Je-31 Bora: il Sukhoi Su-25 “made in Georgia”?

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Entro il 2020 la Georgia ha in programma di lanciare la produzione in proprio di aerei da attacco al suolo Sukhoi Su-25 chiamati Je-31 “Bora”; si tratterà di velivoli privi di componenti russe secondo quanto affermato al quotidiano locale Vzglyad da Nodar Beridze, CEO di JSC TAM (Tbilisi Aircraft Manufacturing).

Secondo Beridze il nuovo Su-25 riceverà nuove suite avioniche sbarazzandosi completamente di ogni componente di fabbricazione russa, anche se rimane un piccolo dettaglio non trascurabile dato che alla data odierna si è alla ricerca del motore che dovrà equipaggiarlo.

Il quotidiano georgiano commenta per l’appunto che la JSC TAM avrebbe contattato potenziali fornitori occidentali di motori (Francia e Stati Uniti in primis), ma non è noto a che punto siano giunti i negoziati finora.

Beridze ha commentato che il nuovo Su-25 “made in Georgia” potrebbe ottenere positivi riscontri commerciali nel continente africano e asiatico essendo in grado di poter vendere un singolo velivolo al costo di 20-25 milioni di dollari, ma non si esclude la possibilità di poter aggiornare quegli esemplari attualmente in servizio con alcuni paesi dell’est Europa (come ad esempio la Bulgaria o l’Ucraina).

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Al di là delle roboanti affermazioni rese da Nodar Beridze è bene ribadire tuttavia che le stesse intenzioni furono rese all’inizio dell’anno e che addirittura questo fantomatico Je-31 “Bora” è noto ai media specializzati già dall’agosto del 2015, segno che la difficoltà non riguarda solo la reperibilità di propulsori adatti ma anche di numerose componenti essenziali all’operatività dell’aereo d’attacco.

JSC TAM è un’azienda georgiana che in piena epoca sovietica fu chiamata alla realizzazione dei primi caccia a reazione Yakovlev (Yak-15, Yak-17 e Yak-23) e MiG (MiG-15/17 e MiG-21) e dal 1978 si è adoperata con la produzione dei Su-25 (per la cronaca si tratta dell’unico produttore di questo tipo di aerei che possiede tutta la documentazione tecnica e i disegni di progettazione). Tuttavia, dopo il conflitto del 2008 tra Russia e Georgia, Mosca impose un divieto totale alle esportazioni di componenti di uso militare verso la Georgia, creando così un vero e proprio scompenso produttivo per l’azienda georgiana che adesso si dibatte nella speranza di poter ripartire da zero.

Foto: Bernard Charles/Airliners.net e JSC TAM

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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