Haftar annuncia la riattivazione di missili balistici tattici Scud B

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La notizia è tutta da confermare e potrebbe rientrare nella logica propagandistica che punta a rinnovare il prestigio e la forza del feldmaresciallo Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), specie in una fase di difficoltà politica della Cirenaica in seguito alle contestazioni popolari che hanno portato alle dimissioni del premier Abdullah Thani.

Pur con questa premessa la notizia che l’LNA ha messo in servizio missili balistici R-17 (Scud B) di fabbricazione sovietica e già appartenuti all’esercito di Gheddafi merita una certa attenzione.

La notizia è stata annunciata dal portavoce dell’LNA, il colonnello Ahmed al Mismari (nella foto sotto), citato dalla stampa russa e ripreso in Italia dall’Agenzia Nova.

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“Gli ingegneri dell’LNA sono riusciti a far funzionare alcuni dei missili R-17 consegnati in Libia ai tempi dell’Unione Sovietica”, ha dichiarato Misnari secondo quanto riferito dall’agenzia russa Ria Novosti.

Mosca ha consegnato circa 200 missili R-17 alla Libia di cui la metà attualmente si troverebbe “in magazzini nell’est del paese” mentre altri sono stati impiegati o distrutti.

Durante il conflitto del 2011 le forze dio Gheddafi impiegarono almeno una mezza dozzina di SS-1C Scud B contro i ribelli lanciandoli per lo più da Sirte. L’abbattimento di uno di questi missili da parte di una nave statunitense nel Golfo della Sirte non è mai stato confermato.

Il missile a combustibile liquido ha un raggio d’azione di 300 chilometri, una testata esplosiva da 985 chili e una precisione non accurata con un margine di errore che può arrivare a 900 metri.

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Il ripristino degli Scud B da parte dell’LNA può avere un valore militare limitato ma può esprimere un rilevante deterrente sul fronte che va da Sirte alla base aerea di al-Jufra dove le forze dell’LNA e dei contractors russi della società Wagner sarebbero in grado con questi missili di colpire il porto e l’aeroporto di Misurata controllati da forze militari turche che al  omento non sembrano disporre in Libia di difese aeree con capacità di contrasto ai missili balistici.

Considerare le pessime condizioni di manutenzione e conservazione degli arsenali libici è possibile ipotizzare che il ripristino dell’efficienza di queste armi sia stato determinato dall’intervento di tecnici russi specializzati (probabilmente alle dipendenze della Wagner) che nei mesi scorsi avrebbero ripristinato missili antinave P-15 e antiaerei SA-3 e Buk ma anche molti tank, veicoli blindati e sistemi d’artiglieria tutti acquisiti dalla Libia durante il regime di Muammar Gheddadi.

 

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