La penetrazione jihadista nell’India Meridionale

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Le autorità di Nuova Delhi esprimono preoccupazione per la crescente presenza di cellule jihadiste dello Stato Islamico e di al-Qaeda nell’India Meridionale.

Come riporta Asia News ieri la National Investigation Agency (NIA) ha arrestato nove membri di al-Qaeda, tutti originari del Bengala Occidentale: sei di loro sono stati presi in un raid coordinato da Murshidabad mentre gli altri tre sono stati arrestati a Permbavoor (Ernakulam) in Kerala (nelle foto, alcuni degli arrestati).

Tre giorni prima il ministero degli Interni ha messo in luce l’attivo coinvolgimento di membri dello Stato Islamico negli Stati del Sud India, compresi Kerala e Karnataka. Le agenzie per la sicurezza dello Stato, confermano che ormai molti individui si sono aggregati al gruppo in Stati quali Kerala, Karnataka, Telegana, Andhra Pradesh, Maharashtra, Tamil Nadu, Bihar, Rajasthan, West Bengal, Uttar Pradesh, Madhya Pradesh, Jammu-Kashmir.

La NIA ha registrato 17 casi legati alla presenza di membri dello Stato Islamico in Telegana, Kerala, Andhra Pradesh, Karnataka e Tamil Nadu e ha arrestato 122 persone. Solo in Kerala lo Stato Islamico conterebbe anche su 21 ragazze cristiane, arruolate attraverso il cosiddetto “love jihad”, convertite all’Islam dai fidanzati e potenzialmente impiegabili per attentati suicidi.

Una pratica denunciata falla Chiesa Siro-malabarese i cui vescovi hanno messo in guardia la popolazione e soprattutto le famiglie cristiane del Sud India sul fenomeno che il governo del Kerala tende a negare o sminuire. Secondo un recente rapporto dell’Onu sarebbero circa 150-200 gli aderenti allo Stato Islamico nel Sud India, in particolare in Kerala e Karnataka.

 

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