Operazione Sophia: la Germania si ritira?

Fregatte F 213 Augsburg in See während der Decklandequalifikation für Piloten, am 12.02.2017.

(aggiornato il 24 gennaio)

La Germania interrompe la sua partecipazione alla missione europea Sophia contro i trafficanti di migranti. La notizia è stata diffusa ieri dai media tedeschi, tra cui l’emittente Ntv e la Sueddeutsche Zeitung: dopo il rientro della fregata Augsburg non sarà più inviata alcuna nave tedesca davanti alla costa libica nell’ambito dell’operazione Ue Eunavfor Med Sophia.

Secondo la stampa tedesca la decisione di Berlino sarebbe la conseguenza della linea dura del governo italiano sull’accoglienza dei migranti illegali che vieta alle navi militari delle flotte europee (oltre a Sophia anche la flotta di Frontex dell’operazione Themis).

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La fregata Augsburg (classe Bremen) avrebbe dovuto essere sostituita a febbraio nei ranghi dell’operazione Ue dalla nave logistica Berlin) ma secondo la decisione riferita dal generale Eberhard Zorn alla Commissione Difesa ed Esteri, la missione è stara sospesa.

Secondo l’agenzia di stampa DPA, la Berlin potrebbe però raggiungere il Mediterraneo a inizio febbraio. Fonti della Ue hanno infatti smentito il ritiro della Germania dall’operazione.

“Si tratta del ritiro di una fregata per un normale avvicendamento, già comunicato da tempo, come più volte fatto in questi anni”, spiegano da Bruxelles, precisando che “non c’è stata alcuna sospensione”.

Un portavoce del ministero della Difesa tedesco ha precisato che, la fregata Augsburg resta fino a inizio febbraio davanti alle coste libiche, come da programma, mentre la nave ausiliaria per il rifornimento Berlin “per ora” non verrà inviata nel Mediterraneo, contrariamente al previsto. Le forze armato tedesche nondimeno continueranno a sostenere con il loro personale – in tutto dieci militari – il lavoro nel quartier generale di Sophia a Roma.

La Sueddeutsche Zeitung aggiunge che la Berlin, invece di essere inviata nel Mediterraneo, parteciperà alle manovre naavali Nato nel Mare del Nord benchè la Berlin (nalla foto sotto) “resterà anche a disposizione di Sophia”.

image_popupil portavoce del ministero della Difesa ha aggiunto che “noi riteniamo che debba essere chiarito meglio quali sono i compiti della missione” confermando che “se la decisione della sospensione sarà rivista, la Berlin potrà essere nel Mediterraneo nel giro di 15 giorni”.

Di fatto quindi il rinviato invio della Berlin nel  Mediterraneo rappresenta una decisione politica tesa a evidenziare il disappunto tedesco per la politica migratoria del governo italiano.

La missione Sophia, è stata varata dall’Unione Europe

“La missione Sophia aveva come mandato di far sbarcare tutti gli immigrati solo in Italia e così ha fatto, con 50.000 arrivi nel nostro Paese. Se qualcuno si fa da parte, per noi non è certo un problema” ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

 

Eunavfor Med è stata varata dall’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini (nella foto con il comadanted, l’ammiraglio Enrico Credendino) nell’aprile 2015  per contrastare il traffico di migranti illegali provenienti dalla Libia ma, anche a causa di un mandato limitato, non ha mai potuto agire nelle acque libiche e si è limitata a sbarcare in Italia oltre 49mila clandestini soccorsi in mare.

La decisione italiana di non accoglierne altri obbligherebbe di fatto le navi militari delle flotte Ue a trovare altri porti di sbarco, più probabilmente quelli nazionali, scoraggiando quindi le adesioni dei singoli Stati e mettendo in forse il prosieguo dell’Operazione Sophia che prende il nome dalla bambina nata su una nave militare tedesca dopo che la madre era stata soccorsa e imbarcata al largo delle coste libiche.

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“La missione Sophia aveva come mandato di far sbarcare tutti gli immigrati solo in Italia e così ha fatto, con 50.000 arrivi nel nostro Paese. Se qualcuno si fa da parte, per noi non è certo un problema” ha commentato su twitter il vice-premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini che il 23 gennaio ha presentato nuovi dati incoraggianti sul fronte della lotta all’immigrazione illegale.

“Se l’Italia, Paese che ospita e che ha il comando della missione, vuole interrompere operazione Sophia, può prendere questa decisione” ha risposto il commissario Ue alla Migrazione Dimitris Avramopoulos aggiungendo: “Sophia è un’operazione di successo e dovrebbe proseguire”.

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“Sophia è un’operazione importante. Ma dovrebbe essere prolungata solo a una condizione: la clausola per la quale solo l’Italia è responsabile dell’accoglienza dei profughi salvati da Sophia non può restare. Altrimenti troverò un’altra soluzione” ha detto il 23 gennaio il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

Con il crollo dei flussi migratori dalla Libia determinato dalla politica dei porti chiusi attuata dal governo italiano, negli ultimi 7 mesi l’Operazione Sophia ha salvato 106 migranti illegali ed è attualmente ridotta ai minimi termini in termini di navi.

Dopo il ritiro della fregata tedesca Augsburg resteranno infatti solo una fregata spagnola e la fregata italiana Luigi Rizzo (nella foto sopra), ammiraglia della flotta europea.

Foto: Eunavfor Med, Marina Tedesca. Ministero dell’Interno e Marina Militare Italiuana

 

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