difesa elettronica, incrementando al tempo stesso l’efficacia e le prestazioni del sistema.

“Non si progetta più l’apparato ma si parte dalla funzione d’uso dell’apparato e la sua integrazione per il controllo di diversi sensori e sistemi. Questo cambiamento nella progettazione porta a sistemi più compatti dal punto di vista dimensionale ed al potenziamento delle prestazioni e della flessibilità grazie allo sfruttamento ed all’implementazione delle funzioni basate su software anziché hardware (‘software defined’), ma al tempo stesso a tutta una serie di problematiche tecniche, chiaramente dettate dalla miniaturizzazione. Esistono limitazioni tecniche a cui si lavora per il loro superamento grazie a trend tecnologici che porteranno a sistemi molto diversi da quelli attuali.

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Nel frattempo, Elettronica sta allargando le capacità dei propri prodotti integrati multifunzionali, lavorando all’integrazione funzionale del radar ed in particolare delle capacità offerte dai sistemi con antenna a scansione elettronica attiva in particolare quale fonte jammer in supporto alla guerra elettronica, come la soluzione offerta dal sistema integrato radar/EW dei Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA) ed all’integrazione funzionale di capacità cyber. I nuovi progetti di sistemi EW saranno basati sempre più su questa impostazione architetturale che un numero limitato di player a livello mondiale è in grado di offrire, garantendo all’Italia una sovranità nazionale e quindi un posizionamento del paese e della propria industria nei contesti internazionali.

 

Le nuove tecnologie

“Il dominio dello spettro elettromagnetico e quindi le operazioni su quest’ultimo o Electromagnetic Sprectrum Operations (ESO) rappresentano la nuova frontiera della Guerra Elettronica”, ha affermato l’ingegner Daniela Pistoia, Corporate Chief Scientist di Elettronica, introducendo l’argomento. Lo spettro elettromagnetico rappresenta la risorsa pregiata che tutti vogliono utilizzare e dominare e quindi non si tratta soltanto di limitare l’utilizzo che l’opponente fa di quest’ultimo dominio come nel caso più tradizionale del disturbo radar ma anche e soprattutto delle comunicazioni attraverso cui transita l’informazione e quindi la necessità non soltanto d’intercettare ma anche disturbare e manipolare queste ultime.

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Per assolvere a tali requisiti, il Gruppo Elettronica ha sviluppato nuovi prodotti integrati multifunzionali che come è stato evidenziato incontrano le limitazioni di carattere dimensionale, prestazionale e di consumo per essere impiegati anche da piattaforme con un carico pagante limitato come i velivoli a pilotaggio remoto o autonomi nonché per applicazioni specifiche, come nel caso delle piattaforme subacquee anche in questo caso sia pilotate che non. “È qui che avviene in aiuto la tecnologia. Quest’ultima per noi è un mezzo non un fine ovviamente. È il veicolo attraverso cui Elettronica si è imposta a livello globale e che permette a quest’ultima di presentarsi sui mercati internazionali come solution provider” aggiunge l’ingegner Pistoia.

Dal punto di vista tecnologico, Elettronica è perfettamente inserita nei trend europei e mondiali, in virtù non soltanto alla partecipazione come abbiamo detto a gare in tutto il mondo ma anche progetti di ricerca tecnologia, a partire da quelli europei, in cui il gruppo è anche leader, così come sta concorrendo o è nella fase negoziale per parteciparvi.

“A questi tavoli di ricerca tecnologica, come la Maritime Surveillance, l’Electronic Attack, la Self-Protection ed il Cyber attack, Elettronica partecipa o concorre con gli altri big del settore “perché da questi consessi verranno definiti i requisiti dei sistemi futuri”, ha evidenziato la Pistoia.

Le tecnologie a cui Elettronica sta lavorando guardando al futuro vengono suddivise in due grandi famiglie: ‘disruptive’ e ‘innovative’. La differenza sta nel grado di maturità di queste ultime: quelle ‘innovative’ sono sufficientemente mature e quindi robuste da poter essere inserite in un contesto industriale, ma al tempo stesso richiedono un processo di acclimatamento da parte dell’utilizzatore finale, sia dal punto di vista delle competenze che delle infrastrutture. Quelle ‘disruptive’ sono quelle che hanno ancora un basso grado di maturità, tale da non poter essere inserite in un contesto industriale, ma sono quelle che cambieranno in modo radicale la concezione e l’aspetto fisico dei futuri sistemi EW.

Nell’ambito delle tecnologie innovative, Elettronica sta perseguendo l’intelligenza artificiale o artificial intelligence (AI) che rappresenta il classico esempio di una tecnologia che comporta un cambio di ‘mindset’ anche da parte dell’utente. “Si tratta di una tecnologia che sviluppiamo internamente, sfruttando la ricerca di base che viene svolta con network di università e centri di eccellenza che ci supportano. Elettronica dispone di un team all’interno che sviluppa l’applicazione dell’intelligenza artificiale e che ben presto avrà a disposizione un laboratorio dedicato, di prossima inaugurazione”.

Accanto alla tecnologia cosiddetta ‘intangible’ quale quella IA, Elettronica sta lavorando a quelle legate o applicabili all’hardware che il gruppo italiano compra off-the-shelf sul mercato oppure fa realizzare fuori su progettazione specifica interna. Si tratta di tecnologie all’avanguardia come la generazione di potenza sia in radiofrequenza e quindi la componentistica al Nitruro di Gallio (GaN) che in campo elettrottico come nel caso del Quantum Cascade Laser (QCL). Per quanto riguarda i fornitori si parla dell’europea UMS (United Monolithic Semiconductors) nel caso della fonderia per i semiconduttori, e di società francesi per quanto riguarda la componentistica QCL.

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Un altro pacchetto tecnologico che Elettronica ha già applicato alla più recente famiglia di sistemi RWR/ESM/ELINT SISPROS è rappresentato dalle tecnologie di ‘trasformazione digitale’ dei sistemi EW in complessi ‘software defined’.

Ciò grazie principalmente alla digitalizzazione del segnale il più vicino possibile all’antenna con l’introduzione di componenti di conversione analogico-digitale ad alta frequenza di campionamento, tanto alta da consentire di campionare tutta la banda di frequenza che interessa, senza dover utilizzare il microonde come facciamo adesso. La famiglia dei sistemi SISPROS ha rappresentato un vero e proprio laboratorio dove queste tecnologie sono state applicate, assicurando la realizzazione di prodotti ITAR free.

L’applicazione di queste ultime tecnologie ai propri prodotti non ha soltanto consentito di realizzare prodotti software-defined ma anche user-defined grazie alla possibilità di personalizzare alcune parti funzionali in base alle richieste dei potenziali clienti. In pratica tali tecnologie consentono a Elettronica di avere un ruolo più incisivo come solution-provider e di soddisfare i potenziali clienti più evoluti nell’utilizzo di certe tecnologie.

Infine, il gruppo italiano sfrutta le tecnologie cosiddette SWAP (Size Weight And Power) per ridurre le dimensioni, i pesi, i consumi energetici dei prodotti, favorendone l’installabilità anziché guardare al potenziamento delle prestazioni. Queste tecnologie hanno avuto un forte impulso con l’esplosione dei sistemi non pilotati ed autonomi, dove le limitazioni all’installazione rappresentano una sfida rispetto a quelle pilotate per le ridotte capacità energetiche ed i ridotti ingombri e pesi a disposizione. Una sfida che ha richiesto uno scouting tecnologico di rilievo grazie al forte supporto delle università italiane, trovando elevata competenza ed innovazione in Italia in termini di materiali ed applicazioni di soluzioni che vengono da mondi non tipicamente militari ma di consumer, come per esempio le tecnologie di raffreddamento di un laptop che sono state mutuate ed applicate ai sistemi avionici.

Un campo che ha portato all’istituzione di un premio innovazione da cui sono venute importanti novità ed un più stretto rapporto con il settore universitario a vantaggio reciproco e dell’ecosistema che si è creato. Come anticipato le tecnologie cosiddette ‘disruptive’ sono quelle che non sono ancora mature per poter essere inserite in un contesto industriale, ma sono quelle che dobbiamo seguire perché cambieranno radicalmente i nostri sistemi.

“Parliamo di quantum computing o tecnologie per elevate capacità di calcolo in ridotti spazi, e di quelle che usano la fotonica invece della radiofrequenza per fare quelle che oggi fanno le componenti a microonde”- precisa l’ingegner Pistoia.

“Anche in quest’ultimo caso la tecnologia è un mezzo perché l’elemento che contraddistingue il nostro lavoro e le nostre capacità sono l’algoritmica e quindi lo sviluppo delle funzioni, attività che viene sviluppata internamente e ‘fatta atterrare’ nell’ambito della tecnologia che sarà pronta nel momento che il prodotto sarà in sviluppo”.

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Nell’ambito dello sviluppo dei nuovi prodotti e soluzioni, il coinvolgimento dell’end-user o utilizzatore finale è sempre più richiesto sia da parte di Elettronica che di quest’ultimo. Essendo l’utilizzatore finale diventato sempre più esigente e capacità di gestire le più recenti tecnologie, Elettronica ha lavorato per dotarsi dei mezzi necessari affinché l’end-user vengo coinvolto nella definizione delle roadmap evolutive delle soluzioni richieste in modo da comprendere in anticipo che cosa è richiesto e come è possibile soddisfare tali richieste. In questo modo vengono ridotti i tempi di sviluppo delle nuove soluzioni e si ha una migliore comprensione dei desiderata dei diversi clienti perché ciascuno di questi ultimi ha una propria dottrina d’impiego sia a livello strategico che tattico.

Per assicurare l’efficienza applicativa, Elettronica si è dotata di strutture di simulazione come il BattleLab che sfruttano le capacità di elaborazione delle informazioni e di calcolo interne per mostrare al cliente che cosa può fare la soluzione richiesta e comprendere meglio fin dall’inizio se i requisiti posso essere soddisfatti in base alle esigenze del cliente e con la partecipazione del medesimo fin dall’inizio dello sviluppo.

Un esempio su tutti: il sistema anti-drone oggi non ha ancora una dottrina specifica di forza armata. La minaccia è in evoluzione rapida quindi la soluzione deve essere altrettanto rapida, sperimentata e soltanto con un’interazione con il cliente è possibile soddisfare tale esigenza.

In generale non abbiamo bisogno soltanto di interpretare quello che dice il bando di gara ma di inserirlo in un contesto di scenario operativo e per questo è necessario il confronto con il cliente. Si è invertito il ciclo: prima bisogna declinare il requisito operativo poi si pensa alla soluzione tecnica che sarà corrispondente alle esigenze con il confronto fornitore di soluzione-utilizzatore. L’esempio vincente per Elettronica e pensiamo l’Aeronautica Militare è stato il DIRCM in cui è stata messa a fattor comune la visione tecnologica dell’azienda con la visione applicativa del cliente finale per sviluppare un prodotto che rispondesse alle esigenze operative coniugando le tempistiche di messa in servizio con lo sviluppo tecnologico presente e futuro.

 

Nuovi prodotti

In occasione dell’incontro stampa, il Corporate Chief Scientist di Elettronica ha rivelato che l’azienda ha sviluppato e lanciato con successo sul mercato grazie ad un primo cliente, la nuova famiglia di sistemi TEWS (Tactical EW System). Si tratta di complessi SIGINT/EW da impiegare nell’ambito del sistema integrato di difesa aerea che forniscono un supporto alla rete di sorveglianza radar provvedendo al controllo dello spettro elettromagnetico per la ricerca di segnali emessi dall’avionica di piattaforme aeree pilotate e non che entrano nello spazio aereo protetto, la loro identificazione ed ingaggio per impedire o limitare la capacità della piattaforma che se ne serve di portare a termine la missione assegnata.

Parliamo di sistemi RESM/CESM/RECM/CECM shelterizzati, montati su diverse piattaforme ad alta mobilità a seconda della missione portata a termine e gestiti attraverso un centro mobile di comando e controllo che s’integra con il sistema C4I della Difesa aerea. In pratica i sistemi RESM sorvegliano lo spettro elettromagnetico sulle frequenze d’interesse ed una volta individuate i segnali legati alla minaccia, quelli RECM/CECM provvedono al disturbo selettivo di tali segnali come quelli utilizzati dai radar multifunzionali, sistemi di navigazione (come quelli GPS), identificazione e comunicazione nonché datalink per la trasmissione/ricezione dati fra velivoli e sistemi d’arma o ricognizione.

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Il management di Elettronica ha rivelato di avere un cliente di lancio estero del prodotto che non è stato divulgato ma che ha già ricevuto il primo di un numero non precisato di sistemi a fine del 2019. Nel frattempo, Elettronica procede con l’attività legata alla qualificazione della famiglia di sistemi SISPROS che, come rimarcato dalla Corporate Chief Scientist di Elettronica, non rappresenta soltanto la nuova generazione di sistemi RESM/RWR ma anche un laboratorio di sviluppo di nuove capacità e funzioni.

Come già anticipato da Analisi Difesa, la famiglia di sistemi SISPROS è stata sviluppata per soddisfare stringenti requisiti legati a dimensioni, pesi e consumi elettrici ridotti, al fine di poter essere impiegati a bordo di piattaforme sia pilotate che non. La famiglia SISPROS comprende sia un sistema modulare RESM che un sistema RWR più compatto la cui attività di qualifica in volo dovrebbe iniziare nel primo trimestre del 2020 per completarsi entro la fine di quest’anno.

La nuova famiglia di sistemi SISPROS rappresenta anche la base per la nuova generazione di sistemi SIGINT, sempre di più utilizzati da piattaforme non pilotate. Elettronica già dispone della famiglia di sistemi RESM/CESM ELT 1000/1001 e relativi sistemi di disturbo di ridotte dimensioni per l’impiego a bordo di piattaforme senza pilota di UAV tattici di classe 2 con un’apertura alare di 4 metri ed un carico pagante di 20 kg. Queste piattaforme operano insieme coordinando l’attività di sorveglianza ed inganno in quanto per esigenze operative i rispettivi sistemi devono operare su mezzi diversi.

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Elettronica sta inoltre lavorando al concetto di mutua protezione nell’ambito di una stessa formazione di piattaforme aeree, ma tale concetto può essere anche applicazione al settore navale ampliando la sorveglianza e protezione contro minacce aeree e missilistiche oltre l’orizzonte radar delle navi di una formazione, grazie all’impiego coordinato di elicotteri e UAV.

I sistemi datalink esistenti come il Link 11/22 e Link 16 non sono adatti per lo scambio d’informazioni EW perché necessitano di diversa messaggeria, elevata capacità di trasmissione su bande diverse dello spettro utilizzato, semplicità d’impiego e bassa osservabilità per ottemperare ai requisiti stealth della nuova generazione di velivoli da combattimento. Elettronica sta lavorando all’impiego dei propri sistemi di difesa/disturbo EW, in particolare i sistemi che sfruttano la tecnologia delle antenne a scansione elettronica attiva dei jammer per trasmettere e ricevere dati secondo brevi intervalli ripetuti e con il direzionamento delle comunicazioni in modo da ridurre la probabilità d’intercettazione.

Si parla dell’impiego di tecnologie già utilizzabili con Elettronica che già propone il data link EW quale funzionalità aggiuntiva al proprio sistema EW integrato Virgilius.

Con il lavoro di ricerca già svolto, un dimostratore in laboratorio sarà pronto quest’anno, mentre per realizzare un prodotto finito secondo le stime di Elettronica saranno necessari due anni dalla firma del contratto con il cliente interessato. Attività che potrebbe avere importanti sviluppi ed essere messa a disposizione dei programmi LTE Typhoon e Tempest.

“Procede inoltre l’importante attività nel settore dei sistemi antidrone, per il quale risultano trattative con almeno due o tre clienti stranieri”, ha sottolineato Paolo Izzo.

Nel settore navale, Elettronica sta lavorando a contratti e di supporto a clienti come il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti ma sta lavorando anche su altri mercati che si sono aperti o potrebbero aprirsi nel Golfo, Mediterraneo, Asia e Sud America, senza dimenticare le importanti possibilità che potrebbero aprirsi a Singapore ed in Giappone con il supporto del Sistema Paese o con le proprie forze, mentre Elettronica guarda a potenziali ulteriori programmi in India ed a nuove occasioni in Canada.

 

Il mercato

La strategia messa in atto da Elettronica nell’ultimo decennio ha dato i suoi frutti. “Nel 2019 il volume degli ordini acquisiti è stato superiore del 30% rispetto al budget. Questo risultato conferma il trend di continua crescita nell’ultimo decennio”, ha detto Domitilla Benigni.

“Se consideriamo il triennio come periodo di riferimento, notiamo che all’inizio dell’ultimo decennio, dal 2010 al 2012, avevamo un volume ordini pari a 484M€ mentre alla fine del decennio, dal 2017 al 2019, siamo passati ad un volume pari a 737M€, con un incremento del 52%”, ha continuato Giovanni Zoccali, VP e capo delle vendite per L’Europa e Consorzi.

Elettronica ha raggiunto tali risultati grazie da una parte all’ingresso su nuovi mercati strategici (quali NATO, Germania, Qatar, Centro Intelligence Interforze) e dall’altra grazie alla diversificazione della tipologia dei prodotti venduti (JEWCS, BattleLab, Anti-Drone, DIRCM navale). “Le sfide di mercato dei prossimi anni saranno impegnative ma nello stesso tempo fondamentali per confermare il posizionamento ELT sui mercati nazionali, europei ed internazionali” ha sottolineato Zoccali.

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“Per il successo, Elettronica punterà ad un significativo risultato a livello tecnico che si traduce nella capacità di produrre soluzioni ad elevato livello di sviluppo tecnologico (TRL, Technological Readiness Level) in tempi ridotti e adattive per supportare future evoluzioni del sistema, con una continua attività di ricerca e sviluppo tecnologico; strategico grazie alla capacità di stabilire cooperazioni industriali vincenti in aree strategiche; procedurale grazie alla capacità di finalizzare la trasformazione digitale dei processi con una organizzazione che sfrutti le peculiarità della ditta in termini di dimensioni e know-how”, ha evidenziato ancora Zoccali.

Per raggiungere l’obiettivo, Elettronica punterà principalmente su alcuni settori dove è in grado di offrire le eccellenze che l’hanno contraddistinta negli ultimi anni: “quello navale con la soluzione integrata RESM-RECM che sfrutta tutta l’esperienza dei programmi Orizzonte, Fremm e PPA; quello elicotteristico con il nuovo DIRCM basato su tecnologia QCL-Quantum Cascade Laser, tutta la famiglia di prodotti di ultima generazione che vanno dal RWR all’ESM/ELINT, in una architettura completamente integrata e gestita dall’EW Manager.

Tale soluzione è in corso di qualifica sulla piattaforma AW-101 in dotazione all’Aeronautica Militare Italiana e se si eccettuano alcune suite EW di velivoli dell’US SOCOM, si tratta della più completa e sofisticata suite integrata per una piattaforma a livello mondiale. A questi s’aggiunge quello dei sistemi anti-droni (sia in ambito militare che civile/duale), il settore cyber e, ovviamente, il settore dei fighter di nuova generazione”.

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Secondo quanto dichiarato dall’esponente di Elettronica, quest’ultima “vuole confermarsi leader nazionale e player internazionale in ambito EW per il Mid-Life Upgrade dell’Eurofighter Typhoon ed il futuro caccia di sesta generazione. Oltre a essere Design Authority (insieme a Leonardo) dell’attuale sistema di autoprotezione Praetorian del Typhoon (oggi venduto in 623 esemplari), da quando è nato il programma, cioè da 30 anni, Elettronica è anche responsabile della Direzione Tecnica del Consorzio EuroDASS, per cui ci viene riconosciuta una leadership tecnico-tecnologica-sistemistica nel sistema di autoprotezione avionico del programma europeo più vincente di sempre”.

“Elettronica ha un ruolo da protagonista nel nuovo programma Long Term Evolution (LTE) del Typhoon, che ha l’obiettivo di mantenere il caccia europeo ad un elevato livello operativo fino al 2050. L’evoluzione della piattaforma per rispondere alle nuove esigenze di un mondo che cambia geopoliticamente e tecnologicamente, va di pari passo con l’evoluzione del suo sistema di autoprotezione Praetorian (eVo) che, tra l’altro, è il complemento naturale per il nuovo radar a scansione elettronica attiva (AESA)”, continua Zoccali.

Elettronica considera questo un mercato di lancio per soluzioni basate su un approccio architetturale rivoluzionario, che costituirà un importante “ponte tecnologico” e funzionare da “laboratorio” per la realizzazione dei futuri sistemi aeronautici di sesta generazione. “Si stima un mercato nel periodo 2025-2040 caratterizzato da elevati volumi commerciali. In tali programmi ELT vuole giocare un ruolo da leader, portando in “dote” l’elevato CRL (Credibility Readiness Level) di una ditta che opera esclusivamente nel settore EW da quasi 70 anni, l’esperienza di circa mezzo secolo in tutti i più importanti programmi di cooperazione europea, l’innata propensione ad essere “visionari”, non lasciandosi frenare dai limiti tecnologici del momento ma proiettandosi nel futuro con l’immaginazione che deriva dalle lessons learned e dalle milestones che hanno caratterizzato la storia di Elettronica”.

Lo sguardo al futuro imminente e quindi alla partecipazione dell’Italia al programma Tempest nonché alla volontà di Elettronica di essere parte di questa fondamentale cooperazione internazionale, ha spinto il COO di Elettronica a rimarcare l’importanza del settore della Guerra Elettronica per il posizionamento strategico autonomo del Paese.

“I Paesi che dominano le tecnologie di punta, tra le quali possiamo senz’altro annoverare quelle relative all’EW, hanno sicuramente una posizione di vantaggio nei tavoli dove vengono decise le strategie internazionali a livello politico-militare. Nel caso italiano credo possa costituire un indubbio vantaggio avere una ditta nazionale come Elettronica che sviluppa queste soluzioni e che quindi garantisce la necessaria flessibilità per seguire l’evoluzione dei requisiti della Difesa. Penso che questo peso strategico valga di più del semplice valore economico della guerra elettronica, ad esempio nell’ambito di una piattaforma come il Typhoon.

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Parliamo quindi di scelte politiche, ma al contempo anche di posizionamento strategico e la politica in questo caso è strettamente legato con la strategia industriale della nazione. La volontà politica di mantenere certe capacità in ambito nazionale significa anche poter guardare ad una strategia di lungo termine ed evitare di avere quel gap tecnologico di diversi anni che non si recupera più. Noi siamo pronti ed a disposizione delle scelte del Governo, della politica. I prossimi mesi saranno fondamentali per capire il posizionamento dell’Italia e noi saremo a supporto del Paese”, ha rimarcato Domitilla Benigni.

“Ma a prescindere dal Tempest, noi siamo qua con la nostra roadmap tecnologica e studiamo che cosa servirà a tutte le piattaforme di nuova generazione. Se poi come tutti ci auguriamo l’Italia deciderà di agire da protagonista ed agganciare l’occasione ‘fantastica’ offerta dal programma Tempest, noi siamo pronti con le nostre capacità tecnologiche ed investimenti. Noi siamo molto ottimisti che tale decisione venga presa”, ha aggiunto il COO di Elettronica.

UK and Italian industry to partner on Tempest

Quest’ultima ha rimarcato il fatto che più partner si siederanno al tavolo del nuovo programma, più spazi d’attività ci saranno per le aziende di settore coinvolte come Leonardo UK, Saab e la stessa Elettronica.

“Se la splendida occasione del programma Tempest non si materializzerà, ma sono fiduciosa al riguardo, Elettronica sta comunque lavorando per offrire una propria suite EW sul mercato dei velivoli da combattimento di nuova generazione, così come sta lavorando ad ampliare la propria gamma di prodotti e mercati”, ha detto Domitilla Benigni rimarcando come Elettronica sia da una parte impiegando risorse interne pari a circa il 5% del proprio fatturato – superiore al livello medio in ambito difesa – a cui vi sono d’aggiungere i costi non ricorrenti legati ai contratti e i fondi di ricerca e sviluppo a livello nazionale come la Legge 808 ed il Piano di Ricerca Nazionale Militare (PRNM) per offrire sul mercato internazionale nell’ambito del Sistema Paese o da sola prodotti e capacità all’avanguardia.

“Oggi circa il 50% dei nostri contratti e ritorni economici viene dal settore EW legato alle piattaforme aeree, circa il 40% dal settore navale e circa il 10% dal settore terrestre. Quest’ultimo, nell’ambito del quale viene inserito la capacità anti-drone, è in crescita mentre la Cyber è trasversale e ricompresa nei diversi settori, escludendo l’attività di C4YGATE da aggiungersi a tali settori e ritorni”, ha concluso Paolo Izzo.

 

 

Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).

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