Si dimette il generale de Villiers in polemica con Macron

18th Chairman of the Joint Chiefs of Staff Army Gen. Martin E. Dempsey and French Chief of Defense Staff Gen. Pierre de Villiers salute in front of the Pentagon during an honor cordon in Arlington, Va., April 23, 2014. DoD photo by Mass Communication Specialist 1st Class Daniel Hinton

Si è dimesso ieri il capo di stato maggiore delle forze armate francesi, il generale Pierre de Villiers, dopo una settimana di aperte polemiche e tensioni col Presidente Emmanuel Macron. Al centro della disputa, il budget della Difesa: l’11 luglio il ministro dei Conti pubblici Ge’rald Darmanin ha annunciato dei tagli sulla spesa pubblica del 2017 di 4,5 miliardi di euro di cui 850 milioni al bilancio della Difesa.

L’obiettuvo è fare economie sulle missioni francesi nel Sahel e nel Levante, ma anche sul fronte interno come l’operazione Sentinelle di presidio del territorio contro la minaccia terroristica.

Previsione che non è piaciuta affatto a Villiers, in carica da tre anni e mezzo, che ha subito sollevato polemiche e anche pesanti accuse contro il capo dello Stato e il suo governo, sia fuori che dentro i palazzi della politica. Al punto che – scrive ‘Liberation’ – Macron ha dovuto “richiamare all’ordine” il capo di Stato maggiore: “Non lo considero degno di imbastire certi dibattiti in pubblico- ha detto giovedì scorso, secondo il quotidiano francese- Io sono il vostro presidente. Gli impegni che assumo rispetto ai cittadini e alle Forze armate, io li so mantenere. E non ho bisogno ne’ di pressioni, ne’ di commenti”.

Villiers ha risposto dichiarando che “nelle circostanze attuali, ritengo di non essere più in grado di realizzare un certo modello di forze armate in cui io credo, per garantire la sicurezza della Francia e dei francesi, oggi come domani, ne’ per sostenere le ambizioni di questo Paese. Pertanto mi faccio carico delle mie responsabilità’- ha proseguito- presentando oggi le mie dimissioni che sono state accolte”.

In campagna elttorale Macron aveva promesso di elevare le spese militari al 2% del PIL (Marine Le Pen al 3%) ma oggi ha ordinato tagli annuncando un incremento della spesa per la Difesa a partire dal 2018.

Le dimissioni di de Villiers sono un fatto senza precedenti nella Quinta Repubblica (dal 1958). Per lo studioso Philippe Vial, si tratta di un “evento storico” da quando la carica di capo di Stato maggiore delle forze armate francesi risponde all’autorità del ministro della Difesa, a partire da luglio 1962.

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Le dimissioni del generale de Villiers mostrano ” le gravi derive” e “i limiti molto inquietanti” del presidente Macron ha detto Marine Le Pen.

“Umiliare un uomo come il generale de Villiers davanti le sue truppe non è un gesto degno di un vero capo delle forze armate” ha dichiarato la presidente del Front National, sottolineando che “tagliare il bilancio della Difesa, disprezzando al parola data e i pericoli del mondo, non è degno di un capo di Stato lucido e responsabile”.

Villiers sarà sostituito dal generale Francois Lecointre (nella foto sopra), attuale consigliere militare del primo ministro Edouard Philippe, già nominato ai vertici delle forze armate transalpine. Proveniente dalla fanteria di Marina, Lecointre, 55 anni, ha servito in Ruanda, in Bosnia e in Mali.

 

 

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