Il macabro ingegno del terrore

kamikazerid

ANSA – La donna kamikaze al volante, che ha fatto strage oggi a Kabul, proietta una sinistra ombra di novita’ nell’armamentario delle tecniche del terrorismo afghano. Ma l’ingegno degli artefici del terrore, in giro per il mondo, e’ fervido da anni nella ricerca di mascheramenti e trappole micidiali, studiati per sfuggire ai controlli e seminare morte. Nel panorama globale, spicca la macabra fantasia rivelata dalla metà degli anni 2000 dalle cellule irachene. Dove i travestimenti dei terroristi suicidi da militari e poliziotti (imitati poi in Afghanistan e altrove) si incrociarono talora con il ricorso all’antica arma del veleno: usato ad esempio nel giugno 2005 per contaminare alcune decine di fette di anguria in modo da uccidere un soldato e intossicarne numerosi altri. Sensazione e turbamento suscitò nello stesso periodo, ancora in Iraq, l’utilizzo del primo cane-bomba di cui si abbia memoria in anni recenti (episodi analoghi si ebbero sul fronte orientale durante la II guerra mondiale): cane rivestito di esplosivo e lanciato contro una pattuglia militare a Kirkuk in un attacco fallito che causò infine la morte solo della povera bestiola. Una mucca-bomba fu viceversa scoperta giusto in tempo a Mashru, mentre procedeva ai bordi di una strada di grande scorrimento, da unità delle forze di sicurezza irachene che in quel frangente riuscirono a sventare l’attentato. Qualche tempo prima, dopo che una raffica di missili si era abbattuta sul ministero del petrolio e su due grandi alberghi di Baghdad, i militari americani accorsi sul luogo da cui erano partiti gli attacchi si trovarono di fronte a due carretti tirati da asini, con lanciarazzi nascosti fra le cassette di un carico di frutta e verdure. Artificio riproposto in seguito in altre circostanze in Iraq: in un caso anche nella zona dell’ambasciata d’Italia, dove vennero individuati due barroccini del medesimo tipo, ciascuno con 20 razzi pronti ad essere lanciati e occultati sotto un carico di fieno. Il 9 gennaio 1995 un asino carico d’esplosivo era del resto saltato gia’ in aria vicino all’insediamento ebraico di Morag, nel sud della Striscia di Gaza, causando danni ma non vittime (animale a parte). Mentre nel giugno dello stesso anno, sempre a Gaza, un kamikaze palestinese fece esplodere un carretto trainato al passaggio d’una jeep di militari israeliani che scortavano un autobus di linea ma rimasero illesi. In teatri estranei al terrorismo islamico, tecniche simili sono state impiegate in America Latina: in Colombia, in particolare, dove gli estremisti rossi delle Farc, imbottirono a loro volta di dinamite asini o cavalli negli anni ’90 per fare strage di soldati e poliziotti.

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