Nuovi programmi UE per la Difesa: il ruolo dell’industria italiana

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La Commissione Europea ha annunciato lo scorso 20 luglio di voler procedere con la concessione di un finanziamento complessivo di quasi 1,2 miliardi di euro a sostegno di 61 progetti collaborativi di ricerca e sviluppo nel settore della Difesa selezionati a seguito dei primi inviti a presentare proposte – le cosiddette call – nell’ambito del Fondo Europeo per la Difesa (EDF, European Defence Fund).

Tale finanziamento rappresenta il primo di sette tranche a ciclo annuale (definite Work Programme)  previste dall’EDF ed è la fase finale di un più ampio processo che ha visto un intenso lavoro di preparazione effettuato dalla Direzione Generale per l’Industria della Difesa e lo Spazio (DG DEFIS) della Commissione insieme agli Stati Membri strutturato in diverse fasi dalla definizione delle norme e regolamenti sino a disegnare le singole aree capacitive di interesse europeo e le specifiche call. Questo complesso esercizio è stato di fatto il frutto di una cooperazione governativa come raramente si è vista nel settore della difesa europeo.

In particolare, la punta di lancia nazionale in tale processo è stato il Segretariato Generale della Difesa/Direzione Nazionale Armamenti (SGD/DNA) che per natura istituzionale è l’organo normativamente competente di settore che, a sua volta, ha cooperato alle varie fasi del ciclo annuale di programmazione, contribuendo a livello nazionale all’individuazione dei temi di ricerca e sviluppo, nel processo di armonizzazione delle call nonché nelle attività di comunicazione istituzionale verso il mondo industriale, accademico e della ricerca; il tutto in stretta collaborazione con gli altri enti della difesa, dal Gabinetto del Ministro allo SMD e ovviamente con le industrie nazionali al fine di indirizzare le scelte della commissione verso le esigenze operative nazionali e le competenze ed opportunità industriali italiane.

Nello specifico con le proposte emesse nel 2021 e selezionate per il finanziamento, – con annuncio della stessa Commissione lo scorso luglio -, l’EDF sosterrà progetti capacitivi per la Difesa di alto valore, come la prossima generazione di velivoli da combattimento, veicoli corazzati e unità navali, nonché tecnologie di difesa critiche come cloud militare, intelligenza artificiale, semiconduttori, spazio, cyber o mediche. Inoltre, sosterrà le ‘tecnologie dirompenti’ o ‘disruptive technologies’, in particolare per quanto riguarda le tecnologie quantistiche, i sensori ottici e radar evoluti ed i nuovi materiali, e attingerà ad aziende medio-piccole (PMI o SME, Small-Medium Enterprises) e start-up promettenti.

Gli enti ed uffici della Commissione avvieranno ora la preparazione della convenzione di sovvenzione con i consorzi candidati selezionati. Dopo la positiva conclusione dei preparativi per la convenzioni di sovvenzione e l’adozione di una decisione di aggiudicazione della Commissione, quest’ultima ha annunciato che le convenzioni di sovvenzione saranno firmate entro la fine dell’anno  sempre in stretta collaborazione con le rispettive entità governative competenti che in parallelo predispongono tra l’altro, gli accordi internazionali e i documenti relativi alla sicurezza necessari per il proseguo delle attività.

Il successo, secondo la stessa Commissione, del primo gruppo di call nell’ambito dell’EDF ha confermato che il suo modello, basato su quelli dei due programmi precursori (l’Azione Preparatoria sulla Ricerca in materia di Difesa o “PADR” e il Programma Europeo di Sviluppo Industriale della Difesa o “EDIDP”), è strutturato per raggiungere positivamente i suoi obiettivi, capacità dimostrata dal forte interesse che ha ricevuto da parte dell’industria dell’EU, dalla coperta di quest’ultima sull’intero territorio del Vecchio Continente e dal forte coinvolgimento delle PMI/SME che consentono di rafforza ulteriormente la cooperazione in materia di Difesa a livello EU.

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In particolare, la prima serie di call dell’EDF è stato di grande attrattiva con forte interesse da parte dell’industria dell’UE: un numero record di proposte pari a ben 142 pervenute, che hanno coinvolto grandi industrie, PMI, midcap ed RTO (Research and Technology Organisations), – di gran lunga superiori ai programmi precursori – che coprono tutte le call ed i temi selezionati.

A questi s’aggiunge un’ampia copertura sul territorio del Vecchio Continente con 692 soggetti giuridici provenienti da 26 Stati membri dell’UE e dalla Norvegia che hanno preso parte alle call selezionate. Nell’ambito di queste ultime vi è stato un forte coinvolgimento delle PMI/SME che rappresentano il 43% di tutte le entità nelle call selezionate e che ricevono il 18% del totale dei finanziamenti UE richiesti.

Nell’ambito delle call vi è poi, secondo la Commissione, un buon equilibrio tra ricerca e sviluppo vero e proprio delle capacità: 322 milioni di euro per finanziare 31 progetti di ricerca e 845 milioni di euro per finanziare 30 progetti su larga scala per lo sviluppo di sistemi e tecnologie per le capacità di difesa.

Secondo la Commissione, grazie a tali progetti, viene portato un importante sostegno alle tecnologie dirompenti per la difesa, con oltre il 5% del budget dedicato a finanziare idee rivoluzionarie che porteranno innovazione per cambiare radicalmente i concetti e la condotta dei programmi legati alla Difesa ed una cooperazione rafforzata in materia di Difesa: in media, le proposte selezionate coinvolgono 18 entità provenienti da otto Stati membri dell’UE e dalla Norvegia. Il tutto in linea con le priorità a livello UE ed in particolare con la Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO), con metà delle proposte di sviluppo selezionate che sono legate al contesto di un progetto PESCO.

“I progetti di alta qualità selezionati hanno dimostrato che la cooperazione industriale della difesa in Europa può essere realizzata davvero, e anche su vasta scala. Le quasi 700 aziende che effettueranno ricerca e svilupperanno la prossima generazione di tecnologie di difesa innovative attraverso i fondi dell’UE metteranno in moto una base industriale resiliente e competitiva. Con le PMI che rappresentano il 43% delle entità che partecipano a progetti selezionati, ciò dimostra che il programma del Fondo Europeo per la Difesa coinvolge l’intera catena del valore industriale dell’UE” ha dichiarato la vicepresidente esecutiva, Margrethe Vestager, accogliendo favorevolmente questo importante passo avanti per la cooperazione europea in materia di difesa.

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Gli ha fatto eco Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, il quale ha dichiarato che “con 1,2 miliardi di euro investiti in 61 progetti europei di difesa cooperativa, il Fondo Europeo per la Difesa sta oggi fornendo risultati concreti verso un’industria europea della difesa più integrata che promuova l’innovazione e fornisca capacità all’avanguardia alle nostre Forze Armate. Attraverso l’EDF, la cooperazione europea nella difesa diventa sempre più presente. Si spende meglio spendendo insieme. Ne avvantaggia tutti gli Stati membri e la stessa industria europea della difesa, grande o piccola”.

 

La partecipazione italiana

Nell’ambito delle call selezionate e quindi dei 61 progetti di cooperazione industriale nel settore della Difesa, l’Italia grazie alla collaborazione tra Segretariato Generale della Difesa/Direzione Nazionale Armamenti (SGD/DNA), industria, centri di ricerca ed università partecipa a 36 di questi, posizionandosi in termini di coordinamento dei medesimi dopo la Francia (17) e la Spagna (15), a parità di livello della Grecia e della Slovenia con 5 programmi ciascuno. Germania e Svezia seguono con tre progetti, Belgio con due, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Norvegia e Paesi Bassi con uno.

In particolare l’industria nazionale guida in ordine alfabetico i progetti:

  • ARTURO (Advanced Radar Technology in eUROpe) che vede come coordinatrice Leonardo,
  • EPC (European Patrol Corvette) con coordinatrice Naviris Italy, MOSAIC (Real-time Monitoring and Sampling of CB menaces for improved dynamic mapping of threats, vulnerabilities and response capacities) coordinato dalla Fondazione SAFE,
  • NEUMANN (Novel Energy and propUlsion systeMs for Air dominance) a coordinamento Ge Avio (Avio Aero),
  • NAUCRATES (Microsatellite for Geostationary Orbit Surveillance and Intelligence) guidato dalla società On Air Consulting & Solutions.

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Per quanto riguarda il programma European Patrol Corvette (EPC) conosciuto anche come Modular Multirole Patrol Corvette (MMPC), trattasi di programma coordinato da società binazionale italo-francese in quanto parliamo di Naviris, joint-venture al 50% fra Fincantieri e Naval Group di diritto italiano e sede legale in Italia. Nell’ambito PESCO, la nazione coordinatrice o leading nation è l’Italia, situazione che con la selezione della call da parte di EDF viene anche riconosciuta in quest’ultimo ambito.

Nell’ambito dei diversi programmi, secondo il centro di ricerca indipendente ed il più importante think tank francese in tema di Difesa e Sicurezza, la Fondation pour la Recherche Strategique (FRS), da un’analisi effettuata immediatamente dopo l’annuncio dell’assegnazione dei programmi, la partecipazione italiana comprenderebbe 52 società o PRC (private for profit organisation), 39 SME/PMI, 10 organizzazioni di ricerca (REC, research organisation), 30 enti di educazione secondaria o superiore come le università (HES, Higher and Secondary Education establishment), ed altri soggetti giuridici, quali le NGO (Non-Governmental Organization).

Leonardo è il player industriale europeo, secondo una comunicazione dello stesso gruppo, che si è aggiudicato a questa tornata di call finanziate dall’EU nel 2021 (EDF WP-21) il maggior numero di partecipazioni a progetti di ricerca e sviluppo, 19 in totale di cui 11 di sviluppo capacitivo ed 8 di ricerca.  L’azienda in particolare ha dichiarato, che con il contributo significativo delle società controllate e partecipate dal gruppo e dei Leonardo Labs, si è aggiudicata finanziamenti per attività di ricerca e sviluppo in tutte le 12 categorie a cui ha partecipato, relative ai settori dell’elettronica, velivoli, elicotteri, cyber e spazio, mantenendo la leadership nel coordinamento del programma “Advanced Radar Technology in eUROpe” (ARTURO).

L’Industria italiana partecipa ai principali programmi collaborativi EDF WP-2021 guidando l’appena citato programma ARTURO nel settore della radaristico ed unico del suo genere a questa prima tornata di call cosi come il programma NEUMANN (Novel Energy and propUlsion systeMs for Air dominance), guidato da GE Avio (Avio Aero) nel settore delle nuove e future tecnologie per sistemi di propulsione e produzione energia necessari a far fronte ai requisiti della missione e alle esigenze operative della prossima generazione di velivoli da combattimento, ed il programma European Patrol Corvette (EPC).

Conosciuto anche come Modular Multirole Patrol Corvette (MMPC), a guida Navaris Italy, si tratta dell’unico programma destinato a porre le basi progettuali per la realizzazione di nuova generazione di piattaforme navali per il pattugliamento e combattimento a livello europeo.

A questi s’aggiungono il programma MoSaic (Real-time Monitoring and Sampling of CB menaces for improved dynamic mapping of threats, vulnerabilities and response capacities) guidato dalla Fondazione SAFE ed il programma NAUCRATES (Microsatellite for Geostationary Orbit Surveillance and Intelligence) per quanto riguarda le PMI/SME a guida della società On Air Consulting & Solutions.

L’industria nazionale coordina tre fra i primi 20 programmi EDF che sono destinati a ricevere i più alti finanziamenti da parte della Commissione Europea ed in particolare EPC, NEUMANN ed ARTURO, a cui s’aggiunge nei rimanenti il programma MOSAIC. Nell’ambito dei programmi esclusivamente destinati alle SME, infine vi è NAUCRATES a ricevere il massimo della contribuzione da parte della EU.

Dall’analisi effettuata dalla Fondation pour la Recherche Strategique (FRS) francese delle call e programmi selezionati dalla Commissione Europea, emergerebbe come l’Italia abbia il più alto numero di soggetti partecipanti fra industria (società principali e relative controllate o joint-venture nonché PMI/SME), centri di ricerca (REC) e di educazione secondaria (HES) complessivamente pari a 132, seguita da Francia con 126, Spagna con 121, Germania con 96, Grecia (68), Paesi Bassi (44), Svezia (37), Belgio (34), Norvegia (29), Polonia (25), Portogallo (18) Finlandia (17), Danimarca e Cipro con 15, Slovenia, Estonia e Bulgaria con 13, Repubblica Ceca (12), Romania, Lituania ed Austria (11) ed altre con un numero più contenuto di partecipazione di soggetti come sopra riportati.

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Secondo un grafico schematico allegato all’annuncio da parte della Commissione Europea, una presumibilmente diversa distribuzione delle diverse entità partecipanti, vedrebbe la Francia in prima posizione con 178 entità, seguita dall’Italia con 156, Spagna con 147 e Germania con 113, mentre le altre nazioni avrebbero meno di 100 partecipanti.

Come sopra anticipato, con il più alto numero di soggetti partecipanti in termini di società, SME/PMI, centri di ricerca (REC) ed enti d’istruzione secondaria e superiore (HES), l’Italia e la sua base industriale, secondo la Fondation pour la Recherche Strategique (FRS) francese, avrebbero totalizzato il più alto numero a livello di SME (confrontato con tutte le nazioni partecipanti), seguita dalla Spagna (34), Grecia (35), Francia (26) e Germania (25) ed HES in particolare università di tutto lo stivale italiano con ben 30 soggetti (contro i 10 della Spagna), mentre la Francia si posiziona al primo posto come centri di ricerca o REC con ben 25, seguita dalla Svezia con 16 e dalla Spagna e Germania con 15 e dalla Grecia con 12.

Da un’analisi complessiva dei programmi destinati ad essere sovvenzionati, i soggetti nazionali dell’industria, ricerca ed enti d’istruzione secondaria hanno il più alto livello di partecipazione in termini di entità in ben 8 programmi (NEUMANN, FaRADAI, ADEQUADE, ARTURO, EuroHAPS, NAUCRATES (PMI/SME), MOSAIC, SPRING) con il maggior numero di partecipanti (italiani) nel programma NEUMANN, ben 18 complessivamente fra società, centri di ricerca ed università, mentre in un nutrito numero si pone a pari merito o al secondo posto in termini di partecipazione. La valutazione globale della partecipazione italiana non riguarderà invece i programmi che sono stati selezionati ma che non vedono la contribuzione nazionale, così come l’importanza della partecipazione nei diversi settori, eccetto che per un appunto conclusivo sul programma EU HYDEF (European Hypersonic Defence Interceptor).

 

I programmi

ARTURO

Il programma ARTURO a guida Leonardo, come sopra anticipato è destinato a consolidare tecnologie all’avanguardia, concetti e tendenze emergenti nel campo dei radar, con un’analisi approfondita dei requisiti operativi e delle attuali evoluzioni di minacce e ambienti in vari scenari di impiego militare. Il progetto fornirà una soluzione per soddisfare le future esigenze operative basate sull’uso esteso delle tecnologie emergenti per le tecnologie radar avanzate in Europa.

Con un finanziamento da parte EU massimo di 19 milioni di euro pari al costo stimato totale, il programma della durata prevista di 36 mesi vede una partecipazione nazionale rappresentata da aziende e centri universitari comprendente il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (CNIT), le società Echoes, Rheinmetall Italia e Sentech a cui s’aggiunge l’Università degli Studi di Pavia.

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Le altre società ed enti di ricerca ed universitari europei partecipanti provengono dall’Estonia (Marduk Technologies), Finlandia (Aalto Korkeakoulusaatio, CoreHW), Francia (Thales DMS France), Germania (Hensoldt ed Airbus Defence and Space), Grecia (Satways), Lituania (Baltic Institute of Advanced Technology), Paesi Bassi (Thales Nederland e TNO), Polonia (Pit-Radwar eXY-Sensing sp.zo.o.) Spagna (Indra Sistemas ed Universidad de Sevilla), Svezia (Saab e FOI) e comprendono i principali gruppi dell’elettronica e centri nazionali per la ricerca legati alla Difesa nell’Europa continentale, per un totale complessivo nazionale e comunitario di 23 entità, a dimostrazione dell’importanza del programma, unico nell’ambito delle call selezionate per il settore radaristico in termini di studio ed applicazioni, che mette in evidenza il know-how e le capacità del gruppo italiano in questo delicato settore per la Difesa europea.

Secondo quanto risulta da un’analisi – purtroppo non esaustiva per mancanza di spazio – della ‘call’ ‘EDF-2021-SENS-R-RADAR: Advanced radar technologies’ corrispondente al prescelto programma ARTURO, quest’ultimo dovrebbe puntare allo sviluppo di nuovi concetti, blocchi tecnologici, sottosistemi e/o sistemi al fine di realizzare una nuova classe di sensori con avanzate capacità e caratteristiche in tutti i domini (mare, terra e aria).

Dovrebbero includere radar o sottosistemi radar attivi e passivi, nonché nuove architetture di sistema di componenti hardware e moduli software progettati per consentire la creazione di sensori radar complessi specifici per missioni e soluzioni radar multifunzionali, in conformità con i requisiti e le roadmap dell’Agenda per la Ricerca Strategica Globale (Overarching Strategic Reserach Agenda) dell’Agenzia Europea per la Difesa (EDA) (in particolare le CapTech Radiofrequency Sensors Technologies) ed i risultati già ottenuti (inclusa l’analisi approfondita dei building block tecnologici e le relative roadmap), nonché le precedenti attività finanziate dall’UE.

I risultanti sviluppi dovrebbero essere applicabili in diversi tipi di sistemi radar attivi o passivi (con auspicabile unificazione tra diversi tipi di piattaforme) e dovranno essere in grado di supportare future operazioni militari e far fronte alla nuova generazione di minacce imprevedibili e inimmaginabili.

In aggiunta ad attività volte a sostenere e migliorare le conoscenze e tecnologie in questo settore, come studi preliminari/fattibilità, definizione di CONOPS (concetti operativi), il programma è indirizzato alla progettazione di componentistica e sistemi e sviluppo di tecnologie collegate nonché la definizione delle specifiche tecniche e prove parziali per la riduzione del rischio (risk reduction) in un ambiente rappresentativo a cui dovrebbe essere collegato un piano preliminare (roadmap) per l’utilizzo potenziale nelle successive fasi di sviluppo, con particolare attenzione alle esigenze capacitive degli Stati membri, nonché migliorie alle soluzioni esistenti.

 

NEUMANN

Un altro importante sviluppo a livello europeo coordinato da un’azienda italiana è costituito dal programma ‘Novel Energy and propUlsion systeMs for Air dominance’ (NEUMANN), programma fortemente voluto dal (SGD/DNA)SGD in competizione ad analogo programma francese.

Quest’ultimo mira ad affrontare le tecnologie dei sistemi di propulsione e energia necessarie per un propulsore altamente efficiente, in grado di fornire allo stesso tempo una maggiore produzione di energia elettrica e un maggiore rapporto spinta-peso, necessari per far fronte ai requisiti della missione e alle esigenze operative della prossima generazione di velivoli da combattimento.

Il coordinamento del progetto NUEMANN è stato affidato a Ge Avio (Avio Aero) che proietta la società italiana nell’ambito di uno sviluppo tecnologico e di coordinamento dagli obiettivi particolarmente sfidanti e destinati a costituire la base per futuri sviluppi nel settore della propulsione per velivoli da combattimento.

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Velivoli particolarmente assetati di potenza propulsivo ma anche di energia elettrica per alimentare non soltanto sensori e sistemi di guerra elettronica come i radar multifunzionali AESA con capacità di guerra elettronica e la stessa suite EW, ma anche l’armamento ad energia diretta laser che rappresenta il futuro per la suite protettiva delle piattaforme da combattimento di futura generazione.

Un programma della durata di 38 mesi che prevede un finanziamento massimo EU pari a 48,9 milioni di euro su un totale stimato di 56,4 milioni e la partecipazione di un nutrito gruppo di aziende ed enti di ricerca per un totale di ben 38 entità fra europee dal Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Francia, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Svezia, Slovenia ed italiane.

In particolare, come evidenziato unitamente al coordinamento di Ge Avio (Avio Aero), partecipano ben 17 entità italiane rappresentate dalle società Aeromechs, Argotec, Atla, Blu Electronic (Gruppo Logic), Dream Innovation, Leonardo, Loccioni, Morfo Design, My Part meccanica, e dagli enti di ricerca costituiti dal Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nonché i centri universitari rappresentati dai Politecnici di Bari, Milano e Torino, Uni Padova, Università degli Studi di Firenze e de gli Studi di Salerno.

Per garantire una piena sovranità tecnologica europea nell’ambito delle piattaforme aeree militari, secondo quanto riportato dalla call EDF, i nuovi ‘building block’ legati alle tecnologie della prossima generazione di sistemi integrati di propulsione ed energia saranno valutati su una piattaforma europea di prova a terra dedicata per la propulsione e l’energia.

Alcune di queste tecnologie potrebbero anche essere sviluppate e valutate congiuntamente sulla piattaforma di test sviluppata nell’ambito di questo progetto. A seconda delle nuove tecnologie da sviluppare e valutare, potrebbero essere utilizzati uno o più dimostratori.

Tali dimostratori potrebbero essere ad esempio per motori destinati a diverse piattaforme aeree: dai motori per elicotteri per la valutazione di nuovi materiali, ai motori di caccia per la valutazione di nuova sistemistica. Questa piattaforma, aperta ad attività congiunte di sviluppo tecnologico, potrebbe diventare secondo la call EDF anche un’opportunità a livello europeo per rafforzare la collaborazione transfrontaliera tra grandi gruppi industriali, PMI e accademici.

 

EPC o MMPC

Il noto progetto “European Patrol Corvette” (EPC) o MMPC, che sarà guidato da Naviris Italia ed è legato ai programmi PESCO (EPC, European Patrol Corvette), si concentrerà su studi concettuali fino alla progettazione ‘iniziale’ o base (definita initial) destinati alla realizzazione di una classe di unità navali di riferimento del tipo corvetta in grado di svolgere un’ampia gamma di missioni in futuri contesti operativi. Il design del nuovo sviluppo sarà modulare e flessibile, più efficiente dal punto di vista energetico, più ecologico, più sicuro, più interoperabile e protetto dal punto di vista cyber.

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Secondo la call EDF, l’ambizione delle marine dell’UE sarebbe quella di aumentare drasticamente la flessibilità delle navi di seconda linea al fine di condurre una gamma più ampia di missioni e rendere le navi più adatte ad affrontare le sfide del XXI secolo e i più recenti vincoli e requisiti operativi per espandere le capacità d’interoperabilità ed incrementare significativamente il loro livello di disponibilità e sostenibilità.

La sfida è prendere in considerazione i diversi requisiti degli Stati membri partecipanti e riuscire a definire e dimostrare la capacità di costruire una famiglia di unità navali che avrà un progetto di base comune (nave di riferimento) unitamente ad alcune specificità (modularità nella progettazione e flessibilità nella missione) per rispondere alle esigenze specifiche di ciascuno Stato membro partecipante.

Secondo la medesima call EDF, il programma è indirizzato:

– alla definizione di un insieme condiviso e comune di regole, standard e interfacce applicabili all’architettura navale e ai sistemi associati per migliorare la cooperazione industriale e l’integrazione delle società navali europee e delle PMI o SME e promuovere catene di approvvigionamento europee comuni;

– creare processi e metodologie industriali standardizzati e aumentare la capacità congiunta degli Stati membri di sviluppare in futuro navi da guerra in un lasso di tempo ridotto e al massimo dei costi, contribuendo così alla competitività dell’industria europea della difesa;

– aumentare la disponibilità attraverso l’integrazione della modularità e della flessibilità nella progettazione delle navi militari e, infine, generare una nuova nave modulare di classe 2500-3500t in grado di incrementare le attuali capacità attuali delle Marine principalmente in termini di maritime situational awareness (MSA), lotta di superficie e proiezione di potenza, unitamente allo svolgimento di un ampio spettro di operazioni marittime che vanno dalle attività governative in tempo di pace alle operazioni in tempo di guerra.

Il programma EPC vede una massima contribuzione EU di 60 milioni di euro ed un costo stimato complessivo di 65,7 milioni di euro per una durata prevista di 24 mesi. Il coordinamento del programma è stato affidato alla joint-venture italo-francese Naviris e vede quindi la partecipazione quindi di Fincantieri e Naval Group, a cui s’aggiungono Navantia per la Spagna, e le società e SME greche FEAC Engineering, Hydrus advanced consolidated engineering services, Integrated Systems Development, Intracom defence, Prisma Electronics Abee, Terra Spatium Ae Proionton Kai Ypiresion Geopliroforikis Kai Diastimatos nonché le società e SME danesi Force Technology, SH Defence, e norvegese Vestdavit.

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Sebbene l’EU ed i paesi partecipanti al programma PESCO EPC rappresentati dall’Italia (come coordinatore), Francia, Spagna e Grecia, a cui s’aggiunge il Portogallo come osservatore, non abbiamo divulgato informazioni al riguardo, secondo quanto risulta a AD, il programma EPC dovrebbe essere assegnato dai Paesi partecipanti all’agenzia OCCAR che vedrà ampliare ulteriormente la propria rosa di programmi navali in ambito europeo.

 

MOSAIC

Il programma MOSAIC o ‘Real-time Monitoring and Sampling of CB menaces for improved dynamic mapping of threats, vulnerabilities and response capacities’ fornirà nuove capacità di rilevamento per la lotta CBNR (Chimico, Biologica, Nucleare Radiologica). Questo programma mira a rafforzare le capacità di detezione, identificazione e monitoraggio di agenti CBRN (DIM, detection, identification and monitoring) attraverso lo sviluppo di tecnologie di monitoraggio chimico e biologico a basso costo destinate ad essere impiegate da sistemi senza pilota per monitoraggio chimico e biologico e missioni di campionamento.

Con una durata complessiva di 36 mesi ed un contributo massimo e costo complessivo di 4,4 milioni di euro, il progetto MOSAIC vede il coordinamento italiano della Fondazione SAFE e la partecipazione nazionale dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia, e lo sviluppo economico sostenibile meglio conosciuta come ENEA, l’Istituto per la Microelettronica e i Microsistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Consorzio CREO (Centro Ricerche Elettro Ottiche) e l’Università dell’Aquila. In aggiunta all’industria italiana partecipano anche società ed enti austriaci (Austrian Institute of Technology), danesi (Bruhn NewTech), estoni (CAFA Tech) ed olandesi (RE-liON).  Come evidenziato, il programma è gestito dalla Fondazione SAFE (Security & Freedom for Europe) che è un’organizzazione senza scopo di lucro con sede a Soave (Verona), secondo quanto riportato dallo stesso ente, che lavora nel campo della sicurezza, difesa, pace e stabilità, libertà e diritti fondamentali a livello nazionale e internazionale.

SAFE collabora con enti pubblici e privati, in particolare nel campo della progettazione europea.

Il Consorzio CREO che si occupa di ricerca nel settore elettroottico da effettuarsi nel mezzogiorno, finalizzato a favorire la promozione di attività di ricerca in comune tra strutture pubbliche e private, promuovendo lo sviluppo delle ricerca scientifica nel campo delle moderne tecnologie applicate alla elettroottica, sia in fase tecnico /progettuale che sperimentale, ha sviluppato e fornisce sensori chimici e un sistema di campionamento da utilizzare a bordo di mezzi a controllo remoto per applicazioni terrestri.

 

NAUCRATES

Il progetto “Microsatellite for Geostationary Orbit Surveillance and Intelligence” (NAUCRATES) derivante dalla call dedicata unicamente alle SME per lo sviluppo di soluzioni innovative ed orientate verso il futuro nel settore della Difesa, è invece destinato alla progettazione e dimostrazione di un microsatellite con massa inferiore a 100 kg.

Microsatellite da posizionare in un’orbita stabile al di fuori della cintura GEO (o geostazionaria sull’equatore, dove i satelliti ruotano intorno alla terra con la stessa velocità della medesima, in modo che un osservatore a terra vede il satellite in orbita GEO come se fosse sempre nella stessa posizione nel cielo) che agisca come sensore ottico in orbita con la capacità di avvicinarsi ad altri oggetti in orbita GEO per acquisire immagini con risoluzione a livello centimetrico.

Il satellite NAUCRATES, con una durata prevista da 3 a 5 anni, sarà progettato affinché abbia un design stealth per non essere visibile da radar terrestri, telescopi o sistemi di sorveglianza elettronica (SIGINT) e dovrà essere in grado di ospitare un telescopio ottico che utilizza, secondo la scheda dello stesso programma divulgata dall’EU, uno speciale sistema all’infrarosso per la trasmissione delle immagini a terra al fine di ridurre al minimo le possibilità di intercettazione.

Il programma della durata di 36 mesi e di un finanziamento massimo pari a 4 milioni di euro (contro i 5 complessivi) è coordinato dalla società italiana On-Air Consulting & Solutions Srl, a cui s’aggiungono le società IMT Srl, Optec SpA, ST4I Space Technologies for Innovation Srl e Systems Development & Support Srl, e le società olandesi Bradford Engineering, Celestia Satellite & Simulations, spagnole TTI Norte e Integrasys e portoghese Tekever Space – Sistemas Espaciais.

La società italiana coordinatrice On-Air Consulting & Solutions è il frutto di quarant’anni di esperienza nell’alta tecnologia, in particolare nei settori legati all’aerospazio e alla difesa.

Nasce dalla considerazione che le PMI spesso abbiano forti potenzialità, ma pochi strumenti per interfacciarsi con gli enti e le Istituzioni.

On-Air si pone quindi l’obiettivo di offrire la propria consulenza strategica alle PMI, al fine di identificare i più appropriati campi d’azione, sfruttare nuove opportunità, migliorare le operazioni esistenti e sviluppare strategie e processi commisurati alle esigenze e alle aspirazioni di ciascuna impresa. Legato al progetto PESCO EU-SSA-N (European Military Space Surveillance Awareness Network), il programma NAUCRATES è stato ideato dal presidente di On-Air Consulting & Solutions, Enrico Saggese e, in collaborazione dello staff di On-Air, è stato presentato anche allo scopo di dimostrare secondo quanto affermato dalla stessa società, che un gruppo di PMI, se ben organizzato e coordinato, è perfettamente in grado di realizzare satelliti di altissima qualità.

 

La partecipazione nazionale in altri progetti

In aggiunta ai programmi guidati da entità nazionali, come sopra evidenziato, l’industria, la ricerca e gli enti universitari italiani partecipano a ben 36 programmi, dai più importanti in termini di sovvenzionamento europeo a quelli con la maggior partecipazione nazionale ma non guidati dall’industria nazionale.

Leonardo contribuisce con ben 23 partecipazioni direttamente o attraverso le sue controllate, partecipate o joint-venture come nel caso di Telespazio, Vitrociset, Larimart o attraverso Thales Alenia Space Italia a ben 19 programmi (5G COMPAD, ACHILE, ADEQUADE, AGAMI_EURIGAMI, ARTURO, COMMANDS, ECOBALLIFE, EDINAF, EDOCC, EICACS, ENGRT, EPIIC, EPW, EU-GUARDIAN, EuroHAPS, FaRADAI, INDY, Navguard e NEUMANN) mentre Elettronica segue con sette programmi (ADEQUADE, AGAMI_EURIGAMI, AInception (con CY4GATE), ENGRT, EICACS, EuroHAPS, Navguard), Fincantieri con tre programmi (EPC, EDINAF e dTHOR, questo ultimo attraverso il Cetena) come MBDA Italia (ADEQUADE, ENGRT, FaRADAI), Ge Avio con due (ENGRT e NEUMANN) a cui seguono Alfa Montage (MI SHARP), Fabbrica D’Armi Pietro Beretta (ACHILE), GEM Elettronica (ADEQUADE), Iveco Defence Vehicles (COMMANDS), Loccioni (NEUMANN), Petroceramics (ECOBALLIFE), Rheinmetall Italia (ARTURO), RINA Consulting (IntSen2) e Thales Italia (EDOCC) con una partecipazione.

Nell’ambito delle PMI/SME vi sono le società con tre partecipazioni rappresentate da STAM nei programmi ACHILE, ACTING e FaRADAI e due partecipazioni rappresentate da Argotec (EuroHAPS e NEUMANN), Flysight (ADEQUADE e FaRADAI), Logic (NEUMANN e SHOLFEA rispettivamente con Blu Electronic e la recentemente acquisita Gelco), Link Campus University (COMMANDS e FaRADAI), Sentech (ARTURO e SHOLFEA) e Zanasi Alessandro (ACTING e SEAWINGS), seguite dalle società 929 (MI SHARP), Aeromechs (NEUMANN), Aiko (SPRING), Atla (NEUMANN), Civitanavi Systems (Q-SiNG), Dream Innovation (NEUMANN), Echoes (ARTURO), Elital (EPW), Fondazione Bruno Kessler (SMiEQ), Geomatic Research & Development (Q-SiNG), IMT (NEUMANN), MEC – Microwave Electronics for Communications (AGAMI_EURIGAMI), Micro Photon Devices (ENLIGHTEN), Morfo Design (NEUMANN), My Part meccanica (NEUMANN), Nablawave (EuroHAPS), NEXT2U (EPIIC), Nurjana Technologies (SPRING), On Air Consulting & Solutions (NAUCRATES), Optec (NAUCRATES), Qascom (Navguard), Sighup (EDOCC), Smartex (ABITS), ST4I – Space Technologies for Innovation (NAUCRATES) e Systems Development & Support (NAUCRATES).

In particolare si evidenziano i seguenti programmi che coinvolgono più realtà industriali, centri di ricerca ed università nazionali:

 

NAVGUARD

Advanced Galileo PRS resilience for EU Defence

Obiettivo del progetto coordinato dalla società francese FDC Sarl e della durata di 48 mesi con un impegno EU complessivo pari a 24 milioni di euro (costo complessivo pari a 56 milioni di euro) è sviluppare la capacità EU Navigation Warfare (NAVWAR) globale, basandosi sulla sorveglianza dallo spazio e da terra dei relativi segnali, e integrando gli attuali sforzi europei per rafforzare la futura resilienza del PRS (Public Regulated Service) Galileo.

Tale progetto svilupperà sistemi terrestri e spaziali per rilevare attività illegittime nelle bande di frequenza GNSS e geolocalizzare le fonti di attività dannose, inclusa una dimostrazione in orbita. Sarà inoltre sviluppato un sottosistema di gestione delle informazioni insieme a un’interfaccia utente per stabilire un quadro di consapevolezza situazionale.

Tale capacità contribuirà a garantire l’accesso sicuro, illimitato e ininterrotto al PRS Galileo sul territorio degli Stati membri dell’UE e all’estero, durante operazioni o missioni internazionali. Al programma Navguard partecipano le società Elettronica, Leonardo con Telespazio e Thales Alenia Space Italia, in aggiunta alla società Qascom.

 

EuroHAPS

Obiettivo del progetto ‘High Altitude Platform System demonstrator’ coordinato da Thales Alenia Space France e della durata prevista di 36 mesi, con un finanziamento massimo pari a 43 milioni di euro (a fronte dei 63,5 milioni del costo complessivo), è sviluppare piattaforme HAPS (High Altitude Platform System) per verificarne adeguatamente le sfide tecniche-operative di tre diversi tipi di piattaforma, apportando un contributo sostanziale alle applicazioni di difesa e sicurezza europee.

Il programma svilupperà tre principali dimostratori tecnologici più leggeri dell’aria (LTA) (strategico, ibrido e sistema autonomo basato su mongolfiera) che affronteranno 4 principali missioni di Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (3D LiDAR, Communication Intelligence/ Infrarossi, Signal Intelligence e telecomunicazioni) alcuni dei quali non sono mai stati sviluppati in Europa.

Gli aspetti principali delle tecnologie saranno dimostrati attraverso dimostratori in volo rappresentativi in diverse località dell’UE a beneficio delle forze militari europee. Per quanto riguarda l’industria italiana, quest’ultima partecipa con Elettronica, che contribuisce con lo sviluppo di un payload SIGINT operante da 20 km di quota, ad estendere le sue competenze in nuovi ambienti, Argotec, Leonardo, Nablawave s.r.l. e Thales Alenia Space Italia, in aggiunta al CIRA ed al Consorzio di Ricerca Hypatia.

 

ENGRT

Lo scopo del programma ‘EU Next Generation Rotorcraft Technologies’ riguarda la ricerca su tecnologie, ambiente e concetti operativi futuri dei sistemi militari a decollo e atterraggio verticale.

Destinato a concentrarsi sugli aeromobili ad ala rotante dell’UE di prossima generazione, il progetto includerà l’analisi delle esigenze future, le caratteristiche e le capacità chiave dei futuri aeromobili, piattaforme alternative ad ala rotante, dimostratori di volo e simulatori.

Il progetto produrrà anche una tabella di marcia tecnologica per gli aeromobili militari, strategie per la modularità e la produzione, analisi del ciclo di vita e concetti di manutenzione. Al programma coordinato da Airbus Helicopter e della durata prevista di 42 mesi per un valore complessivo massimo sovvenzionabile di 40 milioni di euro pari al costo massimo, contribuiscono per l’Italia le società Leonardo, Elettronica, Ge Avio, MBDA Italia, il CIRA ed il Politecnico di Milano.

 

ADEQUADE

Il Progetto ‘Advanced, Disruptive and Emerging QUAntum technologies for DEfence’ mira a spingere lo sforzo tecnologico disruptive nella quantum technology verso le esigenze speciali del settore della difesa. Il possesso e l’implementazione di tecnologie quantistiche sarà un punto di svolta in molti domini applicativi. Far maturare e dominare queste tecnologie conferisce superiorità nella missione, ma anche competitività internazionale.

L’Europa e i paesi europei si impegnano pienamente a sostenere questo sviluppo tecnologico per raggiungere importanti competitor internazionali. Al progetto coordinato dal gruppo Thales e della durata prevista di 36 mesi ed un contributo massimo europeo e costo complessivo di 27,4 milioni di euro, partecipano Elettronica, Flysight, GEM Elettronica, Leonardo, MBDA Italia, Telespazio, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), il Politecnico di Milano, e l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

 

ACHILE

Il progetto ‘Augmented Capability for High End Soldiers’ mira a sviluppare soluzioni altamente innovative in vista del Dismounted Soldier System di prossima generazione grazie alla specificazione, progettazione e dimostrazione dei vantaggi offerti dall’architettura aperta di sistema GOSSRA (Generic Open Soldier System Reference Architecture) e le promettenti tecnologie dirompenti destinate a migliorare la sopravvivenza, sostenibilità, mobilità, letalità e capacità d’osservazione.

Al programma, correlato con il progetto PESCO EU Collaborative Warfare Capabilities (ECoWAR) e coordinato dal gruppo francese Safran Electronics & Defense, della durata prevista di 48 mesi ed un contributo massimo europeo di 39,9 milioni di euro e costo complessivo pari a 44,9 milioni di euro, partecipano le società Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, Larimart, Leonardo, STAM, e l’Istituto Affari Internazionali.

 

AGAMI_EURIGAMI

La tecnologia del nitruro di gallio (GaN) è un fattore chiave per i componenti elettronici RF ad alte prestazioni. Il GaN ha sostituito la precedente tecnologia all’arseniuro di gallio (GaAs), fornendo maggiore potenza, larghezza di banda e linearità agli amplificatori RF elettronici. Attraverso il programmaEuropean Innovative GaN Advanced Microwave Integration’, l’EU punta a migliorare le applicazioni di tale tecnologia ed ottenere dispositivi elettronici europei di nuova generazione impiegabili nei propri sistemi del futuro. Il programma copre la completa supply chain per tale tecnologia fino all’impacchettamento delle componenti e l’integrazione nei nuovi sistemi.

Al programma coordinato dalla società tedesca United Monolithic Semiconductors, della durata di 48 mesi, finanziato massimo EU e costo complessivo pari a 24,5 milioni di euro, partecipano Elettronica, Leonardo, MEC (Microwave Electronic for Communications), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Università degli Studi di Padova, l’Università degli Studi di Roma La Sapienza e di Roma Tor Vergata.

 

COMMANDS

Il programma “Convoy Operations with Manned-unManneD Systems” mira a sviluppare ‘Through Life Capabilities’ (TLC) per sistemi terrestri con equipaggio e senza pilota agili, intelligenti e cooperativi. I risultati non solo consentiranno di aggiornare gli attuali veicoli terrestri in servizio con i Paesi dell’UE per missioni specifiche, ma anche di essere integrati nei futuri veicoli in fase di sviluppo.

Frec

Al programma, correlato con il progetto PESCO Integrated Unmanned Ground System (UGS) e coordinato dalla società spagnola Sener Aerospacial, della durata prevista di 36 mesi ed un contributo massimo europeo di 24,8 milioni di euro e costo complessivo pari a 26,8 milioni di euro, partecipano le società Iveco Defence Vehicles, Link Campus University, Vitrociset ed il Politecnico di Milano.

 

dTHOR e EDINAF

Il gruppo Fincantieri, direttamente ed attraverso il suo centro di ricerca e consulenza Cetena, insieme ad altre società italiane partecipa ai tre programmi navali che hanno trovato accoglienza nell’EDF 2021.

In aggiunta al programma EPC (European Patrol Corvette) di cui abbiamo già parlato, è stato selezionato il progetto “Digital Ship Structural Health Monitoring” (dTHOR) destinato a sviluppare un sistema digitale di monitoraggio strutturale della nave, che permetterà di definire i requisiti operativi militari degli utenti finali sulla base di una migliore valutazione dei danni in battaglia e dell’integrità strutturale, della riduzione delle segnature idro-acustiche e di un funzionamento più accurato dei sistemi d’arma.

Il programma della durata di 36 mesi e del valore complessivo di 14,5 milioni di euro è coordinato dall’ente indipendente di ricerca norvegese Sintef e comprende oltre al Cetena, il CNR ed il Politecnico di Milano.

Il progetto “European Digital Naval Foundation” (EDINAF) consentirà l’integrazione di un ‘cloud operativo navale congiunto’ come componente nel più ampio cloud operativo multi-dominio militare. Sosterrà la progettazione e la creazione di navi ‘smart’ di prossima generazione e assicurerà una supply chain europea attorno a uno standard comune applicabile alla produzione di apparecchiature e alle future operazioni navali. Il programma della durata di 36 mesi e del valore complessivo di 29 milioni di euro è coordinato dal gruppo spagnolo Navantia e comprende oltre a Fincantieri e Leonardo, l’Università degli Studi di Genova.

 

EDOCC

Destinato a studiare, progettare e convalidare concettualmente una piattaforma virtuale che ha come scopo d’incrementare l’interoperabilità, l’efficienza e la resilienza delle operazioni militari, il progetto “European Defence Operational Collaborative Cloud” avrà una durata prevista di 36 mesi ed un massimo contributo EU di 40 milioni di euro su un valore complessivo stimato di 42. Coordinato dal braccio tedesco del gruppo Airbus Defence and Space, il programma vede la partecipazione di società ed enti della Germania, Austria, Romania, Estonia, Spagna, Polonia, Portogallo, Svezia, Francia, Grecia nonché dell’Italia comprendenti le società Leonardo, Sighup, Telespazio, Thales Italia ed il CNIT.

 

EPIIC

Il progetto “Enhanced Pilot Interfaces & Interactions for fighter Cockpit” (EPIIC) che mira ad affrontare le enormi sfide tecnologiche della futura guerra aerea e del combattimento collaborativo identificando, valutando e sviluppando tecnologie altamente innovative e modalità interattive dirompenti da integrare nei cockpit dei futuri velivoli da combattimento, è coordinato dalla società francese Thales AVS France e vedrà l’assegnazione di un massimo di 74 milioni di euro a fronte di un costo stimato di 77,7 milioni per una durata complessiva di 36 mesi. In aggiunta a società ed enti della Francia, Danimarca, Germania, Spagna, Portogallo, Finlandia, Romania, Svezia, Olanda, Grecia e Croazia, l’Italia partecipa con le società Leonardo e Next2u.

 

FaRADAI

Il progetto “Frugal and Robust AI for Defense Advanced Intelligence” si concentra sull’’apprendimento frugale’, ovvero la capacità di un sistema di adattarsi e imparare dal proprio ambiente, compresa la supervisione dell’utente, a un costo ragionevole e senza l’intervento di sviluppatori esperti.

Nell’ambito del progetto FaRADAI, gli attuali progressi nelle tecnologie d’intelligenza artificiale saranno studiati in modo approfondito parallelamente a uno studio dettagliato delle principali sfide imposte da un sistema di difesa. Il programma coordinato dal centro greco per la ricerca e le tecnologie Hellas (CERTH) prevede una durata di 42 mesi, un costo complessivo di 18,4 milioni di euro e la partecipazione di società ed enti di Bulgaria, Lituania, Belgio, Francia, Estonia, Germania, Spagna, Olanda, Lettonia, Polonia, Ungheria ed Italia, quest’ultima con le società Leonardo, E-GEOS, Flysight, Link Campus University, MBDA Italia, STAM ed il CNIT.

 

InTSen2

Il progetto “Proactive automatic imagery intelligence powered by artificial intelligence exploiting European space asset” utilizzerà l’intelligenza artificiale legata ad attività IMINT (Imaging Intelligence) nell’ambito spaziale. Il progetto baserà la ricerca e le soluzioni proposte esclusivamente su risorse europee al fine di supportare l’autonomia operativa dell’UE. Il programma della durata di 24 mesi e del costo complessivo di 3,2 milioni di euro vedrà il coordinamento della società spagnola Tracasa Instrumental e la partecipazione di società ed enti della Polonia, Belgio, Austria, Grecia, Olanda, Spagna ed Italia, quest’ultima con le società RINA Consulting e l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

Q-SiNG

Il progetto “Quantum-based Simultaneous inertial Navigator and vector Gravimeter” è destinato a progettare e dimostrare le capacità di un sistema di navigazione inerziale indipendente ad alta precisione, in grado di operare in aree in cui è negato l’impiego del sistema GNSS per l’utilizzo su tutti i tipi di veicoli militari, dai sottomarini agli aerei. Il programma coordinato dalla società spagnola Geonumerics vede la partecipazione delle società italiane Geomatics Research & Development e Civitanavi Systems in aggiunta alla spagnola Iqua Robotics ed al Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) francese.

 

SHOLFEA

Il progetto “Shoulder Launched Family For European Armies” è destinato allo sviluppo di una famiglia di sistemi missilistici lanciati da spalla, guidati e non guidati, che rispondono alle esigenze operative delle future unità di fanteria. Il concetto comprende simulatori per l’impiego da spazi interni che consentono all’utente di essere addestrato in modo efficiente con tutte le possibili combinazioni della famiglia di sistemi d’arma. Il programma coordinato dalla società spagnola Gahn Logistica Gestion Y Consultoria vede la partecipazione delle società italiane Sentech e Gelco, quest’ultima del gruppo Logic.

 

EICACS

La sfida principale del progetto ‘European Initiative for Collaborative Air Combat Standardisation’ consiste nel costruire una prospettiva europea che consenta agli Stati membri di affrontare, a medio e lungo termine, le capacità di combattimento aereo collaborativo, combinando i futuri sistemi di combattimento, le piattaforme con o senza equipaggio, le piattaforme legacy e la loro evoluzione, compresi sensori e sistemi d’arma.

Al programma coordinato dal gruppo francese Dassault Aviation, e della durata di 36 mesi e finanziato massimo EU di 74,8 a fronte di un costo complessivo pari a 82,5 milioni di euro, partecipano società tedesche, francesi, spagnole, belghe, portoghesi, rumene, greche, olandesi, svedesi, danesi, croate ed italiane, queste ultime rappresentate da Elettronica e Leonardo.

L’industria, i centri di ricerca e l’università italiana sono anche presente in una serie di programmi legati alla cyber come:

  • l’AInception (AI Framework for Improving Cyber Defence Operations) che vede il contributo di Elettronica attraverso CY4GATE,
  • l’ACTING (Advanced European platform and network of Cybersecurity training and exercises centres) con le società STAM e Zanasi Alessandro,
  • il programma EU-GUARDIAN (European framework and proofs-of-concept for the intelliGent aUtomAtion of cybeR Defence Incident mAnagemeNt) con la partecipazione di Leonardo e l’Università di Roma La Sapienza, e legati all’intelligenza artificiale
  • il programma KOIOS (Knowledge Extraction, Machine Learning and other AI approaches for secure, robust, frugal, resilient and explainable solutions in Defence Applications) partecipato dall’Università degli Studi di Bergamo.

A questi s’aggiungono quello specifico per la sicurezza dei sistemi denominato SMiEQ (Secure Microcontroller with Embedded Quantum Random Number Generator) che vede il contributo della Fondazione Bruno Kessler, e radaristico specifico nel settore applicativo ‘over the horizon’ in via collaborativa di nuova generazione denominato iFURTHER (High Frequency Over The Horizon Sensors’ Cognitive Network) che vede la partecipazione del CNIT e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Nel campo delle comunicazioni di rilievo il programma 5G COMPAD (5G Communications for Peacekeeping And Defense) con la partecipazione di Leonardo, e l’EPW (European Protected Waveform) per lo sviluppo di uno standard di forma d’onda protetta per applicazioni satellitari che vede l’impegno delle società Elital, Leonardo e Thales Alenia Space Italia.

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Nel campo dell’addestramento e simulazione, il programma ABITS (Advanced Biometrics In Training and Simulation) con la società Smartex, della protezione balistica (ECOBALLIFE, Research in eco-designed ballistic systems for durable lightweight protections against current and new threats in platform and personal applications) con Leonardo e Petroceramics, dei sensori ottici (ENLIGHTEN,  European Non-Line-of-Sight Optical Imaging) con le società Micro Photon Devices ed il Politecnico di Milano, di strutture campali dispiegali ed indipendenti in termini energetici (INDY, Energy Independent and Efficient Deployable Military Camps) a cui partecipa Leonardo.

Si segnalano inoltre il programma MI SHARP (Medium Immersion Simulator for Helicopter Airmobile Operations) con le società 929 ed Alfa Montage, SEAWINGS (Sea/Air Interphasic Wing-in-Ground Effect Autonomous Drones) con la società Zanasi Alessandro, SPRING (Space Response to Risk & Integration with Ground segment) che vede il coinvolgimento delle società Aiko e Nurjama Technologies.

 

Una nota stonata

Un appunto conclusivo – in questo caso negativo per la partecipazione italiana – riguarda il programma EU HYDEF (European Hypersonic Defence Interceptor), legato al progetto PESCO Twister e destinato allo sviluppo di un intercettore europeo in grado di contrastare le minacce del 2035 ed oltre, sistemi d’arma e sensori.

Il progetto dovrà tradursi nello sviluppo di un concetto, attività di mitigazione del rischio e nella dimostrazione di un intercettore endo-atmosferico costo-efficace in grado di operare a diverse altitudini, comprendente caratteristiche aerodinamiche e superficie di controllo del volo per un’elevata manovrabilità, concetti di guida altamente agili ed avanzati sensori di guida.

Il più importante programma EDF 2021 con un finanziamento europeo massimo di 99 milioni ed un costo complessivo stimato di 109, è stato assegnato e verrà coordinato dalla società spagnola Sener Aerospacial con la partecipazione di società tedesche (Diehl Defence), della Repubblica Ceca (L.K. Engineeering Sro), norvegesi (Nammo Raufoss), svedesi (Ruag Space /Beyond Gravity), belghe (Societe Nationale de Construction Aerospatial Sonaca) e spagnole (Escribano, GMV, Instalaza, Navantia) e di centri di ricerca spagnoli e polacchi.

Tale assegnazione in via competitiva, rappresenta un importante smacco per il gruppo MBDA e per tutte le società europee che partecipavano al medesimo team industriale, compresa una filiera italiana con una consolidata esperienza nel settore.

Foto: Commissione Europea, EDF, Leonardo, Avio, Iveco DVD, Fincantieri, Petroceramics

 

 

Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).

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