Le forze speciali americane tornano a Mogadiscio

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Gli Stati Uniti potrebbero tornare a schierare centinaia di militari in Somalia circa un anno e mezzo dopo il ritiro della gran parte delle forze presenti nel Paese africano ordinato dall’allora presidente Donald Trump. Lo ha rivelato il 16 maggio il New York Times citando ben quattro fonti “vicine alla questione”, il giorno dopo l’elezione da parte del Parlamento del nuovo presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud, già Capo dello Stato tra il 2012 e il 2017.

Il presidente Biden ha firmato un ordine che autorizza il dispiegamento di militari americani in Somalia approvando la richiesta del Pentagono di poter riprendere i raid aerei contro una decina di leader della milizia jihadista al-Shabaab, che controlla diverse aree del Paese.

Tali autorizzazioni sono state confermate da Adrienne Watson, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, che ha definito la decisione una mossa per intraprendere “una lotta più efficace contro al-Shabaab anche nell’ottica di “massimizzare la sicurezza e l’efficacia delle nostre forze e consentire loro di fornire un supporto più efficiente ai nostri partner”.

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Secondo alcune delle fonti anonime rilanciate dal quotidiano il numero degli effettivi pronti a essere inviati in Somalia è di circa 450.

Oggi in Somalia operano solo istruttori militari statunitensi che addestrano le forze armate somale e dei contingenti africani inseriti nella missione dell’Unione Africana (AMISOM) di sostegno al governo di Mogadiscio.

“Il presidente Biden ha approvato la richiesta del Segretario alla Difesa di ristabilire una presenza militare americana persistente in Somalia per consentire una lotta più efficace contro al-Shabaab, che è cresciuto in forza e rappresenta una minaccia maggiore”, ha spiegato un alto responsabile dell’amministrazione al sito di notizie The Hill. “Si tratta di un riposizionamento delle forze già in scena che hanno sempre stazionato dentro e fuori la Somalia in maniera episodica da quando la precedente amministrazione ha preso la decisione di ritirarsi nel gennaio 2021”,

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Un rapporto dell’ONU ha del resto fotografato le peggiorate condizioni di sicurezza in Somalia: “nel 2021 sono state registrate 265 violazioni della sicurezza al mese e come nei periodi precedenti, la maggior parte di queste violazioni sono state perpetrate da al-Shabaab, le cui attività sono aumentate del 17% rispetto al 2020″.

Da quando il presidente Biden è in carica, le forze americane hanno colpito al-Shabaab solo cinque volte: a Galkayo e Galmudung, nel luglio 2021, a Qeycad e Cammaara, nell’agosto dello stesso anno e a Duduble, nel febbraio 2022.

Nei primi mesi del mandato di Trump i raid effettuati dagli statunitensi furono 35.

John Kirby, portavoce del Pentagono, ha dichiarato che questo contingente di forze speciali dovrà “addestrare, consigliare ed equipaggiare le forze partner per fornire loro gli strumenti di cui hanno bisogno per interrompere, degradare e tenere d’occhio l’Al- Shabaab. Le nostre forze non saranno direttamente impegnate in operazioni di combattimento. L’obiettivo è rendere più efficace la lotta delle forze locali contro al-Shabab”.

Foto US DoD

 

 

 

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