La fine di "Mare Nostrum”

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La fine del 2014 ha coinciso con il termine delle operazioni condotte dal Dispositivo Navale di Sorveglianza e Sicurezza Marittima (DNSSM) attivato successivamente all’Operazione Mare Nostrum.

Il DNSSM ha operato per la salvaguardia della vita umana in mare, il contrasto ai traffici illeciti mirato all’ arresto degli scafisti ed alla cattura delle ‘navi madre’ nonché per contribuire alla prevenzione sanitaria, mediante il contenimento e lo screening dei migranti prima del loro arrivo sulle coste nazionali.

Per questa esigenza la Marina ha impegnato 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 circa 500 militari così distribuiti:
•    1 nave anfibia tipo LPD o Nave ETNA, sede del Comando del 29° Gruppo Navale (CGN 29) con funzione di hub logistico–sanitario, in grado di ospitare i rappresentanti di altri Dicasteri/Organismi nazionali/internazionali coinvolti nell’operazione;
•    3 navi del tipo Pattugliatore d’altura o Corvetta;
•    1 elicottero EH101 o SH90 imbarcato;
•    2 elicotteri AB – 212 imbarcati;
•    1 sito logistico avanzato (Forward Logistic Site – FLS) ubicato a Lampedusa con compiti di supporto logistico alle unità.

In due mesi di attività  (dopo l’avvia dell’operazione europea Triton- Ndr) in mare i nostri equipaggi hanno:
•    portato in salvo 4.608 persone delle 13.668 complessivamente recuperate oltre che dalla Marina Militare, anche dai mezzi delle Capitanerie di Porto, della Guardia di Finanza e dalle navi mercantili;
•    gestito 6 emergenze sanitarie tra cui il lieto evento della nascita di un bambino a bordo di Nave Etna;
•    catturato 1 “nave madre”;
•    consegnato all’ autorità giudiziaria nazionale 19 presunti scafisti.

Fonte : comunicato Marina Militare

Foto: Marina Militare

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