Israele consegna la prima batteria di Iron Dome all’US Army

Veicolo ad alta mobilità con lanciatoredelsistemaIronDomeperlUSArmy_MinisterodellaDifesaisraeliano (002)

La Israel Missile Defense Organization (IMDO) della Direzione Ricerca & Sviluppo del Ministero della Difesa israeliano (Directorate of Defense R&D, DDR&D) ha consegnato la prima delle due batterie del sistema missilistico Iron Dome all’US Army. La simbolica cerimonia si è tenuta il 30 settembre in Israele presso la linea di produzione dell’Iron Dome, sviluppato e prodotto dal gruppo israeliano Rafael Advanced Defense Systems.

L’evento si è tenuto in presenza dei Ministri della Difesa e del Commercio Israeliani, Benny Gantz e Amir Peretz, del responsabile del DDR&D, Dani Gold e del responsabile dell’IMDO, Moshe Patel, insieme al Presidente di Rafael Dott. Uzi Landau e dell’a.d. Yoav Har-Even.

Parte integrante del sistema di difesa aerea e missilistica di Israele comprendente anche i sistemi David’s Sling, Arrow 2 ed Arrow 3, l’Iron Dome è stato specificatamente sviluppato dal Ministero della Difesa e dall’industria israeliani per la protezione di area popolate e siti strategici contro il lancio simultaneo e multiplo di razzi, colpi d’artiglieria e di mortaio, di giorno e di notte in tutte le condizioni meteo.

Come ha rimarcato il responsabile dell’IMDO Moshe Patel, Iron Dome ha salvato la vita a migliaia di persone (in Israele) con oltre 2.400 intercettazioni ed un rateo di successo molto elevato dalla sua entrata in servizio nel 2011.

Guidata dalla società Rafael e condotta in un poligono nella regione meridionale di Israele, la recente campagna di tiri reali ha dimostrato le capacità di una versione avanzata del sistema Iron Dome in una varietà di scenari che hanno simulato “le minacce future che il sistema potrebbe affrontare”, anche se in proposito non sono state fornite ulteriori informazioni.

Iron Dome delivery (002)

Nell’Agosto del 2019 Il Governo statunitense su mandato del Congresso ha siglato un accordo con quello israeliano per l’acquisizione di due batterie del sistema Iron Dome destinate ad assicurare una capacità d’ingaggio della minaccia rappresentata dai missili da crociera quale soluzione interim mentre l’US Army continua a sviluppare il programma IFPC Increment 2 (Indirect Fires Protection Capability Increment 2) destinato all’acquisizione di un sistema destinato non soltanto a fronteggiare la minaccia rappresentata dai missili da crociera ma anche velivoli senza pilota, razzi, colpi d’artiglieria e mortai.

La prima batteria viene consegnata quindi a un anno di distanza dal contratto per l’acquisizione, mentre la seconda seguirà alla fine del 2020, come ha rilevato lo stesso responsabile dell’IMDO. Lo scorso inizio agosto un velivolo da trasporto civile è atterrato in Israele con un carico di mezzi ad alta mobilità in servizio con l’US Army e destinati ad accogliere le componenti della prima batteria del sistema missilistico.

In questa occasione, il gruppo americano Raytheon Technologies e il gruppo israeliano Rafael Advanced Defense Systems hanno annunciato di aver creato la joint-venture Raytheon Rafael Area Protection Systems per la realizzazione del sistema Iron Dome negli USA presso un sito la cui locazione verrà divulgata entro la fine dell’anno.

Lo stabilimento realizzerà i sistemi Iron Dome, i sistemi di lancio e l’intercettore Tamir nonché il missile SkyHunter, versione americana del Tamir. Gli Stati Uniti, come evidenzia il Ministero della Difesa israeliano, sono stati un partner nello sviluppo del sistema, e tale attività continua ancora oggi.

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Raytheon ha avuto un importante ruolo e nel 2017 ha proposto insieme a Rafael il sistema SkyHunter sul mercato americano al salone AUSA 2017 dedicato alla sistemistica per l’US Army.

Sia Le Forze Armate statunitensi (Esercito e Corpo dei Marines) che alleate hanno mostrato interesse per un sistema similare, il cui dispiegamento e protezione in contesti come quello Mediorientale è stato spinto più volte dal Congresso americano.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa Raytheon, dieci batterie del sistema Iron Dome proteggono i cittadini e le infrastrutture di Israele, con ciascuna batteria composta da tre a quattro lanciatori fissi, 20 missili Tamir e un radar per la sorveglianza, il tracciamento e l’ingaggio.

Ciascuna delle batterie può difendere fino a quasi 60 miglia quadrate e sono strategicamente posizionate intorno alle città per intercettare le minacce dirette verso aree popolate. Il sistema Iron Dome ignora le minacce in arrivo il cui sistema di comando e controllo stabilisce che atterrino in aree disabitate, riducendo così al minimo i lanci difensivi non necessari, incrementando quindi le capacità e limitando i costi operativi.

“Il sistema Iron Dome che entrerà in servizio con le Forze Armate americane è stato customizzato secondo i requisiti di queste ultime….. ed offrirà le medesime capacità dimostrate nella difesa di Israele”, ha dichiarato Pini Yungman, Rafael Executive Vice President and Head of the Air and Missile Defense Division. “Abbiamo lanciato tale programma con una serie di test e dimostrazione presso il poligono militare di White Sands negli USA.

Fino ad ora abbiamo portato a termine tre dimostrazioni ed abbiamo intercettato i bersagli scelti dall’US Army per l’ingaggio da parte dell’Iron Dome”.

Rafael Advanced Defense Systems è capocommessa per lo sviluppo e la fornitura del sistema Iron Dome, che comprende il sistema radar MMR sviluppato e fornito da Israel Aerospace Industries (IAI) ed il sistema di comando e controllo (BMC) della società mPrest, in aggiunta ai lanciatori per il missile intercettore Tamir. Il sistema è in grado d’ingaggiare e neutralizzare minacce fra i 4 ed i 70 chilometri.

La prima batteria è destinata ad arrivare negli USA a dicembre mentre la seconda seguirà a febbraio 2021, come anticipato lo scorso agosto dal brigadier generale Brian Gibson, direttore dell’Air and Missile Defense Cross-Functional Team dell’US Army. Quest’ultimo ha anche affermato che il sistema Iron Dome, inizierà un’intensa e rigorosa attività di test, addestramento del personale e qualifica che si completerà con un ingaggio reale contro un bersaglio rappresentato da un missile da crociera per ciascuna batteria.

Schieramento componenti batteria Iron Dome perlUSArmy_MinisterodellaDifesaisraeliano (002)

Con il superamento di tale evento, le due batterie entreranno ufficialmente in servizio presso la base di Fort Bliss in Texas, e saranno disponibili per il primo dispiegamento operativo rispettivamente nel settembre e dicembre 2021.

Sebbene il sistema sia molto capace e provato con successo, ha detto il generale John M. Murray comandante generale dell’US Army Futures Command, “l’US Army ha bisogno di prendere in carico il sistema per vedere se è possibile integrarlo nel sistema di Difesa Aerea e Missilistica Integrata (AIAMD, Army Integrated Air and Missile Defense) dell’US Army.

Il Corpo dei Marine ha dimostrato una possibile interoperabilità del sistema con il proprio cluster di sistemi per la difesa aerea, ha sottolineato Gibson ma lo stesso ha anche aggiunto che l’interoperabilità non è la medesima capacità dell’integrazione completa. Il Corpo dei Marine continua a testare e validare le capacità del sistema e intende accelerare tale attività, fondi permettendo.

L’US Army valuterà il sistema insieme ad altri nell’ambito di una campagna dimostrativa delle capacità per l’integrazione quale soluzione del programma IFPC Increment 2 nel terzo trimestre (aprile-giugno) dell’anno fiscale 2021.

Foto Ministero Difesa Israeliao

 

Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).

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