GHEDDAFI MINACCIO’ UN DISASTRO ECOLOGICO NEL MEDITERRANEO

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ANSA – Miliziani leali al leader libico Muammar Gheddafi volevano gettare circa 250.000 barili di greggio nel Mediterraneo, al largo dell’isola di Malta, nel giugno 2011 quando le autorità maltesi e le navi Nato impedirono alla nave cisterna Cartagena di proseguire verso le coste libiche per rifornire le truppe del regime. Lo ha rivelato l’ex premier maltese Lawrence Gonzi in una intervista apparsa oggi sul Sunday Times di Malta. Gonzi – che aveva mantenuto una posizione militarmente neutrale nella campagna della Nato in Libia ma aveva coordinato la logistica a favore delle forze ribelli sostenendo Mustafa’ Jalil – ha raccontato di aver dato il permesso ad un gruppo di ribelli di partire da Malta per dare l’assalto alla nave Cartagena, ancorata a circa 20 miglia dalla costa dell’isola. La Cartagena, che batteva bandiera libica ed era di proprieta’ di Hannibal Gheddafi, uno dei figli del rais, aveva cambiato rotta varie volte dopo essere partita dalla Turchia con il carico di benzina ufficialmente destinato alla localita’ di Tripoli in Libano. ”Avevamo pero’ scoperto che la destinazione Tripoli non era la citta’ del Libano ma la capitale della Libia, ed abbiamo informato la Nato. La nave e’ stata bloccata, ma ha virato verso Algeri. Poi e’ tornata indietro ed e’ rimasta alla fonda al largo di Malta in attesa di ordini” ha spiegato Gonzi. L’ex premier racconta anche che Hannibal Gheddafi non era al corrente che il capitano a bordo della Cartagena era un ribelle infiltrato che ha anche fornito ai maltesi moltissime informazioni vitali. ”Ha rischiato moltissimo, ed era circondato da un equipaggio di miliziani di Gheddafi. Ci ha detto che i governativi libici, appena saputo che Malta coordinava l’operazione di blocco della nave, erano pronti a riversare centinaia di migliaia di barili di benzina nel Meditarraneo”. Creando cosi’ un danno ecologico senza precedenti. A quel punto – e’ la conclusione del racconto di Gozi – si decise di far partire da Malta un commando di ribelli libici che, con l’aiuto del comandante infiltrato, hanno attaccato la Cartagena, prendendone il controllo e dirottandola verso Bengasi dove il carico e’ stato consegnato ai rivoltosi.

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