Il ministro francese Parly in Svizzera per sostenere Rafale e SAMP/T

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Il ministro della Difesa francese, Florence Parly, ha sostenuto con forza la candidatura dei cacciabombardieri Dassault Rafale e del sistema missilistico di difesa aerea a lungo raggio Eurosam SAMP/T (nella foto sotto) per il rinnovo dei sistemi di difesa aerea svizzeri, assicurando a Berna la piena sovranità sui sistemi d’arma.

La visita del ministro Parly a Berna, il 22 marzo, giunge non a caso a poche settimane dall’annuncio del governo federale elvetico dei vincitori dei contratti da 6 e 2 miliardi di franchi svizzeri (circa 7,3 miliardi di euro in totale) per i nuovi caccia e i nuovi sistemi missilistici da difesa aerea.

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“So che la Svizzera è molto attaccata al principio di sovranità, in particolare dei dati”, ha sottolineato la signora Parly durante una conferenza stampa con la sua controparte Viola Amherd, prima donna a guidare il dipartimento della Difesa svizzero.

“La Francia si impegna quindi a rispettare la proprietà sovrana dei dati. Per essere chiari, non ci sarà una scatola nera in questi sistemi che saranno sovrani per la Svizzera”, ha detto il ministro francese.

“E quando si acquistano attrezzature per la difesa che, per di più, rimarranno nelle forze armate per molti anni, è molto importante avere piena sovranità sul loro utilizzo, in altre parole non dipendere dall’autorizzazione di un paese terzo per decidere sul suo utilizzo “, ha sottolineato, rivolgendosi ai concorrenti americani (in lizza per questi due contratti con i caccia Boeing F/A-18E/F Super Hornet ed F-35A Lightning II e con i sistema missilistici Raytheon Patriot PAC-3) ed europei (Airbus offre l’Eurofighter Typhoon).

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Il successo del SAMP/T sarebbe gradito anche a Roma poiché il sistema missilistico (che nella nuova versione NG dispone di ottime capacità anche contro i missili balistici a corto e medio raggio) è prodotto dal consorzio italo francese Eurosam composto da Thales, MBDA France e MBDA Italia.

Le intese militari tra Francia e Svizzera riguardano anche l’accesso del governo elvetico alle immagini raccolte dalla nuova costellazione di satelliti francesi CSO-2 (Composante Spatiale Optique) destinati a rimpiazzare i satelliti da osservazione Helios 2.

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Il ministro Parly ha spiegato che la partecipazione svizzera non solo offre la possibilità di ricevere le immagini di cui necessita ma anche di accedere a un ampio database di immagini.

“È la somma di queste due funzioni che offriamo e se guardiamo le cose in modo globale la percentuale di immagini a cui la Svizzera avrà accesso è molto più alta della quota che corrisponde” al suo contributo finanziario (che ammonta a 82 milioni di franchi svizzeri, 75,5 milioni di euro).

Il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati – che rappresenta i Cantoni – hanno adottato il progetto all’unanimità ma il Parlamento deve ancora esprimersi anche se il ministro Amherd si è detta “molto fiduciosa” che darà il via libera.

Foto: Dipartimento Difesa Svizzero, Dassault, MBDA e Thales

 

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