IL CASO ZYGLER: DA SPIA DEL MOSSAD A SUICIDA IN CELLA

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(AGI) – Gerusalemme, – Era un’ex spia australiana del Mossad infiltratasi in Iran e Siria il misterioso ‘Prigioniero X’ detenuto in un carcere israeliano di alta sicurezza, ritrovato impiccato nella sua cella alla fine del 2010. Lo ha rivelato l’emittente australiana Abc, squarciando almeno in parte il segreto di Stato che per due anni aveva coperto la notizia. Ora si apprende che neppure il governo di Canberra era al corrente di questa misteriosa detenzione, dietro cui sembra nascondersi un’autentica “spy story”. L’uomo, secondo l’emittente, era detenuto per reati ignoti e confinato in isolamento totale, tenuto d’occhio da telecamere di sicurezza, controllato regolarmente, in una cella a prova di suicidio, all’interno di un’ala del carcere di Ayalon, il piu’ sicuro del Paese. Neanche i secondini sapevano chi fosse o cosa avesse fatto, tranne che la cella era stata costruita per un precedente inquilino, l’assassino dell’ex premier, Yitzhak Rabin. Un livello di sicurezza che fa pensare a reati gravissimi, forse un doppio gioco con una potenza ostile. La storia del cosiddetto ‘prigioniero X’ era apparsa per la prima volta nel maggio 2010, sul sito web di Ynet in un articolo dal titolo, ‘Chi sei, prigioniero X?’; ma poi era rapidamente scomparsa e, sull’intera vicenda, era piombata la censura del governo israeliano. L’uomo e’ stato identificato dalla Abc come Ben Zygier, morto a 34 anni, alla fine del 2010. Zygier, che in Israele si faceva chiamare Ben Alon, era un avvocato ebreo, rampollo di una famiglia molto nota a Melbourne che si era trasferito in Israele all’eta’ di 24 anni. Aveva sposato una donna israeliana e i due avevano due figli piccoli. L’uomo era diventato una spia del Mossad e, secondo la stampa australiana, aveva ottenuto un passaporto australiano con il nome Ben Allen (un altro dei nomi da lui utilizzati) con cui era riuscito a viaggiare in Iran, Libano e Siria, Paesi che non riconoscono Israele e in cui e’ vietato l’ingresso a cittadini israeliani. Il cadavere di Zygier fu ritrovato impiccato, un apparente caso di suicidio, nella cella del penitenziario di Ayalon, a Ramle, vicino Tel Aviv, a dicembre; sette giorni dopo, la salma fu portata a Melbourne e sepolta nel cimitero ebraico di Chevra Kadisha. Un articolo comparso martedi’ su Haaretz sosteneva che il premier, Benjamin Netanyahu, aveva convocato una riunione d’emergenza con i direttori delle maggiori estate per affrontare “informazioni relative ad un avvenimento molto imbarazzante per una certa agenzia di governo”. L’articolo e’ stato rapidamente rimosso, ma dopo lo scoop della Abc la notizia e’ rimbalzata in Israele, subito rilanciata da blog e social network. Il ministro degli Esteri australiano, Robert Carr, ha ordinato un’inchiesta interna perche’ si e’ scoperto che un diplomatico australiano a Tel Aviv era stato informato dell’arresto, ma non aveva ‘girato’ l’informazione al governo. Adesso la questione e’ arrivata alla Knesset, con l’interrogazione di un deputato arabo-israeliano, Ahmed Tibi. L’ex ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, ha gia’ attaccato i deputati che usano la loro immunita’ parlamentare per aggirare la censura. Non c’e’ alcuna prova di un collegamento con la vicenda di Zygier, ma alcuni media fanno notare che sei mesi prima del suo arresto un commando del Mossad con agenti in possesso di falsi passaporti stranieri, tre dei quali australiani, aveva ucciso a Dubai un alto dirigente di Hamas, Mahmoud al-Mabhouh.

Foto: Sydney Morning Herald

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