I limiti degli attacchi hacker contro la Corea del Nord

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Le tensioni tra Corea del Nord e Stati Uniti sono progressivamente cresciute in questi mesi, tanto da portare a reciproche minacce di guerra, che sarebbe però devastante per entrambe le parti e per il mondo intero. Allora qual è l’alternativa? Secondo diversi esperti, i continui test missilistici della Corea del Nord sono provocazioni e dimostrazioni di forza, ma a Pyongyang mancherebbe ancora il necessario progresso tecnologico per costituire una vera minaccia.

Ma ciò potrebbe avvenire col tempo. Gli analisti allora si chiedono: Washington potrebbe rallentare o addirittura interrompere per la Corea del Nord il raggiungimento di tali capacità utilizzando la guerra cyber? Secondo un report del New York Times pubblicato a marzo, l’amministrazione Obama ha passato anni a compiere sabotaggi informatici che sarebbero stati responsabili di un tasso di fallimento dell’88% dei test missilistici di Pyongyang.

Utilizzare le armi cibernetiche per arrestare il programma nucleare nordcoreano a distanza di 11mila chilometri, evidenziano gli addetti ai lavori, potrebbe però non essere possibile o almeno non troppo semplice.

Per Tim Stevens, docente di Sicurezza globale al King’s College di Londra, “ciò che si può ottenere attraverso mezzi informatici è poco chiaro perché pochissima infrastruttura critica della Corea del Nord è online”. In virtù di questo isolamento, rileva l’esperto, molte delle unità militari di Pyongyang sono probabilmente basate fuori del Paese, in Cina e nel sud-est asiatico. E non importa se l’intelligence statunitense dimostra che gli attacchi partono da tali nazioni: è difficile catturare i responsabili o aspettarsi che lo facciano le autorità degli Stati che li ospitano.

Certo, prosegue il docente, parte di quel tasso di fallimento dell’88% dei test missilistici potrebbe essere attribuito agli Stati Uniti. Ma poiché le operazioni militari non sono in rete, è dubbio che siano suscettibili di un attacco cyber su larga scala. In definitiva, gli strumenti cyber – come ripetuto d’altronde dai vertici di Washington – costituiranno un’altra freccia nell’arco del Pentagono e delle agenzie americane, ma difficilmente potranno essere decisivi in una situazione così complicata.

Fonte Cyber Affairs

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