Inizia la produzione in serie delle nuove bombe guidate russe

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L’industria della Difesa russa ha lanciato la produzione in serie di nuove bombe intelligenti K08BE, K029E e KAB-250LG-E che saranno presto consegnate alle Forze Aerospaziali come ha riferito l’Independent Military Review.

La russa Tactical Missiles Corporation avrebbe dunque completato le prove di una nuova famiglia di bombe aeree da 250, 500 e 1.500 kg a seguito di cui sarebbero stati firmati i contratti d’acquisto e conseguentemente avviata la produzione in lotti.

Si tratta di una nuova generazione di bombe intelligenti con capacità e caratteristiche migliorate e realizzate con numerose componenti comuni al fine di semplificarne la progettazione e ridurne i costi.

Delle bombe K08BE (nella foto sotto) e K029E Analisi Difesa riferì già nel giugno del 2019: la prima del peso di 505 Kg è dotata di un sistema di navigazione inerziale corretta dalla guida satellitare Glonass e di una potente testata ad alto esplosivo (HE) del peso di 390 kg, destinata alla distruzione di attrezzature e infrastrutture militari.

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Lunga 2,84 m e con un diametro di 35,5 cm la K08BE può essere lanciata da una quota fino a 14 mila metri e da una distanza massima di 40 chilometri dall’obiettivo. La testata inoltre ha un detonatore intelligente con tre modalità di ritardo di detonazione ed è dotata esternamente di due serie di quattro ali a X di forma trapezoidale poste nella parte centrale e nella parte finale del corpo, con quest’ultime dotate di superfici mobili di controllo.

La bomba K029E è invece progettata per distruggere bersagli di terra e di superficie fortificati. La bomba ha una lunghezza di 5,05 m e un diametro di 40 centimetri, pesa 1525 kg di cui 1010 di testata bellica HE ad alta penetrazione idonea alla neutralizzazione delle costruzioni fortificate in cemento armato.

Può essere sganciata da un’altezza fino a 15 mila metri e colpire da una distanza massima di 50 chilometri. Come per la precedente bomba da 500 kg, anche questa è dotata di un detonatore intelligente con tre modalità di ritardo di detonazione oltre ad utilizzare la guida inerziale e satellitare che gli fornisce una probabilità di errore circolare (CEP) non superiore ai 10 metri.

Progettata per l’aviazione di prima linea, infine, la KAB-250LG-E è lunga 3,2 metri, ha un diametro di 255 mm ed un peso di 256 kg (di cui 165 kg di testata ad alta frammentazione esplosiva e 90 kg di carica esplosiva). La bomba è dotata di testata a ricerca laser (pertanto richiede l’illuminazione del bersaglio da parte del vettore, da un altro aereo o da personale a terra) e può essere sganciata da quote fino a 10 km; possiede un CEP non superiore ai 5 metri, è dotata di tre modalità di ritardo di detonazione ed è utilizzabile contro hardware nemico non corazzato ed edifici fissi non protetti.

Entro la fine dell’anno in corso infine, verrà fornita ai reparti di volo la bomba a grappolo Drel PBK-500U (nella foto d’aperetura) realizzata dalla società russa Basalt; anche questa oggetto di trattazione da parte di Analisi Difesa, la nuova bomba planante a grappolo PBK-500U Drel è un innovativo condensato di tecnologie IR/elettroniche (contromisure) e GLONASS (di guida e localizzazione).

La Drel (“trapano” in russo) sarebbe infatti in grado di planare per circa 30 chilometri e durante il suo tragitto non solo avrebbe capacità di resistenza alle contromisure elettroniche ma – secondo quanto dichiarato dal costruttore – dovrebbe essere invisibile ai radar e consentire al velivolo lanciatore di attaccare al di fuori dalle zone di competenze dei sistemi di difesa aerea nemici.

Annunciata in occasione del Forum Army 2016, la Drel è un’arma aviolanciata sviluppata per la distruzione di veicoli blindati, radar terrestri, posti di comando e unità di sistemi di difesa aerea con elevata precisione ma ad un costo decisamente più basso rispetto a quello di un missile aria-terra. La Drel è dotata di munizione a grappolo che include 15 testate auto-miranti da 15 kg ciascuna e ha un peso totale di 500 chili; nel 2018 è stato inoltre riferito che la nuova arma aviolanciabile dovrebbe equipaggiare anche i caccia di quinta generazione Sukhoi Su-57.

Secondo le dichiarazioni rese dal costruttore è grazie ad un software sviluppato dalla Tecmash Concern che l’arma ha acquisito non soltanto un aumento della precisione balistica ma persino la possibilità di operare in zone disturbate elettronicamente grazie a funzioni di intelligenza artificiali sviluppate dalla Research Institute of Electronic Devices (NIIEP), azienda leader in Russia nella creazione di sistemi di localizzazione nella gamma di onde elettromagnetiche, così come dei computer di bordo e dell’automazione per vari sistemi di armi e attrezzature militari.

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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