Siria: al via le pattuglie congiunte Usa-Turchia a Manbij

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Dopo le pattuglie co giunte russo-turche che controllano la zona demilitarizzata intorno alla “sacca di Idlib”, nel nord della Siria prenderanno il via nei prossimi giorni, dopo mesi di negoziati, le pattuglie congiunte turco-americane a Manbji in un’area formalmente ancora in mano alle forze curde delle Forze Democratiche Siriane (FDS) appoggiate da militari statunitensi e francesi.

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Lo riferiscono media panarabi e siriani, citando tra l’altro un comunicato della Coalizione anti-Isis a guida Usa. La zona di Manbij, tra l’Eufrate e l’area sotto controllo turco nel nord della Siria, era stata strappata allo Stato Islamico dalle forze curdo-siriane nel 2016.

Manbij e dintorni non sono però un’area a maggioranza curda, come invece diversi distretti a est dell’Eufrate.

La Turchia rivendica il diritto di avere influenza e presenza militare su Manbij e i territori del nord a ovest dell’Eufrate. L’intesa con gli Usa prevede che le forze curdo-siriane si ritirino da Manbij e tornino a est dell’Eufrate, mentre le truppe turche pattuglieranno l’area congiuntamente con gli americani che intendono mantenere nella zona una presenza militare giudicata illegale per il diritto internazionale da Mosca e Damasco.

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Dopo un periodo di addestramento congiunto, soldati turchi e statunitensi sono ora pronti – secondo i media – a dare il via ai pattugliamenti congiunti a Manbij.

“Serviranno ancora alcuni giorni”, ha detto il generale americano Joseph Votel, comandante del Comando Centrale Usa, citato dai media panarabi.

Nel sud est della Siria intanto un raid aereo statunitense contro obiettivi dell’Isis sembra essere responsabile della morte di “decine di civili” colpiti dentro moschea.

Nell’area a ridosso del confine con l’Iraq è in corso un’offensiva delle forze curdo-siriane (FDS) appoggiate dagli americani e la Coalizione internazionale anti-Isis a guida statunitense ha ammesso di aver colpito una moschea nella zona di Susa, ma afferma che nel raid sono morti “combattenti” dello Stato Islamico,

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Nel comunicato della Coalizione non ci sono riferimenti a vittime civili. Ma si afferma che la moschea è stato un obiettivo deliberato perché in quel luogo si erano riuniti diversi miliziani jihadisti.

Secondo le informazioni locali, tra le vittime del raid sulla moschea al Uthman di Susa, avvenuto venerdì scorso durante la preghiera ci sono “decine di civili”, i cui corpi rimangono intrappolati sotto le macerie della moschea e degli edifici circostanti ma si tratta di informazioni non verificabili da osservatori indipendenti.

Foto: AP, Anadolu e US DoD

 

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